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Gli Esercizi di Kegel per il Pavimento Pelvico

A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo proctologo. Revisione del testo: 4 maggio 2026

Quello che devi sapere subito

Gli esercizi di Kegel sono contrazioni volontarie dei muscoli del pavimento pelvico, ideati dal ginecologo Arnold Kegel negli anni '40. Sono semplici, gratuiti, eseguibili ovunque e rappresentano il primo approccio per chi ha problemi di incontinenza, difficoltà evacuatorie o dolore pelvico.

Punti chiave:

  • Sono raccomandati come trattamento iniziale dall'American College of Gastroenterology (ACG), dall'American Society of Colon and Rectal Surgeons (ASCRS) e dal NICE britannico [1-3]

  • Circa tre quarti delle donne che li praticano correttamente per 3-6 mesi riferiscono un miglioramento significativo dell'incontinenza [4]

  • Non richiedono attrezzature: si possono fare a casa, al lavoro, in auto

  • L'errore più comune è contrarre i muscoli sbagliati (addominali, glutei, cosce) anziché il pavimento pelvico

  • Per ottenere risultati servono costanza e tecnica corretta: i benefici si vedono dopo alcune settimane di pratica regolare

  • Quando gli esercizi da soli non bastano, il proctologo può prescrivere un programma di biofeedback (→ pagina dedicata) o di Kundalini Yoga (→ pagina dedicata)

 

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono la visita medica specialistica.

Infografica sugli esercizi di Kegel: anatomia del pavimento pelvico, tecnica di esecuzione in tre fasi (posizione, contrazione, rilascio) e quattro errori comuni da evitare

Cosa sono e a cosa servono

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli e tessuti che sostiene gli organi della pelvi (vescica, utero, retto) e controlla le funzioni urinarie, intestinali e sessuali. Quando questi muscoli si indeboliscono — per gravidanza, parto, invecchiamento, interventi chirurgici o cattive abitudini — possono comparire disturbi come incontinenza, prolasso o difficoltà evacuatorie.

 

Gli esercizi di Kegel consistono nel contrarre e rilasciare volontariamente questi muscoli, con l'obiettivo di rafforzarli e migliorarne il coordinamento. Il principio è semplice: come qualsiasi altro muscolo del corpo, anche il pavimento pelvico può essere allenato.

 

Le principali società scientifiche internazionali — ACG, ASCRS, ACOG e NICE — raccomandano gli esercizi del pavimento pelvico come primo approccio terapeutico per l'incontinenza fecale e urinaria e per i disturbi della defecazione. [1-3][5]

A chi sono indicati

In ambito proctologico, gli esercizi di Kegel trovano indicazione in diverse condizioni:

Incontinenza fecale. Il rafforzamento dello sfintere anale esterno e del muscolo elevatore dell'ano migliora il controllo delle feci. Uno studio controllato ha dimostrato che i pazienti che seguono un programma supervisionato hanno una probabilità di miglioramento cinque volte superiore rispetto a chi non lo segue. [6]

 

Stipsi da difficoltà evacuatoria (defecazione ostruita). In molti casi la stipsi non dipende dalla lentezza del transito intestinale, ma dall'incapacità di coordinare correttamente i muscoli del pavimento pelvico durante la defecazione. Gli esercizi di Kegel, in questo contesto, insegnano a rilassare — non solo a contrarre — i muscoli al momento giusto. [2][5]

 

Sindrome dell'elevatore dell'ano. Questa condizione, caratterizzata da dolore anale persistente dovuto a un'eccessiva tensione del muscolo elevatore, beneficia di esercizi mirati al rilassamento muscolare. [2]

 

Prolasso degli organi pelvici. Il rinforzo del pavimento pelvico può ridurre i sintomi nelle forme iniziali e contribuire alla preparazione e al recupero dopo un intervento chirurgico. [7]

 

Dopo interventi chirurgici pelvici. La riabilitazione del pavimento pelvico è parte integrante del recupero dopo interventi proctologici, urologici e ginecologici. Un recente documento di consenso multidisciplinare (ASCRS, ICS, IUGA, AUGS, APTA, 2026) raccomanda l'invio tempestivo alla fisioterapia del pavimento pelvico per i pazienti con defecazione ostruita e prolasso rettale. [7]

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Come si eseguono

Passo 1 — Identifica i muscoli giusti. Il modo più semplice è provare a interrompere il flusso di urina durante la minzione: i muscoli che usi per farlo sono quelli del pavimento pelvico. Questo test va fatto una sola volta, per capire quali muscoli attivare — non come esercizio abituale.

 

Passo 2 — Scegli una posizione comoda. Puoi eseguire gli esercizi sdraiato, seduto o in piedi. All'inizio è più facile da sdraiati.

 

Passo 3 — Contrai. Contrai i muscoli del pavimento pelvico come se volessi trattenere l'urina o fermare l'emissione di gas. Mantieni la contrazione per 5 secondi.

 

Passo 4 — Rilascia. Rilascia lentamente e riposa per 5 secondi.

 

Passo 5 — Ripeti. Esegui 10-15 contrazioni per sessione, almeno 3 sessioni al giorno. Le linee guida suggeriscono almeno 8 contrazioni per sessione, tre volte al giorno. [4]

 

Passo 6 — Progredisci. Con il tempo, aumenta gradualmente la durata delle contrazioni (fino a 10 secondi) e il numero di ripetizioni.

Errori da evitare

Contrarre i muscoli sbagliati. È l'errore più frequente. Se durante l'esercizio senti che si contraggono l'addome, le cosce o i glutei, stai usando i muscoli sbagliati. Il pavimento pelvico lavora "in profondità" e dall'esterno non si deve vedere quasi nulla.

 

Trattenere il respiro. Respira normalmente durante tutto l'esercizio. Trattenere il respiro aumenta la pressione addominale e vanifica lo sforzo.

Esagerare con la forza. La contrazione deve essere controllata, non violenta. Troppa forza può affaticare i muscoli e peggiorare la situazione.

Essere incostanti. I risultati richiedono settimane di pratica regolare. Fare gli esercizi per qualche giorno e poi smettere non serve a nulla.

Aspettarsi risultati immediati. I primi miglioramenti si avvertono generalmente dopo 4-6 settimane di pratica costante.

Se hai difficoltà a identificare i muscoli giusti o non sei sicuro di eseguire correttamente gli esercizi, un fisioterapista specializzato in riabilitazione del pavimento pelvico può guidarti. I programmi supervisionati da un professionista hanno dimostrato risultati migliori rispetto alla pratica autonoma. [4]

Tre esercizi per iniziare in modo autonomo

Kegel base (da sdraiati o seduti). Contrai i muscoli del pavimento pelvico per 5 secondi, rilascia per 5 secondi. Ripeti 10-15 volte. Tre sessioni al giorno. È l'esercizio fondamentale, adatto a tutti.

Kegel con sollevamento del bacino. Sdraiato sulla schiena con le ginocchia piegate, contrai il pavimento pelvico e contemporaneamente solleva leggermente il bacino. Mantieni 5 secondi, poi rilascia. Ripeti 10-15 volte. Aggiunge una componente di resistenza.

Schema dell'esercizio di Kegel con sollevamento del bacino

Kegel in piedi. In stazione eretta, con i piedi divaricati alla larghezza delle spalle, contrai il pavimento pelvico per 5 secondi e rilascia. Ripeti 10-15 volte. Utile per allenare il controllo muscolare nelle situazioni quotidiane (camminare, alzarsi, sollevare oggetti).

Gli esercizi di Kegel sono il punto di partenza, ma non sempre sono sufficienti. Quando i sintomi non migliorano dopo 2-3 mesi di pratica corretta e costante, il proctologo può prescrivere:

Biofeedback — una tecnica che, attraverso sensori e un monitor, permette di "vedere" in tempo reale l'attività dei muscoli del pavimento pelvico e imparare a controllarli con maggiore precisione. È il passo successivo quando gli esercizi da soli non bastano ( pagina dedicata al Biofeedback).

Kundalini Yoga — un approccio complementare che integra respirazione consapevole, posizioni specifiche e meditazione per migliorare la consapevolezza e il controllo del pavimento pelvico ( pagina dedicata al Kundalini Yoga).

Quando servono e quando non bastano

Gli esercizi di Kegel funzionano anche per gli uomini?

Sì. Il pavimento pelvico è presente in entrambi i sessi. Negli uomini, gli esercizi di Kegel sono utili soprattutto dopo interventi alla prostata e per l'incontinenza urinaria. In ambito proctologico, sono indicati per l'incontinenza fecale e la sindrome dell'elevatore dell'ano indipendentemente dal sesso.

Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati?

Con una pratica regolare (3 sessioni al giorno), i primi miglioramenti si avvertono generalmente dopo 4-6 settimane. I risultati più significativi richiedono 3-6 mesi di pratica costante. [4]

Posso fare gli esercizi di Kegel durante la gravidanza?

Sì, e sono anzi raccomandati. Rafforzare il pavimento pelvico durante la gravidanza può aiutare a prevenire l'incontinenza e facilitare il recupero dopo il parto. [8] Uno studio controllato su 200 donne in gravidanza ha dimostrato che lo yoga (che include componenti simili ai Kegel) migliora significativamente la funzione del pavimento pelvico. [9]

Possono peggiorare la mia condizione?

Se eseguiti correttamente, no. Non sono stati riportati effetti collaterali significativi. [1] Tuttavia, in alcune condizioni (come la sindrome dell'elevatore dell'ano), l'obiettivo è il rilassamento muscolare, non il rinforzo: in questi casi è fondamentale la guida di un professionista.

Qual è la differenza fra esercizi di Kegel e biofeedback?

Gli esercizi di Kegel si eseguono autonomamente, senza strumenti. Il biofeedback aggiunge un sistema di monitoraggio (sensori + schermo) che permette di visualizzare l'attività muscolare e correggere gli errori in tempo reale. Il biofeedback è indicato quando gli esercizi da soli non sono sufficienti o quando il paziente ha difficoltà a identificare i muscoli corretti.

Devo fare gli esercizi di Kegel per sempre?

Come per qualsiasi forma di allenamento muscolare, i benefici si mantengono finché si continua la pratica. Non è necessario mantenere la stessa intensità iniziale, ma una pratica di mantenimento (anche solo una sessione al giorno) è consigliabile per conservare i risultati nel tempo.

Domande frequenti

Bibliografia

  1. ACOG Practice Bulletin No. 210: Fecal Incontinence. Obstet Gynecol. 2019;133(4):e260-e273.

  2. Menees SB, Lembo A, Charabaty A. Fecal Incontinence and Diarrhea During Pregnancy. Am J Gastroenterol. 2022;117(10S):26-32.

  3. Wu JM. Stress Incontinence in Women. N Engl J Med. 2021;384(25):2428-2436.

  4. Mazur-Bialy AI, et al. Physiotherapy for Prevention and Treatment of Fecal Incontinence in Women — Systematic Review of Methods. J Clin Med. 2020;9(10):E3255.

  5. Ussing A, et al. Efficacy of Supervised Pelvic Floor Muscle Training and Biofeedback vs Attention-Control Treatment in Adults With Fecal Incontinence. Clin Gastroenterol Hepatol. 2019;17(11):2253-2261.

  6. Mundet L, et al. Kegel Exercises, Biofeedback, Electrostimulation, and Peripheral Neuromodulation Improve Clinical Symptoms of Fecal Incontinence. J Neurogastroenterol Motil. 2021;27(1):108-118.

  7. Wald A, et al. ACG Clinical Guidelines: Management of Benign Anorectal Disorders. Am J Gastroenterol. 2021;116(10):1987-2008.

  8. Bordeianou LG, et al. The ASCRS Clinical Practice Guidelines for the Management of Fecal Incontinence. Dis Colon Rectum. 2023;66(5):647-661.

  9. Alavi K, et al. The ASCRS Clinical Practice Guidelines for the Evaluation and Management of Chronic Constipation. Dis Colon Rectum. 2024;67(10):1244-1257.

  10. Traugott AL, et al. Incorporating Pelvic Floor Physical Therapy in the Treatment of Obstructed Defecation Syndrome and Posterior Compartment Prolapse. Dis Colon Rectum. 2026;69(3):346-359.

  11. Narayanan SP, Bharucha AE. A Practical Guide to Biofeedback Therapy for Pelvic Floor Disorders. Curr Gastroenterol Rep. 2019;21(5):21.

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