
Dott. Antonio Daffinà
proctologoaroma.it

HPV anale: guida per i pazienti e per chi non lo vuole diventare
Informazioni aggiornate su prevenzione, diagnosi e trattamento
A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione del testo: marzo 2026
L'infezione da HPV (Papillomavirus Umano) a livello anale è molto più comune di quanto si pensi, eppure rimane un argomento circondato da silenzio, imbarazzo e disinformazione.
Se stai leggendo questa pagina, probabilmente hai ricevuto una diagnosi di condilomi anali, ti è stato consigliato un controllo per lesioni sospette, o semplicemente vuoi informarti. Qualunque sia il motivo, è importante che tu sappia che:
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L'infezione da HPV è estremamente comune: la maggior parte delle persone sessualmente attive la contrae nel corso della vita
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Nella maggior parte dei casi il sistema immunitario elimina il virus spontaneamente, senza che l'infezione si manifesti mai con una malattia
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Quando si sviluppano lesioni, esistono trattamenti efficaci
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La prevenzione è possibile attraverso la vaccinazione e comportamenti consapevoli
Questa guida ti fornirà informazioni chiare e basate sull'evidenza scientifica più recente, aiutandoti a comprendere cosa significa avere un'infezione da HPV anale e cosa puoi fare.
Messaggi chiave per il paziente
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L'infezione da HPV è estremamente comune. La maggior parte delle persone sessualmente attive la contrae nel corso della vita. Non è motivo di vergogna.
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Nella maggior parte dei casi, il sistema immunitario elimina il virus spontaneamente senza che tu te ne accorga.
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Non è possibile stabilire chi ha trasmesso l'infezione a chi, né quando è avvenuto il contagio. L'HPV può rimanere latente per anni.
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I condilomi sono fastidiosi ma non pericolosi. Sono causati da ceppi di HPV diversi da quelli che causano il cancro.
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Le lesioni precancerose (HSIL - AIN) possono essere trattate efficacemente, riducendo significativamente il rischio di cancro anale.
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Il cancro anale è raro e prevenibile con lo screening e il trattamento delle lesioni precancerose.
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La vaccinazione è lo strumento più efficace di prevenzione, ma non ha effetto terapeutico sulle infezioni già presenti.
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Non esistono "cure naturali" o integratori di provata efficacia per eliminare l'HPV. Diffida delle promesse miracolose.
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Il fumo aumenta il rischio di progressione delle lesioni. Se fumi, smettere è una delle cose più importanti che puoi fare.
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Il trattamento dell'HPV anale non garantisce la guarigione definitiva perché il virus può persistere nei tessuti circostanti. Il follow-up regolare è fondamentale.
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Parla apertamente con il tuo medico. L'imbarazzo non deve impedirti di ricevere le cure di cui hai bisogno.
Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica specialistica. In caso di sintomi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.
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Cos'è l'HPV
L'HPV (Human Papillomavirus) è una famiglia di oltre 200 virus diversi, di cui circa 40 possono infettare la regione ano-genitale. È il virus sessualmente trasmesso più diffuso al mondo.
Gli HPV vengono classificati in base alla loro capacità di causare tumori:
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HPV a basso rischio (principalmente HPV 6 e 11): causano i condilomi (verruche genitali) ma molto raramente evolvono in cancro
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HPV ad alto rischio (principalmente HPV 16 e 18, ma anche 31, 33, 45, 52, 58): possono causare lesioni che, se non trattate, possono evolvere in cancro dell'ano, della cervice uterina, della vulva, della vagina, del pene e dell'orofaringe
Un dato importante: la presenza di HPV ad alto rischio non significa che svilupperai un cancro. Significa che è opportuno un monitoraggio più attento.
Come si trasmette l'HPV
L'HPV si trasmette attraverso il contatto diretto pelle-pelle o mucosa-mucosa con una zona infetta. Non è necessaria la penetrazione: il virus può trasmettersi anche attraverso il contatto delle mani con i genitali.
Modalità di trasmissione:
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Rapporti sessuali vaginali, anali e orali
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Contatto genitale senza penetrazione
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Contatto delle dita con i genital
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Raramente, attraverso oggetti contaminati (il virus resiste nell'ambiente)
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Da madre a neonato durante il parto (raro)
Un punto fondamentale: l'HPV anale può essere presente anche in persone che non hanno mai avuto rapporti anali. Studi su popolazioni eterosessuali hanno dimostrato la presenza di DNA dell'HPV nel canale anale nel 15-45% dei casi, anche in assenza di rapporti anali ricettivi. Questo avviene perché il virus può diffondersi dalla regione genitale a quella anale attraverso le secrezioni o il contatto diretto.
Il preservativo offre una protezione parziale: riduce il rischio di trasmissione ma non lo elimina completamente, poiché il virus può essere presente su aree cutanee non coperte dal preservativo.
Fattori che aumentano il rischio di infezione:
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Inizio precoce dell'attività sessuale
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Numero elevato di partner sessuali
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Rapporti anali ricettivi
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Immunodepressione (HIV, trapianto d'organo, terapie immunosoppressive)
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Fumo sigaretta
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Coesistenza di altre infezioni sessualmente trasmesse
Cosa succede dopo l'infezione da HPV
Dopo il contatto con l'HPV, possono verificarsi tre scenari:
1. Clearance spontanea (il caso più comune)
Nel 70-90% dei casi, il sistema immunitario elimina il virus spontaneamente entro 1-2 anni, senza che l'infezione si manifesti mai con sintomi o lesioni visibili. La persona non saprà mai di essere stata infettata.
2. Infezione latente
Il virus rimane presente nell'organismo senza causare lesioni visibili. Può essere rilevato solo con test specifici (ricerca del DNA virale). La persona è asintomatica ma può trasmettere l'infezione. L'infezione latente può:
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Rimanere tale indefinitamente
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Essere eliminata dal sistema immunitario
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Riattivarsi in caso di immunodepressione
3. Infezione attiva con sviluppo di lesioni
In una minoranza di casi, il virus causa alterazioni delle cellule che possono manifestarsi come:
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Condilomi (verruche): lesioni benigne, fastidiose ma non pericolose
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Lesioni precancerose (AIN): alterazioni cellulari che, se non trattate, possono evolvere in cancro
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Cancro anale: evento raro, che si sviluppa solo in una piccola percentuale di persone con lesioni precancerose non trattate
Il messaggio chiave: l'infezione da HPV è comune, ma lo sviluppo di lesioni è meno frequente, e l'evoluzione verso il cancro è rara e prevenibile con lo screening e il trattamento delle lesioni precancerose.
I Condilomi anali
I condilomi (chiamati anche "creste di gallo" o "verruche genitali") sono escrescenze benigne causate principalmente dagli HPV 6 e 11.
Come si presentano:
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Piccole escrescenze rilevate, singole o multiple
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Superficie irregolare, granulosa, simile a un cavolfiore
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Colore roseo, grigiastro o dello stesso colore della pelle
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Consistenza morbida
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Possono essere presenti sulla cute perianale, nel canale anale, o in entrambe le sedi
Sintomi:
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Spesso asintomatici, scoperti casualmente
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Prurito
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Sensazione di corpo estraneo
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Sanguinamento (se traumatizzati)
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Perdite mucose
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Disagio psicologico significativo
Quando preoccuparsi:
Alcune caratteristiche devono far sospettare una lesione diversa dal semplice condiloma:
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Colore scuro (brunastro o nerastro)
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Consistenza dura
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Lesione fissa, non mobile sui piani profondi
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Ulcerazione o sanguinamento spontaneo
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Crescita rapida nonostante il trattamento
In presenza di queste caratteristiche è fondamentale eseguire una biopsia per escludere una lesione precancerosa o un carcinoma.

Figura 1: Lesioni condilomatose multiple in forma singola ed aggregata in sede perianale e all'interno del canale anale.

Figura 2: tipico aspetto a cavolfiore in un caso di condilomatosi anale florida.
Lesioni precancerose (AIN)
L'AIN (Anal Intraepithelial Neoplasia, Neoplasia Intraepiteliale Anale) è un'alterazione delle cellule del canale anale causata dagli HPV ad alto rischio. Non è un cancro, ma una condizione che può precedere lo sviluppo del cancro.
Classificazione:
Le lesioni vengono classificate in base al grado di alterazione cellulare:
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LSIL (Low-grade Squamous Intraepithelial Lesion): alterazioni lievi, spesso regrediscono spontaneamente
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HSIL (High-grade Squamous Intraepithelial Lesion): alterazioni più significative, con maggior rischio di progressione verso il cancro
Qual è il rischio reale di progressione a cancro?
I dati più recenti mostrano che:
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Nella popolazione generale, il rischio di progressione da HSIL a cancro anale è del 3-4% a 5 anni
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Nelle persone con HIV, il rischio è significativamente più alto: 14% a 5 anni
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Fattori che aumentano il rischio di progressione: HIV (soprattutto con CD4 bassi), immunodepressione, fumo, persistenza dell'infezione da HPV ad alto rischio
La buona notizia: lo studio ANCHOR, pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2022, ha dimostrato che il trattamento dell'HSIL riduce del 57% il rischio di sviluppare cancro anale nelle persone con HIV. Questo ha cambiato radicalmente l'approccio allo screening e al trattamento.
Chi dovrebbe sottoporsi a screening per l'HPV anale?
Non tutti hanno bisogno di uno screening per l'HPV anale. Le linee guida internazionali più recenti (IANS 2024, NCCN 2025) raccomandano lo screening nelle seguenti categorie:
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Uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM) e donne transgender con HIV: a partire dai 35 anni
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Altre persone con HIV e MSM/donne transgender senza HIV: a partire dai 45 anni
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Trapiantati d'organo solido: a partire da 10 anni dopo il trapianto
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Donne con storia di lesioni precancerose o cancro della vulva, vagina o cervice: entro 1 anno dalla diagnosi
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Persone con storia di condilomi anali ricorrenti
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Persone in terapia immunosoppressiva cronica
Lo screening non è raccomandato di routine nella popolazione generale senza fattori di rischio.
In cosa consiste lo screening:
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Citologia anale (Pap test Anale): simile al Pap test cervicale, raccoglie cellule dal canale anale per identificare alterazioni
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Anoscopia ad alta risoluzione (HRA): esame endoscopico del canale anale con applicazione di acido acetico, che permette di identificare e bioptizzare le lesioni sospette
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Test HPV: ricerca del DNA virale, utile per identificare i ceppi ad alto rischio
Come si fa la diagnosi
Per i condilomi:
La diagnosi è generalmente clinica, basata sull'aspetto caratteristico delle lesioni. La visita proctologica con anoscopia permette di identificare anche le lesioni all'interno del canale anale.
La biopsia è indicata quando:
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Le lesioni hanno caratteristiche atipiche (colore scuro, consistenza dura, ulcerazione)
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Non rispondono al trattamento
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Il paziente è immunodepresso
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Si sospetta una lesione precancerosa o maligna
Per le lesioni precancerose:
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Anoscopia ad alta risoluzione (HRA): è l'esame di riferimento. Permette di visualizzare le lesioni dopo applicazione di acido acetico al 3-5% (che fa diventare bianche le aree alterate) e di eseguire biopsie mirate
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Citologia anale: può essere usata come test di screening iniziale
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Test HPV con tipizzazione
Il trattamento dei condilomi anali
I condilomi anali possono essere trattati con diverse modalità. La scelta dipende dal numero, dalla sede e dalle dimensioni delle lesioni, oltre che dalle preferenze del paziente.
Trattamenti eseguiti dal medico:
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Escissione chirurgica con tecnica tangenziale: è il trattamento di riferimento nella mia pratica. Offre i migliori risultati in termini di guarigione e minor tasso di recidive. Permette l'esame istologico delle lesioni. La guarigione è rapida e il dolore postoperatorio minimo.
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Elettrocauterizzazione: efficace, con tassi di recidiva dell'8% a 1 anno. È la tecnica raccomandata dalle linee guida NCCN 2025.
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Crioterapia con azoto liquido: indicata per lesioni piccole e poco numerose.
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Acido tricloroacetico: agente caustico applicato dal medico. Può causare irritazione locale significativa.
Trattamenti domiciliari:
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Imiquimod 5% crema: stimola la risposta immunitaria locale. Efficace soprattutto per le lesioni perianali (risposta completa fino al 61%), meno per quelle intra-anali (14-24%). Si applica 3 volte a settimana per 16 settimane. Può causare irritazione locale.
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Podofillotossina: applicazione domiciliare per lesioni esterne. Non indicata per le lesioni del canale anale.
Cosa aspettarsi dopo il trattamento:
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La guarigione delle ferite avviene in 2-4 settimane
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Le recidive sono comuni (20-30% dei casi) perché il virus può persistere nei tessuti circostanti
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Possono essere necessari più cicli di trattamento
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Il follow-up regolare è importante per identificare precocemente eventuali recidive
La terapia delle lesioni precancerose (AIN - HSIL)
Il trattamento dell'HSIL è oggi raccomandato sulla base dei risultati dello studio ANCHOR, che ha dimostrato una riduzione del 57% del rischio di cancro anale nelle persone trattate rispetto a quelle sottoposte a sola sorveglianza.
Opzioni di trattamento:
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Elettrocauterizzazione: è il trattamento di prima linea raccomandato dalle linee guida. Uno studio randomizzato ha dimostrato tassi di risposta completa del 39%, superiori a imiquimod (24%) e fluorouracile topico (17%).
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Ablazione con infrarossi
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Escissione chirurgica: per lesioni più estese o sospette
Aspetti importanti:
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Le recidive sono frequenti (fino al 67% a 72 settimane), indipendentemente dal trattamento utilizzato
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È necessario un follow-up regolare con anoscopia ad alta risoluzione
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Il trattamento riduce il rischio di cancro ma non lo elimina completamente
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Nelle persone con HIV, il controllo dell'infezione con terapia antiretrovirale migliora la risposta al trattamento
Vaccinazione anti-HPV
La vaccinazione rappresenta lo strumento più efficace per prevenire l'infezione da HPV e le sue conseguenze.
Il vaccino attualmente disponibile:
Il vaccino nonavalente (Gardasil 9 ®) protegge contro 9 ceppi di HPV:
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HPV 6 e 11 (responsabili del 90% dei condilomi)
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HPV 16, 18, 31, 33, 45, 52, 58 (responsabili della maggior parte dei tumori HPV-correlati)
Chi dovrebbe vaccinarsi:
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Vaccinazione di routine: raccomandata a 11-12 anni, prima dell'inizio dell'attività sessuale, in entrambi i sessi
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Recupero gratuito: fino ai 26 anni per chi non ha completato il ciclo vaccinale
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Vaccinazione gratuita dopo i 26 anni: per persone con HIV, donne trattate per lesioni precancerose, MSM, persone immunocompromesse, trapiantati
Efficacia:
Nei paesi con alta copertura vaccinale si è osservata una riduzione significativa dell'incidenza di condilomi e lesioni precancerose nella popolazione vaccinata. Per osservare una riduzione dell'incidenza dei tumori saranno necessari ancora alcuni decenni.
La vaccinazione funziona come terapia?
Questa è una domanda frequente. La risposta, basata sull'evidenza più recente, è no.
Lo studio VIVA, pubblicato nel 2026, ha valutato l'efficacia del vaccino nonavalente nel prevenire le recidive di HSIL dopo trattamento. I risultati sono stati chiari: il vaccino non ha ridotto il tasso di recidive (16 recidive nel gruppo vaccino vs 21 nel gruppo placebo, differenza non significativa).
Una meta-analisi del 2023 ha confermato che la vaccinazione dopo i 26 anni, soprattutto nelle persone con HIV, non mostra efficacia significativa contro l'HPV anale già presente.
Perché il vaccino non funziona come terapia?
Il vaccino stimola la produzione di anticorpi che bloccano l'ingresso del virus nelle cellule. Tuttavia, nelle cellule già infettate, il DNA virale è integrato nel genoma cellulare e non è raggiungibile dagli anticorpi. Il vaccino può prevenire nuove infezioni da ceppi diversi, ma non può eliminare un'infezione già presente.
Vaccini terapeutici: il futuro
Sono in fase di sviluppo vaccini terapeutici che stimolano l'immunità cellulo-mediata (linfociti T) invece della risposta anticorpale. Questi vaccini mirano a distruggere le cellule già infettate. Studi preliminari mostrano risultati promettenti (risposta clinica nel 23-40% dei casi), ma questi vaccini non sono ancora disponibili nella pratica clinica.
Integratori e "cure naturali": cosa dice la scienza
È sempre più frequente che pazienti arrivino in studio riferendo di aver assunto integratori alimentari consigliati da dermatologi, ginecologi o acquistati autonomamente, con la promessa di "eliminare il virus" o "potenziare il sistema immunitario contro l'HPV".
È importante fare chiarezza su questo argomento.
Cosa viene proposto:
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EGCG (estratto di tè verde)
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Acido folico e vitamina B12
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Acido ialuronico
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Zinco
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AHCC (estratto di funghi shiitake)
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Probiotici
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Varie combinazioni di questi elementi
Cosa dice l'evidenza scientifica:
Ho esaminato la letteratura più recente su questo argomento. Ecco cosa emerge:
1. Gli studi esistenti hanno importanti limitazioni:
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La maggior parte sono studi osservazionali non controllati o case reports
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I campioni sono piccoli (spesso meno di 100 pazienti)
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Nessuno studio è stato condotto specificamente sull'HPV anale — tutti riguardano l'HPV cervicale
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La clearance spontanea dell'HPV è comune (50-90% entro 2 anni), rendendo impossibile distinguere l'effetto del trattamento dalla storia naturale dell'infezione
2. I risultati sono modesti e incerti:
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Per lo zinco, una meta-analisi del 2025 ha mostrato un possibile effetto sulla clearance dell'HPV cervicale, ma la qualità dell'evidenza è variabile
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Per l'AHCC, uno studio randomizzato su 50 donne ha mostrato risultati promettenti, ma il campione era troppo piccolo per trarre conclusioni definitive
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Per le combinazioni di EGCG, acido folico, B12 e acido ialuronico, gli stessi autori che le propongono ammettono che "saranno necessari ulteriori studi randomizzati controllati su larga scala"
3. Nessuna linea guida raccomanda l'uso di integratori:
Le linee guida internazionali (IANS, NCCN, CDC) non menzionano gli integratori alimentari tra le opzioni di trattamento o prevenzione dell'HPV.
Il mio consiglio:
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Non esistono evidenze solide che gli integratori alimentari possano eliminare l'HPV o prevenire la progressione delle lesioni
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Non sostituire i trattamenti di provata efficacia con integratori
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Non ritardare la valutazione specialistica o il trattamento in attesa che un integratore "faccia effetto"
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Se desideri assumere integratori, fallo pure, ma senza aspettative irrealistiche e senza abbandonare il follow-up medico
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Diffida di chi promette la "clearance del virus" con prodotti naturali: è una promessa che l'evidenza scientifica attuale non può mantenere
Cosa funziona davvero per supportare il sistema immunitario:
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Non fumare (il fumo è un fattore di rischio documentato per la progressione delle lesioni)
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Mantenere un buon controllo dell'HIV, se presente
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Alimentazione equilibrata
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Attività fisica regolare
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Gestione dello stress
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Evitare l'immunodepressione quando possibile
Quando consultare lo specialista
Consulta un proctologo se:
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Noti escrescenze, noduli o lesioni nella zona anale
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Hai prurito anale persistente
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Hai perdite anomale (muco, sangue) dall'ano
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Hai dolore anale non spiegato da altre cause
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Hai ricevuto una diagnosi di condilomi genitali e vuoi verificare la presenza di lesioni anali
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Rientri nelle categorie per cui è raccomandato lo screening (vedi sopra)
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Hai avuto un partner con diagnosi di HPV o condilomi
Non rimandare la visita per imbarazzo: l'HPV anale è una condizione comune e i proctologi sono abituati a gestirla quotidianamente. Una diagnosi precoce permette trattamenti più semplici e riduce il rischio di complicanze.

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Per approfondire
→ Il cancro anale: prevenzione, diagnosi e trattamento
→ La visita proctologica: come si svolge
→ Vaccinazione anti-HPV: informazioni dal Ministero della Salute
Bibliografia
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