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Incontinenza fecale: cause, trattamenti e percorso di cura

Una guida completa per chi vive questa condizione e cerca risposte concrete

A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione del testo: marzo 2026.

Quello che devi sapere subito

Se stai leggendo questa pagina, probabilmente stai vivendo un'esperienza che ti fa sentire sola, in imbarazzo, forse persino in colpa. Voglio dirti subito alcune cose importanti.

 

Non sei sola. L'incontinenza fecale colpisce circa l'8% della popolazione italiana — milioni di persone che, come te, spesso soffrono in silenzio. È una condizione molto più comune di quanto si pensi, ma di cui si parla pochissimo.

 

Non è colpa tua. L'incontinenza fecale non è una conseguenza di scarsa igiene, negligenza o debolezza personale. È un problema medico con cause precise e, nella maggior parte dei casi, trattabili.

 

Si può curare. Esistono oggi numerose opzioni terapeutiche — dalle più semplici alle più avanzate — che possono migliorare significativamente o risolvere completamente il problema. Il primo passo è parlarne con uno specialista.

 

Tre domande per orientarti:

Ti capita di perdere feci o gas senza riuscire a controllarti?

Devi correre in bagno con urgenza, temendo di non arrivare in tempo?

Trovi tracce di feci sulla biancheria senza esserti accorta di averle perse?

 

Se hai risposto sì a una o più di queste domande, potresti soffrire di incontinenza fecale. Continua a leggere per capire cosa sta succedendo e cosa puoi fare.

 

Il messaggio più importante: l'incontinenza fecale non è qualcosa con cui devi semplicemente "convivere". Non è un inevitabile segno dell'età. Non è una condanna. È un problema medico che merita attenzione, rispetto e cura — esattamente come qualsiasi altra condizione di salute.

AVVERTENZA IMPORTANTE: Le informazioni contenute in questa pagina hanno esclusivamente scopo informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo la visita medica, la diagnosi o il parere del proprio medico curante o di uno specialista.

L'incontinenza fecale è una condizione complessa che richiede una valutazione personalizzata. L'autodiagnosi e l'autotrattamento possono ritardare l'accesso a cure efficaci.

Se riconosci i sintomi descritti, rivolgiti al tuo medico o a uno specialista per una valutazione accurata. La riservatezza è garantita e il primo passo verso la soluzione è sempre il più difficile — ma anche il più importante.

In questa pagina

  • Cos'è l'incontinenza fecale

  • Come si manifesta: i diversi tipi

  • Le cause principali

  • L'incontinenza dopo il parto

  • L'incontinenza nell'anziano

  • Come si arriva alla diagnosi

  • Le opzioni di trattamento

  • Il percorso di cura: cosa aspettarsi

  • L'impatto emotivo e il supporto psicologico

  • Domande frequenti

Cos'è

L'incontinenza fecale è la perdita involontaria e ricorrente di feci — solide, liquide o gas — che si verifica in modo incontrollato. Per essere definita tale dal punto di vista medico, deve manifestarsi per almeno tre mesi.

Ma al di là delle definizioni, l'incontinenza fecale è soprattutto un'esperienza che stravolge la vita quotidiana: la paura di uscire di casa, l'ansia di non trovare un bagno in tempo, la vergogna di un incidente in pubblico, l'isolamento sociale progressivo, l'impatto sulla vita intima e sulle relazioni.

Non è la stessa cosa della diarrea. La diarrea è un aumento della frequenza e della fluidità delle evacuazioni, ma chi ne soffre mantiene il controllo. Nell'incontinenza fecale, invece, il controllo è compromesso — in modo parziale o totale.

 

Non è un problema solo degli anziani. Sebbene la prevalenza aumenti con l'età, l'incontinenza fecale può colpire a qualsiasi età, inclusi giovani adulti e donne dopo il parto.

 

È più comune di quanto pensi. In Italia si stima che ne soffra circa il 7-8% della popolazione. Ma il numero reale potrebbe essere molto più alto, perché molte persone non ne parlano nemmeno con il proprio medico.

Come si manifesta: i tipi

L'incontinenza fecale non è uguale per tutti. Riconoscere come si manifesta nel tuo caso è importante per capire le cause e orientare il trattamento.

 

Incontinenza con urgenza

È la forma più comune. Si manifesta con:

  • Una sensazione improvvisa e impellente di dover evacuare

  • La difficoltà o impossibilità di trattenere le feci fino al bagno

  • La necessità di "correre" per evitare incidenti

  • Ansia costante legata alla disponibilità di un bagno

In questa forma, la sensibilità rettale è conservata: percepisci che le feci sono presenti, ma i muscoli non riescono a trattenerle abbastanza a lungo.

 

Incontinenza passiva (o silente)

È una forma particolarmente invalidante. Si manifesta con:

  • Perdita di feci senza alcuna sensazione premonitrice

  • Scoperta delle perdite solo vedendo le macchie sulla biancheria

  • Assenza di urgenza o di sensazione di dover evacuare

  • Spesso associata a perdita di gas involontaria

In questa forma, la sensibilità rettale è compromessa: non percepisci la presenza di feci nel retto, e quindi non puoi prepararti o reagire.

 

Incontinenza da sforzo

Si manifesta con perdite durante attività che aumentano la pressione addominale:

  • Tossire, starnutire, ridere

  • Sollevare pesi

  • Attività fisica intensa

  • Cambiamenti di posizione

È spesso associata a un indebolimento del pavimento pelvico.

 

Incontinenza mista

Combina caratteristiche di più forme — tipicamente urgenza e perdite da sforzo. È frequente nelle donne dopo il parto e negli anziani.

 

Soiling (imbrattamento)

È una forma più lieve, caratterizzata da:

  • Piccole perdite che sporcano la biancheria

  • Difficoltà a pulirsi completamente dopo l'evacuazione

  • Sensazione di "ano umido"

  • Prurito e irritazione perianale

Può essere il primo segnale di un problema più significativo o una condizione a sé stante.

Le cause principali

L'incontinenza fecale è quasi sempre il risultato di un danno o di un malfunzionamento di uno o più elementi del complesso sistema che garantisce la continenza: muscoli sfinterici, nervi, sensibilità rettale, consistenza delle feci, capacità del retto di fungere da serbatoio.
 
Trauma ostetrico
È una delle cause più comuni nelle donne. Durante il parto vaginale possono verificarsi:
  • Lacerazioni dello sfintere anale (di III e IV grado), che interessano i muscoli responsabili della continenza
  • Lesioni del nervo pudendo, che controlla la sensibilità e la motilità della regione perianale
  • Danni al pavimento pelvico, con indebolimento del supporto muscolare
Questi danni possono manifestarsi immediatamente dopo il parto o rimanere silenti per anni, emergendo più tardi — spesso in menopausa, quando i tessuti perdono ulteriore tono.
Questo argomento sarà approfondito in una pagina dedicata. Se hai avuto un parto difficile e sospetti una correlazione con i tuoi sintomi attuali, parlane con il proctologo.
 
Interventi chirurgici
Diversi interventi nella regione anale o pelvica possono causare incontinenza:
  • Chirurgia per emorroidi (soprattutto se estesa o ripetuta)
  • Chirurgia per fistole anali (quando coinvolge lo sfintere)
  • Chirurgia per ragadi anali (sfinterotomia)
  • Chirurgia del retto per tumori o altre patologie
  • Chirurgia ginecologica o urologica
 
Malattie neurologiche
Il controllo della continenza richiede un sistema nervoso integro. Possono causare incontinenza:
  • Diabete (neuropatia diabetica)
  • Sclerosi multipla
  • Morbo di Parkinson
  • Ictus
  • Lesioni del midollo spinale
  • Demenza
 
Malattie infiammatorie intestinali
  • Morbo di Crohn
  • Rettocolite ulcerosa
  • Proctite (infiammazione del retto)
Queste condizioni possono causare urgenza, diarrea e alterazioni della sensibilità rettale.
Sindrome dell'intestino irritabile
La variante con predominanza di diarrea può associarsi a urgenza e, nei casi più severi, a episodi di incontinenza.
 
Prolasso rettale
La fuoriuscita del retto attraverso l'ano compromette la funzione sfinterica e la sensibilità.
 
Invecchiamento
Con l'età si verificano:
  • Indebolimento dei muscoli sfinterici
  • Riduzione della sensibilità rettale
  • Rallentamento dei riflessi
  • Possibile deterioramento cognitivo
Questi fattori, spesso combinati, rendono l'incontinenza più frequente negli anziani.
 
Cause funzionali
In alcuni casi, l'incontinenza è legata a:
  • Fecalomi (accumulo di feci dure nel retto) con "overflow" di feci liquide
  • Diarrea cronica di qualsiasi causa
  • Effetti collaterali di farmaci (lassativi, metformina, antibiotici, ecc.)

L'incontinenza dopo il parto

Il parto vaginale rappresenta uno dei principali fattori di rischio per l'incontinenza fecale nella donna. È un argomento di cui si parla ancora troppo poco, lasciando molte donne sole con un problema che considerano — erroneamente — inevitabile o irrisolvibile.

 

Cosa può succedere durante il parto:

  • Lacerazioni perineali di III e IV grado: interessano lo sfintere anale esterno (III grado) o anche lo sfintere interno e la mucosa rettale (IV grado). Anche se riparate immediatamente, possono lasciare esiti funzionali.

  • Lesioni occulte dello sfintere: danni muscolari non riconosciuti al momento del parto, che si manifestano successivamente.

  • Neuropatia del pudendo: lo stiramento del nervo pudendo durante il passaggio del feto può causare danni temporanei o permanenti.

 

Fattori di rischio:

  • Primo parto vaginale

  • Parto operativo (forcipe, ventosa)

  • Travaglio prolungato

  • Feto di grandi dimensioni (macrosomia)

  • Episiotomia mediana

  • Lacerazioni spontanee

 

Quando si manifesta l'incontinenza:

  • Immediatamente dopo il parto: i sintomi sono evidenti fin da subito

  • A distanza di mesi o anni: i danni rimangono compensati finché altri fattori (menopausa, invecchiamento, ulteriori parti) non scompensano il sistema

  • In menopausa: la carenza estrogenica riduce il tono dei tessuti, slatentizzando danni pregressi

 

Il messaggio importante:se hai avuto un parto difficile — con lacerazioni, uso di forcipe o ventosa, travaglio molto lungo — e ora presenti sintomi di incontinenza, esiste una correlazione che merita di essere indagata. Non è "normale" perdere il controllo delle feci dopo aver avuto figli. Non è qualcosa con cui devi semplicemente convivere.

 

La sfinteroplastica (riparazione chirurgica dello sfintere) può offrire risultati significativi, soprattutto se eseguita da mani esperte. Anche a distanza di anni dal parto, una valutazione specialistica può aprire possibilità terapeutiche che non immaginavi.

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L'incontinenza fecale nell'anziano

L'incontinenza fecale è particolarmente frequente nella popolazione anziana, ma questo non significa che sia un'inevitabile conseguenza dell'invecchiamento o che non possa essere trattata.

 

Perché è più frequente con l'età:

  • Indebolimento muscolare: i muscoli sfinterici perdono tono e forza

  • Riduzione della sensibilità: la percezione della distensione rettale diminuisce

  • Rallentamento dei riflessi: il tempo di reazione si allunga

  • Comorbidità: diabete, malattie neurologiche, pregressi interventi chirurgici

  • Polifarmacoterapia: molti farmaci possono influenzare la funzione intestinale

  • Ridotta mobilità: difficoltà a raggiungere il bagno in tempo

  • Deterioramento cognitivo: nelle demenze, può mancare la consapevolezza dello stimolo o la capacità di rispondere adeguatamente

 

Fecaloma e la falsa diarrea:

Negli anziani, soprattutto se allettati o con ridotta mobilità, è frequente la formazione di fecalomi — masse di feci dure che si accumulano nel retto. Paradossalmente, questo può causare perdite di feci liquide che "scavalcano" l'ostruzione, simulando una diarrea. È fondamentale riconoscere questa condizione perché il trattamento è completamente diverso (rimozione del fecaloma, non antidiarroici).

 

L'incontinenza nelle strutture residenziali:

Nelle RSA e nelle case di riposo, l'incontinenza fecale è molto comune e rappresenta una delle principali cause di disagio per i residenti e di carico assistenziale per il personale. Tuttavia, anche in questo contesto, una valutazione specialistica può identificare cause trattabili e migliorare significativamente la qualità di vita.

 

Il messaggio per i familiari:

Se il vostro caro anziano soffre di incontinenza fecale, non consideratela una fatalità. Chiedete una valutazione: potrebbero esserci cause correggibili (fecaloma, effetti di farmaci, infezioni) o trattamenti che possono migliorare la situazione. La dignità della persona anziana merita questa attenzione.

 

Il messaggio per gli anziani:

L'età non è una controindicazione al trattamento. Anche in età avanzata, molte opzioni terapeutiche — dalle più semplici alle più avanzate — possono essere proposte con sicurezza. Non rinunciare a chiedere aiuto.

Come si arriva alla diagnosi

La diagnosi di incontinenza fecale richiede un percorso che parte dall'ascolto e arriva, quando necessario, a esami specifici. L'obiettivo non è solo confermare la presenza del problema, ma capirne le cause per orientare il trattamento.

Il colloquio: il momento più importante

Parlare di incontinenza fecale è difficile. Molti pazienti arrivano alla visita dopo anni di sofferenza silenziosa, spesso riferendo altri sintomi (stitichezza, emorroidi, prurito) senza menzionare il problema principale.

Un buon specialista sa che l'ascolto è la prima terapia. Ti verranno poste domande su:

  • Da quanto tempo hai il problema

  • Come si manifesta (urgenza, perdite passive, soiling)

  • Frequenza degli episodi

  • Tipo di materiale perso (feci solide, liquide, gas)

  • Impatto sulla tua vita quotidiana

  • Storia ostetrica (parti, lacerazioni, episiotomie)

  • Interventi chirurgici pregressi

  • Altre malattie e farmaci assunti

Non avere timore di rispondere con sincerità: ogni dettaglio può essere importante per capire la causa e scegliere il trattamento migliore.

 

La visita

L'esame obiettivo comprende:

  • Ispezione della regione perianale: alla ricerca di cicatrici, deformità, segni di prolasso, dermatiti da contatto

  • Esplorazione rettale digitale: valutazione del tono sfinterico a riposo e durante la contrazione volontaria, della sensibilità, della presenza di feci o masse nel retto

  • Eventuale anoscopia: per visualizzare il canale anale

La visita è condotta con delicatezza e rispetto. Se hai dolore o particolare disagio, comunicalo: l'esame può essere adattato alle tue esigenze.

 

Gli esami strumentali

Non tutti i pazienti necessitano di esami strumentali. La scelta dipende dal sospetto diagnostico e dalla gravità del quadro. I principali esami sono:

 

Manometria anorettale: Misura le pressioni nel canale anale e la sensibilità rettale. Fornisce informazioni sulla funzione degli sfinteri e sulla capacità del retto di percepire la distensione. È un esame fondamentale per inquadrare il problema.

 

Ecografia endoanale: Visualizza la struttura degli sfinteri anali, identificando eventuali lesioni o difetti muscolari. È particolarmente utile nelle donne con sospetto danno ostetrico.

 

Risonanza magnetica della pelvi: Offre immagini dettagliate dei muscoli del pavimento pelvico e degli sfinteri. Utile nei casi complessi o quando si pianifica un intervento chirurgico.

 

Defecografia o RM-defecografia: Studia la dinamica della defecazione, identificando prolassi, rettoceli o altre alterazioni anatomiche che possono contribuire all'incontinenza.

 

Altri esami: In casi selezionati possono essere utili: elettromiografia anorettale, studio dei tempi di latenza del nervo pudendo, colonscopia (per escludere patologie del colon), esami del sangue.

 

Il messaggio chiave:La diagnosi non è un percorso standardizzato uguale per tutti. È un processo personalizzato che parte dall'ascolto della tua storia e si sviluppa in base a ciò che emerge. L'obiettivo è capire perché hai questo problema, per poterti offrire la soluzione più adatta.

Le opzioni di trattamento

Il trattamento dell'incontinenza fecale è graduale e personalizzato. Si parte sempre dalle misure più semplici e si procede, se necessario, verso interventi più complessi. L'obiettivo è trovare la soluzione che offra il miglior risultato con il minor impatto possibile.

Primo livello: misure conservative

Sono il punto di partenza per tutti i pazienti. In molti casi, sono sufficienti a ottenere un miglioramento significativo.

 

Educazione e consapevolezza

Comprendere il proprio problema è già terapeutico. Sapere cosa sta succedendo, perché, e cosa si può fare riduce l'ansia e permette di adottare strategie efficaci. Studi scientifici dimostrano che la sola informazione può ridurre la frequenza degli episodi.

 

Modifiche dell'alimentazione

  • Regolarizzare la consistenza delle feci: feci troppo liquide sono più difficili da trattenere; feci troppo dure possono causare sforzo e danni

  • Fibre: l'aggiunta di fibre solubili (come lo psyllium) può compattare le feci e ridurre gli episodi

  • Evitare alimenti che peggiorano i sintomi: caffeina, alcol, cibi piccanti, dolcificanti artificiali, alcuni latticini

  • Idratazione adeguata

 

Regolarizzazione dell'alvo

  • Stabilire orari regolari per l'evacuazione

  • Non trattenere lo stimolo

  • Sfruttare il riflesso gastro-colico (evacuare dopo i pasti)

 

Farmaci

  • Loperamide: rallenta il transito intestinale e aumenta il tono sfinterico. Utile nell'incontinenza con diarrea o urgenza.

  • Fibre e agenti formanti massa: migliorano la consistenza delle feci

 

Cura della pelle perianale

Le perdite fecali irritano la cute. È importante:

  • Lavaggi delicati con acqua tiepida

  • Asciugare tamponando

  • Creme barriera protettive

  • Evitare prodotti irritanti

 

Fisioterapia del pavimento pelvico

Gli esercizi di rinforzo della muscolatura pelvica (esercizi di Kegel) possono migliorare il controllo sfinterico. Sono più efficaci se guidati da un fisioterapista specializzato e associati al biofeedback — una tecnica che permette di visualizzare l'attività muscolare e imparare a controllarla meglio.

 

Secondo livello: trattamenti avanzati non chirurgici

Se le misure di primo livello non sono sufficienti, si possono considerare opzioni più specifiche.

 

Biofeedback intensivo

Programmi strutturati di riabilitazione del pavimento pelvico con biofeedback, condotti da fisioterapisti esperti, possono ottenere miglioramenti significativi in una percentuale importante di pazienti.

 

Irrigazione transanale

Consiste nel lavaggio del retto con acqua, effettuato regolarmente (di solito a giorni alterni o quotidianamente). Svuotando completamente il retto, si prevengono le perdite involontarie nelle ore successive. È una metodica semplice, che il paziente può eseguire autonomamente a casa dopo un adeguato addestramento.

 

Stimolazione del nervo tibiale posteriore

Una tecnica di neuromodulazione non invasiva: elettrodi applicati alla caviglia stimolano il nervo tibiale, che ha connessioni con i nervi che controllano la funzione anorettale. Richiede sedute ripetute, ma è ben tollerata e priva di effetti collaterali significativi.

 

Terzo livello: trattamenti chirurgici

Sono riservati ai casi che non rispondono alle terapie conservative e ai trattamenti di secondo livello, o quando esiste un danno anatomico che richiede correzione.

 

Sfinteroplastica

È la riparazione chirurgica dello sfintere anale danneggiato. È indicata principalmente nelle lesioni da trauma ostetrico o da altri traumi. Consiste nel ricostruire la continuità del muscolo sfinterico.

I risultati sono migliori quando:

  • Il danno è ben definito e localizzato

  • L'intervento è eseguito da chirurghi esperti

  • Il tempo trascorso dal trauma non è eccessivo (anche se interventi a distanza di anni possono dare benefici)

 

Neuromodulazione sacrale

È una delle innovazioni più importanti nel trattamento dell'incontinenza fecale. Consiste nell'impianto di un piccolo dispositivo (simile a un pacemaker) che invia impulsi elettrici ai nervi sacrali, modulando la funzione degli sfinteri e del retto.

Il percorso prevede:

  1. Fase di test: un elettrodo temporaneo viene posizionato per 2-3 settimane per valutare la risposta

  2. Impianto definitivo: se il test è positivo (miglioramento significativo), si procede all'impianto del dispositivo permanente

La neuromodulazione sacrale ha dimostrato di ridurre significativamente la frequenza e la gravità degli episodi di incontinenza, con un miglioramento importante della qualità di vita.

 

Agenti volumizzanti

Sostanze iniettate nello sfintere anale per aumentarne il volume e migliorare la chiusura. I risultati sono variabili e spesso temporanei.

 

Terapie emergenti: cellule staminali

L'iniezione di cellule staminali nello sfintere anale è un approccio promettente, attualmente in fase di sperimentazione avanzata. I primi risultati sono incoraggianti, soprattutto per le lesioni sfinteriche parziali.

 

Colostomia

La creazione di una stomia (deviazione delle feci attraverso la parete addominale) è l'ultima opzione, riservata ai casi più gravi che non rispondono ad alcun altro trattamento. Sebbene possa sembrare una soluzione drastica, per alcuni pazienti rappresenta una liberazione che restituisce qualità di vita e dignità dopo anni di sofferenza.

Il percorso di cura: cosa aspettarsi

L'incontinenza fecale è una condizione complessa che richiede un approccio personalizzato e graduale. Non esiste una soluzione unica valida per tutti.

Le linee guida internazionali (UEG, ESCP, ESNM, ESPCG — 2022, vedi figura) raccomandano un percorso strutturato:

  1. Valutazione iniziale: anamnesi accurata, esame obiettivo, eventualmente esami strumentali di base

  2. Trattamento di primo livello: modifiche dello stile di vita, alimentazione, farmaci, fisioterapia del pavimento pelvico

  3. Rivalutazione: se il miglioramento non è sufficiente, si procede con esami più approfonditi

  4. Trattamento di secondo livello: biofeedback intensivo, irrigazione transanale, stimolazione del nervo tibiale

  5. Trattamento chirurgico: se indicato, in base alla causa e alla risposta ai trattamenti precedenti

 

Cosa aspettarsi realisticamente:

  • I tempi: il percorso richiede tempo. I miglioramenti con le terapie conservative si vedono nell'arco di settimane o mesi.

  • La collaborazione: il successo dipende molto dalla tua partecipazione attiva (aderenza alla dieta, esecuzione degli esercizi, uso corretto dei farmaci)

  • Gli obiettivi: non sempre è possibile ottenere una continenza perfetta, ma quasi sempre è possibile ottenere un miglioramento significativo che cambia la qualità della vita

  • Il supporto: non sei sola in questo percorso. Lo specialista ti accompagnerà, adattando il trattamento in base alla risposta

Algoritmo per la gestione dell'incontinenza fecale

L'impatto emotivo e il supporto psicologico

L'incontinenza fecale non è solo un problema fisico. È un'esperienza che tocca profondamente l'identità, l'autostima, le relazioni.

 

Cosa provano molti pazienti:

  • Vergogna: la sensazione di essere "sporchi", di aver perso il controllo su qualcosa di fondamentale

  • Isolamento: evitare uscite, viaggi, incontri sociali per paura di un incidente

  • Ansia: la preoccupazione costante di non trovare un bagno, di essere scoperti

  • Depressione: la perdita di speranza, la sensazione che nulla possa cambiare

  • Impatto sulla sessualità: difficoltà nell'intimità, evitamento del partner

  • Senso di colpa: soprattutto se il problema influisce sulla famiglia o sul lavoro

Questi sentimenti sono normali. Non significano che sei debole o che stai esagerando. Significano che stai vivendo una condizione difficile che merita comprensione e supporto.

 

Il supporto psicologico può aiutare:

  • A elaborare le emozioni legate alla condizione

  • A sviluppare strategie per gestire l'ansia

  • A migliorare la comunicazione con il partner e la famiglia

  • A ritrovare fiducia in se stessi

Non esitare a chiedere un supporto psicologico se senti che il peso emotivo è troppo grande. Può essere parte integrante del percorso di cura.

 

Un messaggio per chi è vicino: se qualcuno che ami soffre di incontinenza fecale, la cosa più importante che puoi fare è non giudicare. Ascolta, comprendi, sostieni. La tua accettazione può fare la differenza nel suo percorso verso la guarigione.

Quando è utile la valutazione specialistica

Una visita proctologica è consigliata quando:

  • Hai episodi ricorrenti di perdita involontaria di feci o gas

  • Devi correre in bagno con urgenza e temi di non arrivare in tempo

  • Trovi tracce di feci sulla biancheria senza esserti accorta di averle perse

  • Hai avuto un parto difficile e sospetti una correlazione con i tuoi sintomi

  • Hai subito interventi chirurgici nella regione anale o pelvica

  • I sintomi influenzano la tua vita quotidiana, le relazioni, il lavoro

  • Hai provato rimedi da sola senza successo

  • Vuoi capire le cause e le opzioni di trattamento disponibili

La visita è un momento riservato e rispettoso. Lo specialista è abituato ad affrontare questo problema e il suo obiettivo è aiutarti, non giudicarti.

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Domande frequenti

È normale provare vergogna? Come faccio a parlarne con il medico?

La vergogna è una reazione comprensibile, ma non deve impedirti di cercare aiuto. I medici che si occupano di questa condizione sono abituati ad affrontarla con rispetto e riservatezza. Puoi iniziare dicendo semplicemente: "Ho un problema di cui faccio fatica a parlare, ma riguarda il controllo dell'intestino." Da lì, lo specialista ti guiderà con domande appropriate. Ricorda: non c'è nulla di cui vergognarsi in un problema medico, qualunque esso sia.

 

L'incontinenza fecale è una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento?

No. Sebbene la prevalenza aumenti con l'età, l'incontinenza fecale non è un destino ineluttabile. Molti anziani mantengono una continenza perfetta per tutta la vita. Quando si manifesta, quasi sempre esistono cause identificabili e trattabili. L'età avanzata non è una controindicazione al trattamento: anche dopo gli 80 anni, molte opzioni terapeutiche possono essere proposte con sicurezza e beneficio.

 

Ho avuto un parto difficile anni fa. Può essere collegato ai miei sintomi attuali?

Sì, è possibile. I danni da parto (lacerazioni sfinteriche, lesioni nervose) possono rimanere silenti per anni o decenni, compensati da altri meccanismi. Con il passare del tempo — soprattutto in menopausa, quando i tessuti perdono tono — questi danni possono scompensarsi e manifestarsi con incontinenza. Anche a distanza di molti anni, una valutazione specialistica può identificare il problema e proporre soluzioni, inclusa la riparazione chirurgica dello sfintere.

 

Devo fare esami dolorosi o imbarazzanti?

Gli esami per l'incontinenza fecale sono generalmente ben tollerati. La manometria anorettale e l'ecografia endoanale comportano l'introduzione di sonde sottili nel canale anale, ma non sono dolorosi — al massimo lievemente fastidiosi. Lo specialista ti spiegherà ogni passaggio e adatterà l'esame alle tue esigenze. La tua dignità e il tuo comfort sono sempre una priorità.

 

farmaci possono risolvere il problema?

I farmaci (come la loperamide) possono migliorare significativamente i sintomi in alcuni tipi di incontinenza, soprattutto quando è presente diarrea o urgenza. Tuttavia, non agiscono sulla causa sottostante. Sono spesso parte di un approccio combinato che include modifiche dell'alimentazione, fisioterapia e, se necessario, altri interventi. Il medico ti consiglierà se e quali farmaci possono essere utili nel tuo caso specifico.

 

La fisioterapia del pavimento pelvico funziona davvero?

Sì, la fisioterapia del pavimento pelvico — soprattutto se associata al biofeedback — ha dimostrato efficacia nel migliorare la continenza in una percentuale significativa di pazienti. I risultati migliori si ottengono con programmi strutturati, condotti da fisioterapisti specializzati, e richiedono impegno e costanza da parte del paziente. Non è una soluzione immediata, ma può dare benefici duraturi.

 

Cos'è la neuromodulazione sacrale? È un intervento rischioso?

La neuromodulazione sacrale è una tecnica che utilizza impulsi elettrici per modulare l'attività dei nervi che controllano la funzione anorettale. Prevede l'impianto di un piccolo dispositivo sotto la pelle, simile a un pacemaker cardiaco. Prima dell'impianto definitivo, si esegue un test di alcune settimane per verificare la risposta. È una procedura sicura, reversibile e con un buon profilo di efficacia. Le complicanze sono rare e generalmente gestibili.

 

Se ho un danno allo sfintere, può essere riparato?

Sì, la sfinteroplastica è un intervento che ricostruisce la continuità del muscolo sfinterico danneggiato. È indicata soprattutto nelle lesioni da trauma ostetrico. I risultati sono migliori quando il danno è ben localizzato e l'intervento è eseguito da chirurghi esperti. Anche a distanza di anni dal trauma, la riparazione può dare benefici significativi, sebbene i risultati tendano a essere migliori quanto più precocemente si interviene.

 

L'incontinenza fecale può guarire completamente?

Dipende dalla causa e dalla gravità. In molti casi è possibile ottenere un miglioramento molto significativo o una risoluzione completa. In altri casi, l'obiettivo realistico è ridurre la frequenza e la gravità degli episodi, migliorando la qualità di vita. Lo specialista ti aiuterà a definire obiettivi realistici e a costruire un percorso terapeutico personalizzato.

 

Devo parlarne con il mio partner?

La decisione è personale, ma nella maggior parte dei casi condividere il problema con il partner può essere di grande aiuto. L'incontinenza fecale può influenzare l'intimità e la vita di coppia; affrontarla insieme, con comprensione reciproca, può rafforzare la relazione e ridurre il peso emotivo. Se trovi difficile parlarne, un supporto psicologico può aiutarti a trovare le parole giuste.

 

Esistono associazioni o gruppi di supporto?

In Italia esistono associazioni che si occupano di incontinenza e di patologie del pavimento pelvico. Confrontarsi con altre persone che vivono la stessa esperienza può essere di grande conforto e può fornire informazioni pratiche utili. Chiedi al tuo specialista se può indicarti risorse nella tua zona.

 

Cosa posso fare nell'attesa della visita specialistica?

Mentre attendi la valutazione, puoi:

  • Tenere un diario dei sintomi: annota frequenza degli episodi, tipo di perdite, situazioni scatenanti, alimenti consumati. Sarà utile per lo specialista.

  • Curare l'alimentazione: evita cibi che possono peggiorare i sintomi (caffeina, alcol, cibi piccanti, dolcificanti artificiali)

  • Mantenere una buona igiene perianale: lavaggi delicati, creme barriera se necessario

  • Non vergognarti di usare protezioni assorbenti se ti danno sicurezza nelle uscite

  • Iniziare gli esercizi di Kegel: contrazioni volontarie dei muscoli del pavimento pelvico, ripetute più volte al giorno

 

L'incontinenza fecale può peggiorare se non trattata?

In alcuni casi sì. Alcune cause (come il prolasso rettale o le lesioni sfinteriche non trattate) possono progredire nel tempo. Inoltre, l'evitamento sociale e la riduzione dell'attività fisica che spesso accompagnano l'incontinenza possono peggiorare indirettamente la situazione. Per questo è importante non rimandare la valutazione: prima si interviene, migliori sono le possibilità di successo.

Cosa ricordare

L'incontinenza fecale è una condizione che colpisce milioni di persone, ma di cui si parla ancora troppo poco. La vergogna e l'isolamento che l'accompagnano sono spesso più invalidanti dei sintomi stessi. In sintesi:

  • Non sei sola: è un problema molto più comune di quanto si pensi

  • Non è colpa tua: è una condizione medica con cause precise

  • Si può trattare: esistono numerose opzioni, dalle più semplici alle più avanzate

  • Il primo passo è parlarne: con il medico, con lo specialista, con chi ti sta vicino

  • L'età non è un limite: anche gli anziani possono beneficiare dei trattamenti

  • Il trauma ostetrico è una causa importante: se hai avuto parti difficili, vale la pena indagare

  • Il supporto emotivo conta: non trascurare l'impatto psicologico

 

Il percorso verso il miglioramento inizia con una scelta: quella di non accettare passivamente una condizione che compromette la tua vita. Quella di chiedere aiuto. Quella di credere che le cose possono cambiare.

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