top of page

EMORROIDI: cause, sintomi, diagnosi e terapia: la guida completa

A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione del testo 14 settembre 2026

Quello che devi sapere subito

Le emorroidi sono normali cuscinetti vascolari del canale anale, presenti in tutte le persone. Quando si parla di "avere le emorroidi" ci si riferisce in realtà alla malattia emorroidaria: la condizione in cui questi cuscinetti diventano sintomatici, si gonfiano o prolassano dall'ano.

 

Punti chiave:

  • È una condizione molto comune, spesso sottovalutata o gestita in modo inadeguato.

  • Il sintomo più tipico è il sanguinamento rosso vivo, generalmente non doloroso. Un sanguinamento anale non va mai attribuito automaticamente alle emorroidi: è una delle cause più frequenti di ritardata diagnosi di tumore del colon-retto.

  • Le fibre sono il trattamento di prima linea: aumentare l'apporto di fibre riduce del 53% il rischio di sintomi persistenti e riduce il sanguinamento.

  • I flavonoidi (flebotonici) migliorano sanguinamento, prurito e secrezione, ma non hanno dimostrato beneficio significativo sul dolore.

  • La legatura elastica è, secondo le linee guida internazionali, la procedura ambulatoriale più efficace per le forme di I-II grado non responsive ai trattamenti conservativi e casi selezionati di III grado.

  • Il grado delle emorroidi non basta da solo a decidere la terapia: contano anche sanguinamento, componente esterna, impatto sulla qualità di vita, preferenze del paziente e trattamenti già tentati.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica specialistica. In caso di sintomi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.

Cosa sono le Emorroidi ?

Le emorroidi non sono una malattia: sono normali cuscinetti vascolari del canale anale e dell'ultima parte del retto, che contribuiscono alla continenza di gas e feci.

Si parla di malattia emorroidaria, invece, quando questi cuscinetti si infiammano, si gonfiano o prolassano, diventando sintomatici.

Dove si trovano ?

I vasi emorroidari formano due anelli venosi che circondano il canale anale, in comunicazione fra loro: un anello esterno, più superficiale, vicino all'apertura dell'ano, e un anello interno, più profondo, a livello dell'unione fra canale anale e retto.

Questa distinzione anatomica è importante perché le emorroidi interne ed esterne si comportano in modo diverso e richiedono approcci terapeutici differenti.

Schema anatomico per illustrare i rapporti delle vene emorroidarie interne ed esterne con le strutture anatomiche che costituiscono il canale anale ed il retto.

Figura 1.  Schema semplificato della componente vascolare e muscolare del canale anale. VEI: Vene Emorroidarie Interne. VEE: Vene Emorroidarie Esterne. 1: Sfintere Anale Interno. 2: Muscolo Elevatore dell'Ano. 3: Muscolo Pubo-Rettale. 4: Sfintere Anale Esterno. Illustrazione originale: Dott. Antonio Daffinà.

Quali sono le cause delle Emorroidi ?

La malattia emorroidaria è oggi considerata un fenomeno multifattoriale: non dipende soltanto dalla congestione venosa, ma anche dal progressivo indebolimento dei tessuti di sostegno dei cuscinetti anali, che favorisce il loro scivolamento verso il basso (prolasso) e le conseguenti alterazioni vascolari.

I pazienti con emorroidi hanno una prevalenza di stipsi significativamente maggiore rispetto a chi non ne soffre (OR 2,09). Questo conferma il ruolo centrale delle abitudini intestinali.

 

Principali fattori associati alla malattia emorroidaria:

  • Stitichezza e sforzo evacuativo: feci dure e sforzi eccessivi aumentano la pressione sui vasi emorroidari.

  • Tempo prolungato sulla tazza, spesso associato all'uso del cellulare in bagno.

  • Diarrea cronica o evacuazioni ripetute e ravvicinate.

  • Gravidanza, per l'aumento di volume uterino e l'ostacolato deflusso venoso.

  • Alimentazione povera di fibre e liquidi.

 

Altri fattori (obesità, sedentarietà, sollevamento pesi, familiarità, postura accovacciata) sono stati proposti come associazioni, ma il nesso causale diretto è meno consolidato rispetto ai precedenti.

Nella maggioranza dei casi più fattori sono contemporaneamente presenti: questo vuol dire che il controllo nel tempo dei fattori di rischio resta uno dei cardini della prevenzione e della gestione della malattia emorroidaria.

Schema che illustra la fisiopatologia multifattoriale della malattia emorroidaria: indebolimento dei tessuti di sostegno, prolasso dei cuscinetti vascolari, congestione e comparsa dei sintomi, con i principali fattori favorenti.

Figura 2. La malattia emorroidaria è oggi considerata un fenomeno multifattoriale, non solo vascolare: al deterioramento del tessuto di sostegno si associano prolasso, congestione e fattori comportamentali favorenti.

Sintomi delle Emorroidi

Le emorroidi possono essere asintomatiche e di riscontro occasionale. Più comunemente si manifestano con:

  • Sanguinamento: il sintomo più frequente, tipicamente rosso vivo, sulla carta igienica, a gocce nel water o, nei casi più importanti, a spruzzo.

  • Nodulo nella zona anale, con possibile prolasso durante la defecazione nei casi più avanzati.

  • Prurito e bruciore, spesso legati a minime perdite di muco.

  • Sensazione di peso, alleviata solo temporaneamente dalla defecazione.

 

Le emorroidi interne non complicate in genere non provocano dolore intenso. Un dolore importante deve far considerare una trombosi, una ragade, un ascesso o un'altra causa.

Differenze tra Emorroidi Esterne e Interne

Emorroidi interne

  • Origine: sopra la linea dentata

  • Sintomo tipico: sanguinamento, prolasso

  • Dolore: generalmente assente

Emorroidi esterne

  • Origine: sotto la linea dentata

  • Sintomo tipico: nodulo, dolore se trombizzate

  • Dolore: presente in caso di trombosi

Le emorroidi esterne si presentano come piccoli noduli visibili sulla superficie dell'ano, più evidenti dopo la defecazione o dopo essere rimasti seduti a lungo; spesso sono asintomatiche. Un dolore acuto con aumento di volume indica una trombosi emorroidaria esterna.

Le emorroidi interne non sono visibili, a meno che non prolassino verso l'esterno; il sintomo tipico è il sanguinamento indolore, che può passare inosservato e causare anemia nel tempo.

Nella pratica di tutti i giorni, per il paziente è frequente confondere marische, trombosi, prolasso interno ed emorroidi esterne: la valutazione specialistica permette di distinguerle correttamente.

Diagnosi della Malattia Emorroidaria

  1. Anamnesi dettagliata su sintomi, abitudini intestinali, alimentazione, farmaci, malattie pregresse.

  2. Esplorazione della regione anale e perianale, è il primo step della valutazione delle patologie proctologiche

  3. Esplorazione rettale digitale, per valutare tonicità sfinterica e presenza di masse anomale.

  4. Anoscopia, per visualizzare direttamente il canale anale e identificare emorroidi interne, prolassi o altre lesioni.

  5. Colonscopia: non è indicata di routine in base alla sola età. Le linee guida della Società Americana dei Chirurghi Colorettali (ASCRS) la raccomandano in pazienti selezionati, in particolare quando non è evidente una chiara fonte anorettale del sanguinamento, sono presenti sintomi addominali o un'alterazione recente dell'alvo, il sanguinamento persiste dopo un trattamento altrimenti efficace, oppure il paziente è comunque candidato allo screening del cancro colorettale.

Emorroidi o altro? ATTENZIONE alla diagnosi differenziale!

I sintomi causati dalle emorroidi - dolore, sanguinamento, prurito, senso di peso - sono comuni anche ad altre patologie proctologiche, alcune potenzialmente gravi.

Il sanguinamento anale attribuito alle emorroidi rappresenta una delle principali opportunità mancate per diagnosticare un tumore del colon-retto.

Per questo motivo, anche chi ha già sofferto in passato di emorroidi dovrebbe consultare un proctologo se i sintomi si ripresentano o cambiano intensità, durata o caratteristiche.

Approfondisci nella pagina dedicata al sanguinamento anale.

Il Dott. Daffinà sorridente nel corridoio del reparto

Prenota una visita proctologica a Roma

con il Dott. Daffinà

Scegli la sede e l'orario più comodi per te

Classificazione delle emorroidi interne

Le emorroidi interne sono classificate in quattro gradi in base all'entità del prolasso:

  • Primo grado: interne al retto, spesso asintomatiche o con lievi sanguinamenti.

  • Secondo grado: prolassano durante la defecazione ma si riducono spontaneamente.

  • Terzo grado: prolassano e richiedono riduzione manuale.

  • Quarto grado: costantemente prolassate, non riducibili.

 

Il grado descrive il prolasso, ma non decide da solo la terapia: nella scelta contano anche sanguinamento, dolore, componente esterna, impatto sulla qualità di vita, precedenti trattamenti e preferenze del paziente.

I quattro gradi delle emorroidi illustrate in modo semplice e comprensibile ad uso didattico e divulgativo

Figura 3: schema semplificato dei quattro gradi della malattia emorroidaria. 1: Sfintere Anale Interno; 2: Muscolo Elevatore dell'Ano; 3: Muscolo Puborettale; 4: Sfintere Anale Esterno; Fig.A: I Emorroidi di 1° Grado e, II, Emorroidi di 2° Grado; Fig.B: Emorroidi di 3° Grado a riposo e durante ponzamento; Fig.C Emorroidi di 4° Grado a riposo e durante ponzamento.

Emorroidi: Rimedi e Terapie Conservative

Le principali linee guida internazionali concordano nel considerare le modifiche dietetiche e comportamentali il trattamento di prima linea. Le linee guida ASCRS 2024 formulano per questo approccio una raccomandazione forte.

Misure Comportamentali

  • Dieta ricca di fibre e adeguata idratazione, con l'obiettivo di ottenere feci morbide senza sforzo.

  • Evitare di sforzarsi durante la defecazione e rispondere prontamente allo stimolo.

  • Limitare il tempo sulla tazza (circa 3 minuti), evitando letture o uso del cellulare in bagno.

  • Attività fisica regolare.

  • Igiene anale con acqua tiepida, limitando l'uso della carta igienica.

 

Un semicupio tiepido (10-15 minuti) è comunemente consigliato per il sollievo sintomatico, pur in assenza di prove solide di un effetto specifico sulla congestione vascolare.

Farmaci Venotonici: cosa sono e come funzionano

I flebotonici (diosmina, frazioni flavonoidiche purificate, rutina, calcio dobesilato) sono associati a un rinforzo delle pareti vascolari, aumento del tono venoso e miglioramento del drenaggio linfatico; il meccanismo d'azione, tuttavia, non è definitivamente stabilito.

Una revisione Cochrane su 24 studi randomizzati ha mostrato un beneficio significativo su prurito, sanguinamento e secrezione/perdite, oltre che sul miglioramento sintomatico complessivo. In una revisione JAMA del 2025, l'effetto sul dolore è meno consistente rispetto a quello su sanguinamento, prurito e secrezione ma è comunque presente.

 

I flebotonici migliorano alcuni sintomi, in particolare sanguinamento, prurito e secrezione, ma non correggono la causa anatomica o comportamentale della malattia; l'effetto tende a ridursi dopo la sospensione, con recidiva sintomatica frequente entro pochi mesi.

Le Pomate per le Emorroidi: quando usarle e per quanto tempo

Esistono numerosi prodotti topici (pomate, unguenti, gel, supposte) a base di cortisonici, anestetici locali o associazioni. Sono utili per il sollievo sintomatico (dolore, prurito, gonfiore), non correggono il prolasso e non modificano la storia naturale della malattia; il loro ruolo è prevalentemente sintomatico.

L'uso prolungato, in particolare di preparati steroidei o anestetici, può causare sensibilizzazione cutanea, reazioni allergiche e infezioni locali; non ci sono buone prove a sostegno dell'uso a lungo termine.

Controindicazioni e precauzioni dipendono dai principi attivi e dalla formulazione; in gravidanza e allattamento è opportuno concordarne l'uso con il medico.

 

Regola pratica: sintomi persistenti, ricorrenti, sanguinamento o dolore significativo richiedono una valutazione specialistica, indipendentemente dal numero esatto di giorni trascorsi.

I rimedi miracolosi per le emorroidi non esistono

Molte persone cercano online "rimedi veloci" o "soluzioni miracolose", specialmente quando sono presenti sanguinamento, perdite di muco o prolasso.

Non esistono rimedi miracolosi: affidarsi a soluzioni improvvisate rappresenta una perdita di tempo e denaro e può ritardare trattamenti realmente efficaci.

Una terapia efficace esiste e si basa su un approccio integrato che considera tutti gli aspetti della malattia.

Terapia chirurgica delle emorroidi

Quando è necessario l'intervento chirurgico ?

L'intervento diventa un'opzione quando la terapia medica non basta a controllare i sintomi, in particolare in caso di prolasso importante, componente esterna significativa o anemia da sanguinamento cronico. La decisione tiene conto anche dell'anatomia, delle preferenze del paziente e dell'impatto sulla qualità di vita, non della sola mancata risposta ai farmaci.

Procedure ambulatoriali 

Innanzitutto, una premessa importante: le procedure ambulatoriali sono poco diffuse in ambito ospedaliero in Italia.

  • Legatura elastica: procedura ambulatoriale più efficace secondo le linee guida ASCRS per emorroidi di grado I-II e casi selezionati di grado III refrattari alle misure conservative. Si applica un anello elastico che interrompe l'afflusso di sangue al nodulo emorroidario. Può richiedere più sedute.

  • Scleroterapia: le formulazioni più recenti, in particolare la schiuma di polidocanolo, hanno mostrato risultati promettenti e in alcuni studi comparabili alla legatura elastica; i dati a lungo termine sono tuttavia meno consolidati.

  • Fotocoagulazione a infrarossi: utile nei gradi iniziali.

Emorroidectomia 

Tecnica chirurgica tradizionale (Milligan-Morgan, Ferguson), con tassi di recidiva tra i più bassi fra le varie opzioni terapeutiche, ma un recupero più lungo e un dolore post-operatorio maggiore rispetto alle procedure meno invasive. L'uso di strumenti moderni (bisturi a radiofrequenza o a ultrasuoni) ha contribuito a ridurre la sintomatologia dolorosa post-chirurgica.

Dearterializzazione emorroidaria transanale (THD)

Tecnica mininvasiva che riduce l'afflusso arterioso alle emorroidi tramite sutura guidata da sonda Doppler. Rispetto all'emorroidectomia comporta generalmente meno dolore post-operatorio, ma tassi di recidiva più elevati, soprattutto nelle forme avanzate. Approfondisci nella pagina sulla procedura THD.

Prolassectomia con stapler

Cosa dicono le linee guida: le linee guida ASCRS 2024 indicano che la prolassectomia con stapler non è raccomandata routinariamente come trattamento chirurgico di prima linea per le emorroidi interne, per efficacia marginale rispetto all'emorroidectomia tradizionale e per il relativo profilo di rischio (recidiva più frequente, complicanze specifiche come fistola rettovaginale, dolore cronico, perforazione rettale). Lo studio eTHoS, il più ampio confronto diretto disponibile, ha mostrato una migliore qualità di vita a lungo termine con l'emorroidectomia tradizionale.

L'esperienza e l'interpretazione clinica dell'autore: nella pratica dell'autore, la tecnica viene oggi impiegata quasi esclusivamente in presenza di un prolasso emorroidario significativo - condizione nella quale le procedure ambulatoriali si dimostrano spesso insufficienti - e con strumenti ed esecuzione tecnica che si sono progressivamente evoluti rispetto agli studi più datati, incluso lo stesso eTHoS. In questa selezione di pazienti, e con adesione del paziente alle indicazioni dietetiche e comportamentali anche a distanza dall'intervento, nella mia esperienza clinica, nei pazienti accuratamente selezionati, la frequenza osservata delle recidive è stata contenuta. Questa valutazione riflette l'esperienza clinica personale e non sostituisce l'indicazione delle linee guida, che restano orientate verso l'emorroidectomia come prima scelta chirurgica per la maggior parte dei pazienti. Approfondisci nella pagina sulla prolassectomia/STARR.

Sulla sinistra immagine schematica di una condizione di emorroidi interne ed esterne con prolasso emorroidario. Sulla destra risultato anatomico dopo intervento di prolassectomia

Figura 4. Quadro preoperatorio di prolasso emorroidario interno con invaginazione retto-anale (a sinistra) e risultato dopo prolassectomia, con riposizionamento del plesso emorroidario interno in sede corretta ed effetto di sgonfiamento dei vasi emorroidari interni ed esterni (a destra).

Come orientarsi fra i trattamenti

La malattia emorroidaria va affrontata in modo integrato e personalizzato: non esiste una terapia valida per tutti, e il grado delle emorroidi non basta da solo a scegliere il trattamento.

Piramide dei trattamenti per la malattia emorroidaria: dalla base (dieta e abitudini per tutti i pazienti) alla chirurgia, riservata alle forme avanzate.

Figura 5. La scelta della terapia segue un approccio graduale: le misure dietetico-comportamentali restano la base anche quando si rendono necessarie procedure ambulatoriali o chirurgiche, il ritorno ad abitudini defecatorie sfavorevoli può contribuire alle recidive.

Prevenzione: il metodo TUNA

La prevenzione si basa su abitudini quotidiane corrette che possono essere riassunte nell’acronimo TUNA:
T: Tre minuti sulla tazza
U: Una volta al giorno, preferibilmente dopo colazione
N: No spinta eccessiva o uso del cellulare
A: Acqua e fibre nella dieta

 

Consigli pratici:

  • adeguata idratazione quotidiana;

  • consumo regolare di frutta, verdura e cereali integrali;

  • attività fisica regolare (camminata 30-60 minuti, 3-5 volte a settimana).

Infografica del metodo TUNA per la prevenzione delle emorroidi: tre minuti sulla tazza, un tentativo alla volta, no alla spinta compulsiva, acqua e fibre.

Figura 6. Il metodo TUNA riassume in quattro punti le abitudini quotidiane utili a prevenire la malattia emorroidaria e le sue recidive.

Oltre la tecnica: l’esperienza reale di chi ha ritrovato il benessere

Trascrizione dell'audio

Sono stata operata dal Dottor Daffinà di emorroidi e sono giunta al suo studio per farmi... per fare una visita in una situazione praticamente disperata. L’intervento è andato perfettamente bene, la degenza è stata ottima e soprattutto, devo dire, sono stata seguita in questi mesi post-intervento in un modo veramente fantastico. Rassicurata, con delle spiegazioni ampie, esaurienti, che mi hanno tolto qualunque dubbio e mi hanno aiutato in questi mesi e mi stanno aiutando in questo percorso. Per cui assolutamente consiglio il Dottor Daffinà a tutti quanti si dovessero trovare in una situazione simile alla mia.

Questa testimonianza descrive un'esperienza individuale e non permette di prevedere il risultato di altri pazienti. Il decorso post-operatorio può variare da paziente a paziente: consultare sempre il chirurgo per il proprio caso specifico.

Il Dott. Daffinà sorridente nel corridoio del reparto

Prenota una visita proctologica a Roma

con il Dott. Daffinà

Scegli la sede e l'orario più comodi per te

In conclusione:

Le emorroidi sono strutture anatomiche normali e si tratta la malattia emorroidaria solo quando causa sintomi. Non esiste un trattamento migliore in assoluto per tutti i pazienti, e le abitudini corrette restano importanti anche dopo una procedura o un intervento chirurgico.

In caso di sintomi persistenti o prolasso, non affidarsi a rimedi fai-da-te: una valutazione proctologica permette una diagnosi accurata e una strategia terapeutica personalizzata.

Domande frequenti

Quali sono i sintomi delle emorroidi?

Sanguinamento rosso vivo durante o dopo l'evacuazione, prurito anale, sensazione di peso, gonfiore o nodulo nella zona anale, prolasso nei casi più avanzati. Un dolore intenso è raro e deve far sospettare una complicanza.

Come si curano le emorroidi?

Nelle forme lievi: dieta ricca di fibre, idratazione, igiene corretta, eventuali topici per brevi periodi. Nelle forme moderate: legatura elastica o altre procedure ambulatoriali. Nelle forme avanzate: intervento chirurgico.

Esistono farmaci efficaci?

I flavonoidi riducono sanguinamento, prurito e secrezione, ma non hanno un effetto dimostrato sul dolore. I topici con cortisonici e anestetici alleviano temporaneamente alcuni sintomi ma non curano la malattia; l'uso prolungato senza controllo medico va evitato.

Cosa mangiare con le emorroidi?

Non esistono alimenti universalmente vietati. L'obiettivo principale è assicurare un adeguato apporto di fibre e liquidi e limitare gli alimenti che, nel singolo paziente, favoriscono stipsi o diarrea.

Quando è necessario l'intervento chirurgico?

Quando le emorroidi prolassano frequentemente e non si riducono, quando il sanguinamento causa anemia, quando i trattamenti conservativi non sono più sufficienti o o, in pazienti selezionati, in alcune complicanze acute come la trombosi emorroidaria esterna.

Quali sono le principali procedure per trattare le emorroidi?

Legatura elastica (ambulatoriale, prima scelta per i gradi iniziali), emorroidectomia tradizionale (la più risolutiva per le forme avanzate secondo le linee guida), dearterializzazione THD (mininvasiva, ma con più recidive), prolassectomia con stapler (non raccomandata di routine come prima scelta chirurgica dalle linee guida attuali, riservata a casi selezionati).

Le emorroidi possono diventare un tumore?

No. Le emorroidi non si trasformano in tumore. Il problema è diverso: sanguinamento e altri sintomi attribuiti alle emorroidi possono avere un'altra origine. Per questo un sanguinamento nuovo, persistente o diverso dal solito deve essere valutato.

Le emorroidi possono causare anemia?

Sì, per sanguinamento cronico anche lieve. In presenza di anemia associata a sanguinamento rettale è comunque necessario verificare che la fonte del sanguinamento sia davvero emorroidaria.

È possibile prevenire le emorroidi?

Dieta ricca di fibre, adeguata idratazione, attività fisica regolare, evitare di trattenere le feci o di sforzarsi, limitare il tempo sulla tazza. Il metodo TUNA riassume le regole fondamentali.

Quali sono i rischi di un intervento?

Gli interventi sono generalmente sicuri. I rischi più comuni sono dolore post-operatorio, sanguinamento lieve; più raramente infezioni o difficoltà urinarie temporanee. Complicanze gravi (stenosi, incontinenza) sono rare.

Come alleviare il dolore delle emorroidi?

Bagni tiepidi, igiene delicata, dieta ricca di fibre per ammorbidire le feci. Se il dolore è intenso o persistente, è necessaria una valutazione proctologica per escludere una trombosi o un'altra causa.

Qual è la differenza tra emorroidi e prolasso rettale?

Le emorroidi prolassate appaiono come masse separate con pieghe radiali. Il prolasso rettale è la fuoriuscita della parete del retto e appare come un cilindro con pieghe circolari concentriche. Sono condizioni diverse che richiedono trattamenti diversi.

I rimedi naturali funzionano?

Possono dare un sollievo sintomatico temporaneo (bagni tiepidi, igiene delicata), ma non curano la malattia emorroidaria. Se i sintomi persistono, è necessaria una valutazione medica.

Bibliografia

  • Ashburn JH. Hemorrhoidal Disease: A Review. JAMA. 2025

  • Hawkins AT, Davis BR, Bhama AR, et al. The American Society of Colon and Rectal Surgeons Clinical Practice Guidelines for the Management of Hemorrhoids. Dis Colon Rectum. 2024;67(5):614-623

  • Wald A, Bharucha AE, Limketkai B, et al. ACG Clinical Guidelines: Management of Benign Anorectal Disorders. Am J Gastroenterol. 2021;116(10):1987-2008

  • van Tol RR, Kleijnen J, Watson AJM, et al. European Society of Coloproctology: Guideline for Haemorrhoidal Disease. Colorectal Dis. 2020;22(6):650-662

  • National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Haemorrhoids. Clinical Knowledge Summaries. 2024

  • Watson AJ, Hudson J, Wood J, et al. Comparison of Stapled Haemorrhoidopexy With Traditional Excisional Surgery (eTHoS). Lancet. 2016;388:2375-2385

  • Perera N, Liolitsa D, Iype S, et al. Phlebotonics for Haemorrhoids. Cochrane Database Syst Rev. 2012

  • Lohsiriwat V. Treatment of Hemorrhoids: A Coloproctologist's View. World J Gastroenterol. 2015;21(31):9245-9252

  • De Marco S, et al. Lifestyle and Risk Factors in Hemorrhoidal Disease. Front Surg. 2021;8:72166

  • Akinmoladun O, et al. Management of Hemorrhoids and Anal Fissure. Surg Clin North Am. 2024;104(3):473-490

  • Pourkarim F, Entezari-Maleki T. A Review of Hemorrhoidal Disease [Letter]. JAMA. 2026;335(2). (Lettera all'editore sulla review di Ashburn 2025, che discute dearterializzazione Doppler-guidata e stapled hemorrhoidopexy come opzioni mininvasive non trattate nella review originale) [1]

  • Salgueiro P, Garrido M, Santos RG, Pedroto I, Castro-Poças FM. Polidocanol Foam Sclerotherapy Versus Rubber Band Ligation in Hemorrhoidal Disease Grades I/II/III: Randomized Trial. Dis Colon Rectum. 2022;65(7). PMID: 34840294 [2]

  • Patel J, McKechnie T, Wu K, et al. HEmoRhoidal Disease Management With Band Ligation Versus Polidocanol Sclerotherapy: A Systematic Review and Meta-Analysis (The HerBS Review). Int J Colorectal Dis. 2023;38(1):115 [3]

Prima edizione: marzo 2023. Ottava revisione: settembre 2026. Autore: Dott. Antonio Daffinà

bottom of page