Dott. Antonio Daffinà
proctologoaroma.it

Emorroidi e Dieta: una guida utile ed efficace per i pazienti
A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione del testo 10 aprile 2026
Quello che devi sapere subito
La dieta è il primo e più importante strumento per prevenire e gestire la malattia emorroidaria. Non si tratta di una raccomandazione generica o scontata: nella mia pluridecennale esperienza clinica , un'alimentazione errata e un'insufficiente assunzione di acqua sono quasi sempre presenti nei pazienti che giungono alla mia osservazione per un problema emorroidario.
Non deve, quindi, sorprendere se le linee guida delle principali società scientifiche internazionali — americane (ASCRS, ACG), europee e britanniche (BDA) — indicano le modifiche alimentari e comportamentali come terapia di prima scelta.
Punti chiave:
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Aumentare l'apporto di fibre dimezza il rischio di sanguinamento emorroidario. È uno dei dati più solidi di cui disponiamo.
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L'obiettivo è assumere 20-30 grammi di fibre al giorno e bere almeno 6 bicchieri d'acqua, per ottenere feci morbide e regolari senza sforzo durante l'evacuazione.
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In uno studio su pazienti candidati alla chirurgia, oltre la metà ha evitato l'intervento semplicemente modificando dieta e abitudini intestinali.
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Caffè, peperoncino, cioccolato fondente e vino rosso moderato non peggiorano le emorroidi. Uno studio ha dimostrato che il peperoncino non ha alcun effetto negativo sui sintomi.
Soprattutto, la malattia emorroidaria è più spesso la conseguenza di ciò che non si fa (poche fibre, poca acqua, sedentarietà, sforzo eccessivo) piuttosto che di ciò che si mangia.
Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica specialistica. In caso di sintomi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.
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Cosa sono le emorroidi?
Le emorroidi sono strutture anatomiche normali, presenti in tutte le persone. Si tratta di cuscinetti di tessuto e vasi sanguigni che rivestono il canale anale e svolgono un ruolo importante nel controllo della continenza.
Quando parliamo di "avere le emorroidi" ci riferiamo in realtà alla malattia emorroidaria, cioè alla condizione in cui questi cuscinetti si infiammano, si gonfiano o fuoriescono dall'ano, causando sintomi fastidiosi.
Le emorroidi si distinguono in interne (situate all'interno del canale anale) ed esterne (sotto la pelle intorno all'ano). Le emorroidi interne vengono classificate in quattro gradi di gravità crescente, dal grado I (che non fuoriescono) al grado IV (permanentemente fuoriuscite e non riducibili). Le emorroidi esterne causano dolore soprattutto quando si forma un coagulo al loro interno (trombosi).
I sintomi più comuni sono: sanguinamento rosso vivo durante o dopo l'evacuazione, prurito nella zona anale, sensazione di peso o disagio, gonfiore o nodulo palpabile, perdita di muco.
È importante sapere che, sebbene fastidiosi, questi sintomi raramente indicano una condizione pericolosa.
Tuttavia, il sanguinamento rettale non deve mai essere attribuito automaticamente alle emorroidi senza una valutazione medica.
Emorroidi e Prolasso: quali sono le differenze?
È una domanda frequente e la confusione è comprensibile, perché entrambe le condizioni possono presentarsi con la fuoriuscita di tessuto dall'ano. Tuttavia, si tratta di due problemi molto diversi.
Le emorroidi prolassate sono i cuscinetti emorroidari che scivolano verso il basso e fuoriescono dall'ano. Quando le osservi, appaiono come masse separate, con pieghe che si irradiano dal centro verso l'esterno (come i raggi di una ruota). Possono essere singole o multiple, e spesso si riducono spontaneamente o con una leggera pressione.
Il prolasso rettale è invece la fuoriuscita della parete del retto attraverso l'ano. È causato dalla perdita dei normali ancoraggi che tengono il retto in posizione. Quando lo osservi, appare come un cilindro di mucosa rosea con pieghe circolari concentriche (come gli anelli di un bersaglio). È una condizione più complessa che richiede quasi sempre un trattamento chirurgico.
Se noti la fuoriuscita di tessuto dall'ano, è importante farti visitare per capire di quale condizione si tratta, perché il trattamento è molto diverso.
Perché la dieta è così importante in caso di emorroidi?
La relazione tra dieta e malattia emorroidaria è ben documentata dalla ricerca scientifica. I pazienti con emorroidi hanno una frequenza di stipsi circa doppia rispetto a chi non ne soffre.
La stipsi, lo sforzo durante l'evacuazione e la permanenza prolungata sulla tazza del water sono tra i principali fattori di rischio.
Il meccanismo è intuitivo: quando le feci sono dure e l'evacuazione richiede sforzo, la pressione all'interno dei vasi emorroidari aumenta. Questo sforzo ripetuto nel tempo causa la dilatazione dei vasi, l'indebolimento del tessuto di supporto e, progressivamente, la fuoriuscita dei cuscinetti emorroidari. Al contrario, feci morbide che transitano facilmente riducono lo stress meccanico sulle strutture anorettali.
Le linee guida ASCRS 2024 affermano con chiarezza che le modifiche dietetiche e comportamentali sono la terapia di prima scelta per i pazienti con malattia emorroidaria sintomatica.
Questo significa che la dieta è il punto di partenza imprescindibile prima di qualsiasi altro trattamento.
Cosa dicono le linee guida internazionali
Le principali società scientifiche mondiali concordano sull'importanza della dieta nella gestione delle emorroidi.
Le linee guida americane (ASCRS 2024 e ACG 2021) raccomandano di aumentare l'apporto di fibre e liquidi come primo intervento per tutti i pazienti con emorroidi sintomatiche. L'obiettivo è ottenere feci morbide e regolari, con evacuazioni quotidiane che non richiedano sforzo.
Le linee guida britanniche (BDA 2025) sulla stipsi cronica — condizione strettamente legata alle emorroidi — hanno recentemente pubblicato le prime raccomandazioni dietetiche complete basate sull'analisi di 75 studi. Oltre alle fibre, raccomandano specificamente alcuni alimenti che hanno dimostrato efficacia: kiwi, prugne secche e pane di segale. Raccomandano inoltre l'acqua ad alto contenuto minerale.
Le linee guida della Società Italiana di Colonproctologia supportano l'uso dei trattamenti topici e dei flavonoidi come parte della terapia medica iniziale.
Tutte concordano su un punto: la dieta viene prima dei farmaci e delle procedure.
Quante Fibre e quanta Acqua devo consumare?
L'obiettivo raccomandato è di 20-30 grammi di fibre al giorno, sotto forma di alimenti ricchi di fibre (frutta, verdura, cereali integrali, legumi) o integratori come lo psillio. A questo va associato un consumo di almeno 6 bicchieri d'acqua al giorno.
Per dare un'idea pratica: una mela contiene circa 4 grammi di fibre, una porzione di lenticchie circa 8 grammi, una fetta di pane integrale circa 2 grammi. Raggiungere i 25-30 grammi richiede quindi di includere alimenti ricchi di fibre in ogni pasto.
È importante aumentare l'apporto di fibre gradualmente, nell'arco di alcune settimane. Un aumento troppo rapido può causare gonfiore e disagio addominale, soprattutto in chi non è abituato. L'acqua è essenziale: le fibre senza un'adeguata idratazione possono paradossalmente peggiorare la stipsi.
Se non si riesce ad assumere abbastanza fibre con la dieta, gli integratori di fibre solubili come lo psillio sono un'alternativa efficace e ben tollerata.
Cosa mangio a colazione domattina?
La colazione è un momento importante per iniziare bene la giornata dal punto di vista intestinale. Ecco alcune opzioni ricche di fibre e supportate dalla ricerca scientifica.
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Fiocchi d'avena: l'avena è ricca di fibre solubili. Uno studio ha dimostrato che la crusca d'avena permette di ridurre o eliminare i lassativi nella maggior parte dei pazienti anziani con stipsi cronica. Puoi preparare i fiocchi d'avena con latte o bevanda vegetale e aggiungere frutta fresca.
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Kiwi: le linee guida britanniche raccomandano specificamente i kiwi per la stipsi. Due kiwi al giorno hanno dimostrato di migliorare la frequenza delle evacuazioni. Sono facili da aggiungere alla colazione.
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Prugne secche: sono tra gli alimenti più efficaci per la regolarità intestinale. Tre o quattro prugne secche a colazione, eventualmente ammollate la sera prima, possono fare la differenza.
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Pane di segale integrale: le linee guida britanniche lo raccomandano specificamente. È un'ottima alternativa al pane bianco per la colazione.
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Yogurt con semi e frutta: lo yogurt naturale con l'aggiunta di semi di lino o di chia e frutta fresca (frutti di bosco, banana, kiwi) è una colazione completa e ricca di fibre.
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Frutta fresca: mele, pere, arance, frutti di bosco. Consumare la frutta intera (non solo il succo) per beneficiare delle fibre.
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Acqua: soprattutto, non dimenticare che devi iniziare a bere!
Da evitare o limitare: brioche, biscotti raffinati, cereali zuccherati, pane bianco. Sono poveri di fibre e non aiutano la regolarità intestinale.
Cosa mangiare con le emorroidi
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Frutta fresca: mele, pere, kiwi, arance, frutti di bosco, prugne. La frutta è ricca di fibre, acqua e sostanze protettive. Consumarne almeno 2-3 porzioni al giorno.
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Verdura: spinaci, broccoli, carote, zucchine, fagiolini, carciofi, verdure a foglia verde. Puntare ad almeno 2-3 porzioni al giorno.
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Cereali integrali: pane integrale, pasta integrale, riso integrale, avena, farro, orzo, pane di segale. Sostituire progressivamente i cereali raffinati con quelli integrali.
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Legumi: fagioli, lenticchie, ceci, piselli. Sono tra gli alimenti più ricchi di fibre. Introdurli gradualmente per evitare gonfiore.
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Frutta secca: mandorle, noci, nocciole. Una manciata al giorno fornisce fibre e grassi salutari.
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Semi: semi di lino, semi di chia, semi di zucca. Possono essere aggiunti a yogurt, insalate o cereali.
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Acqua: almeno 1,5-2 litri al giorno, distribuiti nell'arco della giornata. Le linee guida britanniche raccomandano anche l'acqua ad alto contenuto minerale.
Quali alimenti limitare se soffri di emorroidi
Alcuni alimenti possono contribuire alla stipsi. È ragionevole limitarne il consumo, pur senza demonizzarli:
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Cereali raffinati: pane bianco, pasta bianca, riso bianco, prodotti da forno industriali. Sono poveri di fibre e possono favorire la stipsi.
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Cibi molto grassi e fritti: rallentano il transito intestinale.
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Carni processate: insaccati, salsicce, pancetta. Sono poveri di fibre.
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Dolci e zuccheri raffinati: consumati in eccesso possono favorire l'infiammazione.
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Superalcolici: l'alcol in quantità eccessive può causare disidratazione che peggiora la stipsi.
Non esistono alimenti "proibiti" in senso assoluto. L'obiettivo è costruire un'alimentazione complessivamente sana, non eliminare singoli cibi. La chiave è l'equilibrio e la regolarità.
Caffè, peperoncino e vino: tra mito e realtà
Molte credenze popolari attribuiscono a determinati alimenti la capacità di causare o peggiorare le emorroidi. La ricerca scientifica ha smentito quasi tutte queste convinzioni.
Cibi piccanti e peperoncino: uno studio italiano condotto su pazienti con emorroidi ha dimostrato che il consumo di peperoncino rosso piccante non ha alcun effetto negativo sui sintomi (sanguinamento, gonfiore, dolore, prurito). I ricercatori concludono che non c'è alcuna ragione scientifica per impedire a questi pazienti di gustare occasionalmente un piatto piccante. Il consumo continuativo va comunque valutato in base alla tolleranza individuale.
Caffè: non esistono evidenze che il caffè peggiori la malattia emorroidaria. Al contrario, il caffè può avere un effetto stimolante sulla motilità intestinale, favorendo la regolarità. Un consumo moderato (2-3 tazze al giorno) è generalmente considerato sicuro.
Cioccolato fondente: il cioccolato fondente (almeno 70% di cacao) è ricco di flavonoidi, sostanze con proprietà protettive sui vasi sanguigni. Non ci sono evidenze che peggiori le emorroidi. Il cioccolato al latte, più ricco di zuccheri e grassi, va consumato con moderazione.
Vino rosso: un consumo moderato di vino rosso (un bicchiere al giorno, circa 150 ml) è associato a benefici cardiovascolari legati ai polifenoli contenuti. Non ci sono dimostrazioni scientifiche che peggiori le emorroidi. L'eccesso di alcol, invece, va evitato.
I Flavonoidi: un aiuto dalla natura contro le emorroidi
I flavonoidi sono sostanze naturali presenti in molti alimenti vegetali (agrumi, frutti di bosco, tè, cioccolato fondente, vino rosso) e disponibili anche come integratori. Vengono utilizzati per l'insufficienza venosa e hanno dimostrato benefici anche per le emorroidi.
Una revisione di 24 studi scientifici ha dimostrato che i flavonoidi riducono significativamente il prurito, il sanguinamento e le perdite, e migliorano i sintomi complessivi rispetto al placebo.
Sembrano agire rinforzando le pareti dei vasi sanguigni e migliorando il drenaggio. Sono generalmente ben tollerati.
Tuttavia, è importante sapere che l'effetto dei flavonoidi tende a svanire dopo la sospensione: i sintomi possono ripresentarsi entro alcuni mesi. Questo significa che possono essere utili come supporto, ma non sostituiscono le modifiche dietetiche e comportamentali a lungo termine.
Le linee guida ASCRS e quelle italiane supportano l'uso dei flavonoidi come parte della terapia medica.
Il programma TUNA
Il programma TONE è un approccio comportamentale che ha dimostrato risultati notevoli.
L'acronimo sta per:
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T (Tempo): massimo 3 minuti per evacuare. Se non riesci in questo tempo, alzati e riprova più tardi.
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U (Una volta): evacuazione una volta al giorno. L'obiettivo è la regolarità.
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N (No sforzo): le feci devono uscire senza spingere.
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A (Acqua): almeno 6 bicchieri di acqua al giorno
In uno studio su pazienti con emorroidi avanzate, inizialmente candidati alla chirurgia, questo programma ha permesso di evitare l'intervento nella grande maggioranza dei casi. Il prolasso emorroidario è migliorato in oltre la metà dei pazienti e il sanguinamento si è ridotto drasticamente.
Questo dimostra un punto fondamentale: anche nelle forme avanzate, le modifiche comportamentali possono fare la differenza.
Comportamenti da evitare
Oltre alla dieta, alcuni comportamenti quotidiani influenzano significativamente la salute emorroidaria:
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Non trattenere lo stimolo: quando senti il bisogno di evacuare, vai in bagno il prima possibile. Trattenere le feci le rende più dure.
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Limitare il tempo sulla tazza: restare seduti a lungo sul water (leggendo, usando il telefono) aumenta la pressione sulle vene emorroidarie. Massimo 3-5 minuti.
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Non spingere: lo sforzo eccessivo è uno dei principali fattori di rischio. Se le feci non escono facilmente, significa che sono troppo dure: bisogna lavorare sulla dieta, non spingere di più.
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Fare attività fisica: la sedentarietà favorisce la stipsi. Anche una camminata quotidiana di 30 minuti può fare la differenza.
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Curare l'igiene locale: dopo l'evacuazione, limitare l'uso della carta igienica e completare la pulizia con acqua tiepida. Evitare saponi aggressivi.
Quando la dieta non basta
Le modifiche dietetiche e comportamentali sono efficaci nella maggior parte dei casi, soprattutto nelle forme lievi-moderate. Tuttavia, quando i sintomi persistono nonostante 4-6 settimane di trattamento, è necessario considerare altre opzioni.
I trattamenti topici (creme, pomate, supposte) possono fornire un sollievo temporaneo per dolore, prurito e gonfiore. Sono a basso rischio e possono aiutare a ritardare la chirurgia. L'uso prolungato di prodotti contenenti cortisone va però evitato.
Per le emorroidi interne che non rispondono al trattamento conservativo, la legatura elastica è il trattamento ambulatoriale di prima scelta. È una procedura semplice, spesso eseguita in ambulatorio, che risolve i sintomi nella grande maggioranza dei pazienti. Ma è gravata da un alto tasso di recidive e spesso necessita di essere ripetuta nel tempo. La sua efficacia, comunque, è limitata ai primi gradi della malattia emorroidaria.
La chirurgia è riservata ai casi più avanzati o che non rispondono ai trattamenti meno invasivi.
Domande frequenti
Le emorroidi guariscono con la dieta?
Le modifiche dietetiche e comportamentali possono migliorare significativamente i sintomi e, in molti casi, portare a una remissione completa, soprattutto nelle forme lievi-moderate. Nelle forme più avanzate potrebbero essere necessari trattamenti aggiuntivi, ma la dieta rimane fondamentale anche dopo eventuali procedure, per prevenire le recidive.
Cosa mangiare a colazione con le emorroidi?
Una colazione ideale include alimenti ricchi di fibre: fiocchi d'avena (porridge), pane di segale integrale, kiwi, prugne secche, yogurt con semi e frutta fresca. Da evitare brioche, biscotti raffinati e cereali zuccherati. Vedi la sezione dedicata per maggiori dettagli.
Il peperoncino fa davvero male se ho le emorroidi?
No. Uno studio scientifico ha dimostrato che il consumo di peperoncino non peggiora i sintomi delle emorroidi (sanguinamento, dolore, prurito, gonfiore). Puoi goderti occasionalmente un piatto piccante senza preoccupazioni. Il consumo quotidiano va valutato in base alla tua tolleranza personale.
Il caffè peggiora le emorroidi?
No. Non esistono evidenze che il caffè peggiori le emorroidi. Anzi, può favorire la regolarità intestinale. Un consumo moderato (2-3 tazze al giorno) è sicuro.
Il cioccolato fa male alle emorroidi?
Il cioccolato fondente (almeno 70% di cacao) non fa male e contiene flavonoidi, sostanze che possono avere un effetto protettivo sui vasi. Il cioccolato al latte, più ricco di zuccheri, va consumato con moderazione.
Qual è la differenza tra emorroidi e prolasso?
Le emorroidi prolassate sono i cuscinetti emorroidari che fuoriescono dall'ano; appaiono come masse separate con pieghe radiali. Il prolasso rettale è la fuoriuscita della parete del retto; appare come un cilindro con pieghe circolari concentriche. Sono due condizioni diverse che richiedono trattamenti diversi. Se noti la fuoriuscita di tessuto, fatti visitare per una diagnosi corretta.
Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati?
I primi miglioramenti si possono osservare già dopo 2-4 settimane di dieta ricca di fibre e adeguata idratazione. Per risultati stabili è necessario mantenere le nuove abitudini nel tempo.
I lassativi fanno male alle emorroidi?
I lassativi osmotici (come il macrogol) e gli ammorbidenti delle feci sono sicuri e possono essere utili quando le fibre da sole non bastano. I lassativi stimolanti (come la senna) dovrebbero essere usati solo occasionalmente.
I bagni caldi (semicupi) sono utili?
I semicupi (sedersi in acqua tiepida per 10-20 minuti) sono comunemente raccomandati per alleviare il disagio. Le prove scientifiche della loro efficacia sono limitate, ma possono comunque fornire sollievo e non hanno controindicazioni.
Le emorroidi possono tornare dopo la chirurgia?
Sì, le recidive sono possibili se non si correggono i fattori di rischio (stipsi, sforzo, dieta povera di fibre). Mantenere buone abitudini alimentari e comportamentali è essenziale per prevenire la ricomparsa dei sintomi.
In conclusione
La malattia emorroidaria è più spesso la conseguenza di ciò che non si fa — poche fibre, poca acqua, sedentarietà, sforzo eccessivo, tempo prolungato sulla tazza — piuttosto che di un bicchiere di vino o una tavoletta di cioccolato fondente.
Le modifiche dietetiche e comportamentali sono la terapia di prima scelta raccomandata dalle principali linee guida internazionali. Un'alimentazione ricca di fibre, un'adeguata idratazione e buone abitudini intestinali possono ridurre significativamente i sintomi e, in molti casi, evitare trattamenti più invasivi.
Non esistono cibi "proibiti": caffè, cioccolato fondente, vino rosso moderato e occasionalmente cibi piccanti possono essere consumati senza problemi.
La chiave del successo è la costanza: le modifiche temporanee producono benefici temporanei. Prendere il controllo della propria alimentazione e delle proprie abitudini intestinali è il primo passo verso una vita più confortevole.
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