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Suturatrice PPH03 per Prolassectomia

La STARR nel trattamento
del PROLASSO RETTALE e del RETTOCELE

Il Prolasso Mucoso Rettale e l'Invaginazione Retto-Anale sono due patologie comuni che possono causare notevoli fastidi e problemi alle persone che ne soffrono. Queste condizioni spesso si accompagnano ad una sintomatologia tipica della Sindrome da Ostruita Defecazione e possono coesistere con altre condizioni correlate.

 

Attualmente, l'intervento di STARR (Stapled TransAnal Rectal Resection) viene eseguito utilizzando delle suturatrici circolari ad alto volume resettivo, studiate appositamente per questo intervento.

Schema prolasso mucoso prima dell'intervento
Prolasso rettale prima dell'intervento

La suturatrice circolare consente di resecare un segmento cilindrico di retto e, allo stesso tempo, confezionare una sutura tra i due monconi rettali, realizzando un'anastomosi retto-rettale. La sezione e la successiva anastomosi vengono effettuate in una zona dove normalmente non sono presenti le fibre nervose che conducono gli stimoli dolorosi, questo spiega perché la sintomatologia dolorosa sia quasi sempre scarsa o assente.

 L'effetto meccanico della resezione e della successiva anastomosi è quello di tirare su il canale anale, realizzando una sorta di lifting che contribuisce anche alla normalizzazione dell'aspetto esterno dell'ano.

Quadro post prolassectomia
Effetto lifting dopo prolassectomia.

La resezione del retto riduce l'esuberanza della mucosa, responsabile del Prolasso Rettale Mucoso e risolve l'Invaginazione Retto-Anale, responsabile del Prolasso Rettale Occulto.

La resezione non coinvolge il tessuto emorroidario, fondamentale per la continenza anale. Il suo sgonfiamento avviene per l'effetto di lifting dovuto alla resezione e per l'interruzione delle comunicazioni con i circoli venosi del retto a monte.

Con opportuni accorgimenti di tecnica chirurgica, è possibile utilizzare l’intervento di STARR per trattare anche un contemporaneo Rettocele. In rapporto alle dimensioni di quest'ultimo, potrebbe essere necessario utilizzare due suturatrici circolari.

L'intervento può essere eseguito in anestesia generale o spinale. Tuttavia, l'anestesia spinale è preferibile perché consente un ottimale controllo della sintomatologia dolorosa nell'immediato postoperatorio. Al termine dell'intervento, viene applicato un elastomero con il quale viene somministrato un antidolorifico per le prime 24 ore. Successivamente, la terapia antidolorifica verrà assunta al bisogno per via orale.

La degenza dopo l'intervento è di solito di due notti. La successiva convalescenza è di 7-10 giorni, principalmente per la necessità di abituarsi alla nuova situazione anatomica.

L'incidenza di complicanze è bassa e quella più frequentemente osservata è il sanguinamento postoperatorio. Un minimo sanguinamento rappresenta una condizione di normalità e non è assolutamente preoccupante. Sanguinamenti più rilevanti si osservano in circa l'1% dei casi, possono richiedere il ricovero in osservazione, ma raramente necessitano di trasfusioni o di interventi.

In rapporto alle caratteristiche dei pazienti, l’intervento di STARR può essere preceduto e/o seguito da interventi volti a migliorare la gestione della muscolatura addominale e pelvica coinvolta nell’atto della defecazione. Questi possono essere effettuati con le tecniche di Biofeedback e consolidati nel tempo mediante il Kundalini Yoga.

Un ponte sul mare nella nebbia
Immagine del Dott. Daffinà, istruzioni per prenotare una visita
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