Dott. Antonio Daffinà
proctologoaroma.it
Ascesso e Fistola Anale: cause, sintomi e diagnosi
A cura del Dott. A.Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione del testo del 3 marzo 2026
Ascesso oggi, fistola domani: perché queste due condizioni vanno descritte insieme
L'ascesso anale e la fistola anale sono due facce della stessa medaglia.
L'ascesso è il problema acuto: compare all'improvviso, fa male, spaventa. La fistola è la sua evoluzione cronica: un piccolo tunnel infetto che rimane aperto dopo che l'ascesso si è svuotato, e che continua a dare fastidio per mesi o anni.
Capire questo legame è il primo passo per affrontare entrambe le condizioni nel modo giusto.
Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica specialistica. In caso di sintomi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.
In questa pagina
Usa i link qui sotto per navigare direttamente alla sezione che ti interessa

Come prenotare una visita proctologica a Roma
con il Dott. Daffinà
Prenota online, in pochi secondi e senza attese telefoniche utilizzando il pusante
(Apre miodottore in una nuova scheda)
Oppure, visita questa pagina per avere tutte le informazioni
L'Ascesso Anale
Cos'è, come si forma
All'interno del canale anale si trovano piccole ghiandole che producono muco per lubrificare il passaggio delle feci. Quando il dotto di una di queste ghiandole si ostruisce — per un'infezione batterica, per la presenza di feci indurite o per un piccolo trauma — il secreto si accumula e i batteri proliferano. Si forma così una raccolta di pus: l'ascesso.
Nella maggior parte dei casi l'ascesso nasce all'interno del canale anale (ascesso criptoglandolare) e si espande verso gli spazi anatomici circostanti.
In circa un terzo dei casi origina invece dall'infezione di una ghiandola sebacea o sudoripara della cute perianale: questi ascessi esterni hanno in genere una prognosi più favorevole e un minor rischio di evolvere in fistola.

Figura 1. Le ghiandole anali (GA), situate fra Sfintere Interno (SI) e Sfintere Esterno (SE) sono delle strutture ramificate che producono un secreto che serve a lubrificare il canale anale e proteggerlo dal passaggio delle feci.
Il dotto escrettore di queste ghiandole si apre all'unione fra la mucosa rettale e la cute del canale anale in piccoli recessi a nido di rondine che si chiamano Cripte Anali (CA) o del Morgagni dal nome dell'anatomico che le ha descritte.
Sintomi: come riconoscerlo
L'ascesso anale ha una presentazione tipica che lo rende riconoscibile:
-
Dolore. È il sintomo principale. Compare in modo progressivo, diventa costante e si intensifica nel giro di ore o giorni. È presente anche a riposo, non solo durante la defecazione.
-
Tumefazione. Nella zona vicino all'ano compare un gonfiore, caldo e arrossato, che aumenta rapidamente di volume.
-
Febbre. Può comparire febbre anche elevata, a volte preceduta da brividi e malessere generale.
-
Difficoltà a sedersi e camminare. Nei casi più avanzati il dolore diventa invalidante.
-
Fuoriuscita di pus. Se l'ascesso si apre spontaneamente, fuoriesce materiale purulento con temporaneo sollievo del dolore.
Attenzione: Gli ascessi che si sviluppano negli spazi anatomici più profondi (ascessi ischiorettali) possono avere una presentazione più subdola, con dolore sordo e profondo difficile da localizzare, febbre marcata e compromissione dello stato generale. In questi casi la diagnosi può richiedere una TAC.

Figura 2. Gli ascessi anali possono accrescersi in modi diversi rispetto allo Sfintere Anale Interno (SI) ed Esterno (SE) a seguito dell'ostruzione dell'Orifizio Interno (OI) della ghiandola anale. La localizzazione dell'ascesso spiega sia la variabilità della sintomatologia iniziale che la complessità del trattamento.
Quando è urgente?
L'ascesso anale è sempre una condizione che richiede una valutazione specialistica tempestiva.
Non esistono rimedi domiciliari in grado di guarirlo. La terapia antibiotica da sola, senza drenaggio, risolve il problema nel 50% dei casi e può mascherare i sintomi, lasciando che l'infezione si estenda.
Consultare un proctologo con urgenza se:
-
il dolore è intenso e in rapido peggioramento
-
compare febbre superiore a 38°C
-
la tumefazione aumenta rapidamente di volume
-
sono presenti diabete, terapia cortisonica o altre condizioni che abbassano le difese immunitarie
In presenza di queste condizioni il rischio di complicanze gravi aumenta molto.
Come si cura l'Ascesso Anale
Il trattamento è il drenaggio chirurgico: il chirurgo incide la raccolta ascessuale, svuota il pus e pulisce la cavità. L'intervento può essere eseguito in regime ambulatoriale o di day-hospital, in anestesia locale o spinale.
Importante: Non esistono rimedi domiciliari in grado di guarire un ascesso anale. La terapia antibiotica da sola, senza drenaggio, non è in grado di risolvere l'ascesso nella maggior parte dei casi e può mascherare i sintomi, lasciando che l'infezione si estenda in profondità.
Durante l'intervento, il chirurgo cerca di identificare l'apertura interna della ghiandola infetta (l'orifizio interno). Quando questo è possibile, si può procedere alla sua chiusura o al posizionamento di un filo drenante (setone), riducendo il rischio di formazione di una fistola.
Dopo il drenaggio la ferita viene lasciata aperta e guarisce in 2-6 settimane con medicazioni regolari. Il sollievo dal dolore è quasi immediato.
Dall'ascesso alla fistola: perché succede
Dopo il drenaggio di un ascesso, nella maggioranza dei casi (circa l'85%) si ottiene la guarigione completa. In una percentuale significativa di pazienti (circa il 15-16%), però, il tunnel che collegava la ghiandola infetta con la cute rimane aperto. Questo canale persistente è la fistola anale.
In sintesi: l'ascesso è la fase acuta, la fistola è la fase cronica della stessa malattia.
Non tutti gli ascessi evolvono in fistola. Il rischio è maggiore quando:
-
l'orifizio interno non viene identificato e chiuso durante il drenaggio
-
l'ascesso si è aperto spontaneamente senza intervento chirurgico
-
sono presenti malattie infiammatorie intestinali come il morbo di Crohn (rischio fino al 40-50%)
-
l'ascesso è localizzato negli spazi più profondi (ischiorettale, intersfinterico)
Nota importante: Circa il 3% dei pazienti che si presentano con un primo ascesso anale riceverà successivamente una diagnosi di morbo di Crohn. Per questo motivo, in caso di ascessi ricorrenti o fistole complesse, il proctologo potrebbe consigliare accertamenti gastroenterologici.
La Fistola Anale
Cos'è
La fistola anale è un piccolo tunnel anomalo che collega l'interno del canale anale (o del retto) con la cute perianale.
Non è una semplice ferita: è un tragitto stabilmente infetto, rivestito internamente da tessuto di granulazione, che tende a mantenersi aperto e a causare infezioni ricorrenti.

Figura 3. Schema semplificato della variabilità del decorso di una fistola anale in rapporto allo Sfintere Interno (SI) e lo Sfintere Esterno (SE). L'orifizio interno (OI) della fistola è spesso situato nel fondo di una Cripta Anale. L'apertura esterna della fistola può essere a distanza variabile dal margine anale e rappresenta un'indice indiretto della complessità della fistola.
Come si vede nello schema, il tragitto della fistola può attraversare gli sfinteri anali in modi diversi. Questa caratteristica anatomica — la sua complessità — è uno degli elementi che il chirurgo deve valutare con attenzione prima di scegliere il trattamento.
In base al rapporto con gli sfinteri le fistole si distinguono in semplici e complesse:
-
Fistole semplici: tragitto diretto, coinvolgimento minimo degli sfinteri anali. Più facili da trattare con bassi rischi per la continenza.
-
Fistole complesse: tragitto alto, ramificato o che attraversa una porzione significativa degli sfinteri. Richiedono un approccio chirurgico più articolato e attento alla preservazione della continenza.
Casi particolari sono le fistole associate al morbo di Crohn, spesso multiple e recidivanti, che richiedono un trattamento combinato medico e chirurgico.
Cause meno comuni
Nella stragrande maggioranza dei casi la fistola deriva da un ascesso criptoglandolare.
Cause meno frequenti includono: malattie infiammatorie intestinali (Crohn, rettocolite ulcerosa), radioterapia pelvica, idrosadenite suppurativa, infezioni specifiche, raramente tumori anorettali.
Sintomi della Fistola Anale
I sintomi della fistola tendono ad essere cronici e intermittenti: periodi di relativo benessere si alternano a riacutizzazioni.
-
Perdite di pus o siero. Il sintomo più caratteristico. Dalla piccola apertura sulla cute vicino all'ano fuoriesce materiale purulento o sieroso, a volte misto a sangue. Le perdite sporcano la biancheria e mantengono la zona costantemente umida.
-
Dolore sordo e continuo. Di solito meno intenso rispetto all'ascesso, ma persistente. Peggiora durante la defecazione e con la pressione sulla zona.
-
Prurito e irritazione cutanea. La cute perianale, costantemente a contatto con le perdite, si irrita, si arrossa e può andare incontro a macerazione.
-
Nodulo o cordoncino sottocutaneo. A volte è percepibile al tatto un indurimento o un piccolo cordone che rappresenta il tragitto fistoloso.
-
Riacutizzazioni. Quando la fistola si occlude temporaneamente si può riformare un ascesso, con ricomparsa di dolore intenso, gonfiore e febbre.
Come si diagnostica la Fistola Anale
La diagnosi si basa su tre livelli di valutazione:
Visita proctologica
La visita specialistica comprende l'ispezione della zona perianale, l'esplorazione digitale e l'anoscopia. In molti casi questi esami sono sufficienti per identificare l'orifizio esterno della fistola e formulare un'ipotesi sul suo tragitto.
Risonanza Magnetica (RMN) perineale

Figura 4. Risonanza Magnetica della pelvi e perineo, con e senza mezzo di contrasto in un caso di fistola anale recidiva a distanza di 10 anni dal primo intervento. L'esame ha permesso di individuare con precisione i rapporti della fistola con gli sfinteri anali, consentendo di pianificare correttamente il successivo intervento chirurgico.
Nei casi di fistola complessa, recidivante o quando si sospettano tragitti multipli, la RMN del perineo è l'esame di riferimento. Fornisce una mappa dettagliata del tragitto fistoloso e dei suoi rapporti con gli sfinteri anali, informazioni indispensabili per pianificare l'intervento chirurgico.
Esplorazione in anestesia
In casi selezionati, quando la RMN non è dirimente o la fistola è particolarmente complessa, l'esplorazione chirurgica in anestesia permette di valutare direttamente il tragitto. Spesso coincide con il primo tempo chirurgico (posizionamento del setone drenante).
La VAAFT come strumento diagnostico e terapeutico
La VAAFT (Video-Assisted Anal Fistula Treatment) utilizza un fistuloscopio — un sottile endoscopio dedicato — che viene introdotto nel tragitto fistoloso permettendo di visualizzarlo dall'interno in tempo reale. Questo approccio ha un duplice valore: diagnostico, perché permette di identificare con precisione tragitti secondari non visibili alla RMN, e terapeutico, perché consente di trattare la fistola nella stessa seduta.
→ Per i dettagli sulle tecniche chirurgiche e il video della procedura VAAFT, vai alla pagina: Fistola Anale: la Terapia Chirurgica
Fistola o altra malattia?
Le perdite e il dolore perianale sono sintomi comuni a diverse condizioni. Ecco le più frequenti con cui la fistola può essere confusa:

Quando consultare lo specialista
Consultare un proctologo senza ritardo in presenza di:
-
dolore perianale persistente anche a riposo
-
gonfiore vicino all'ano con febbre
-
perdite di pus o siero dalla zona anale
-
piccola apertura sulla cute vicino all'ano con perdite ricorrenti
-
episodi ripetuti di ascessi nella stessa zona
La fistola anale non guarisce spontaneamente. Più a lungo si rimanda la valutazione, più l'infezione può estendersi, rendendo il trattamento più complesso. Una diagnosi precoce consente quasi sempre un intervento meno invasivo e una guarigione più rapida.

Come prenotare una visita proctologica a Roma
con il Dott. Daffinà
Prenota online, in pochi secondi e senza attese telefoniche utilizzando il pusante
(Apre miodottore in una nuova scheda)
Oppure, visita questa pagina per avere tutte le informazioni
Domande frequenti
Sull'ascesso anale
Ho un gonfiore doloroso vicino all'ano: è un ascesso o un'emorroide trombizzata?
Entrambe le condizioni causano dolore e gonfiore, ma hanno caratteristiche diverse. L'ascesso tende a peggiorare rapidamente nell'arco di ore o pochi giorni, è spesso accompagnato da febbre e malessere generale, e la tumefazione è calda, arrossata e molto dolente. L'emorroide trombizzata compare improvvisamente ma il dolore tende a stabilizzarsi o migliorare dopo 2-3 giorni, non causa febbre e la tumefazione ha un colore bluastro. In caso di dubbio, una valutazione specialistica permette di distinguere le due condizioni.
Posso curare l'ascesso con antibiotici senza intervento?
No, nella grande maggioranza dei casi. Gli antibiotici da soli non sono in grado di eliminare una raccolta di pus già formata: possono attenuare temporaneamente i sintomi, ma l'infezione rimane e può estendersi in profondità, causando complicanze più gravi. Il trattamento dell'ascesso è il drenaggio chirurgico. Gli antibiotici possono essere prescritti come supporto, ma non sostituiscono l'intervento.
L'intervento per l'ascesso è doloroso?
L'intervento viene eseguito in anestesia (locale o spinale), quindi non si avverte dolore durante la procedura. Dopo il drenaggio, il sollievo dal dolore è quasi immediato: la pressione del pus viene eliminata e il dolore intenso che caratterizzava l'ascesso scompare rapidamente. Nei giorni successivi può persistere un fastidio nella zona, gestibile con comuni analgesici.
Quanto tempo ci vuole per guarire dopo il drenaggio?
La ferita viene lasciata aperta per permettere la guarigione dall'interno verso l'esterno. I tempi variano da 2 a 6 settimane, a seconda delle dimensioni dell'ascesso e della sua localizzazione. Sono necessarie medicazioni regolari, che possono essere eseguite a domicilio dopo le prime istruzioni.
Come faccio a sapere se l'ascesso si sta trasformando in fistola?
Dopo la guarigione apparente, se compaiono perdite persistenti di siero o pus dalla cicatrice, episodi ricorrenti di gonfiore e dolore nella stessa zona, o se si nota una piccola apertura sulla cute che non si chiude, è probabile che si sia formata una fistola. Una visita di controllo dal proctologo permette di verificare la situazione.
Sulla fistola anale
La fistola può guarire da sola?
No. A differenza di una normale ferita, la fistola è un tragitto rivestito internamente da tessuto che non ha la capacità di chiudersi spontaneamente. Inoltre, la comunicazione con il canale anale mantiene attiva l'infezione. Senza trattamento, la fistola tende a persistere indefinitamente, con periodi di relativa quiescenza alternati a riacutizzazioni.
Devo per forza operarmi?
Nella quasi totalità dei casi, sì. La chirurgia è l'unico trattamento in grado di eliminare definitivamente la fistola. L'unica eccezione riguarda le fistole associate al morbo di Crohn attivo, dove può essere necessario prima controllare l'infiammazione con terapia medica. In tutti gli altri casi, rimandare l'intervento non fa che prolungare i sintomi e può rendere il trattamento più complesso.
L'intervento per la fistola è rischioso per la continenza?
Il rischio per la continenza dipende dalla complessità della fistola e dalla tecnica chirurgica utilizzata. Le fistole semplici, che coinvolgono una minima porzione dello sfintere, possono essere trattate con tecniche che comportano un rischio molto basso. Le fistole complesse richiedono approcci più articolati, specificamente progettati per preservare la funzione sfinterica. Il chirurgo valuterà il tuo caso specifico e ti spiegherà i rischi e i benefici delle diverse opzioni.
Cos'è il setone e quanto tempo devo tenerlo?
Il setone è un filo chirurgico che viene fatto passare attraverso il tragitto della fistola. Ha la funzione di mantenere aperto il drenaggio, permettendo all'infezione di risolversi, e di preparare la fistola all'intervento definitivo. Il tempo di permanenza varia da alcune settimane a qualche mese, a seconda del caso. Convivere con il setone può essere fastidioso, ma è un passaggio importante per ottimizzare i risultati del trattamento definitivo.
→ Per approfondire: Sopravvivere al setone nell'ano
La fistola può tornare dopo l'intervento?
Le recidive sono possibili, con un'incidenza che varia a seconda della complessità della fistola e della tecnica utilizzata. In generale, le fistole semplici hanno tassi di recidiva bassi (5-10%), mentre le fistole complesse possono recidivare più frequentemente (15-25%). Il rispetto delle indicazioni post-operatorie e i controlli di follow-up sono importanti per individuare precocemente eventuali recidive.
Ho avuto più ascessi nella stessa zona: è normale?
Ascessi ricorrenti nella stessa sede suggeriscono la presenza di una fistola sottostante non ancora diagnosticata o non completamente trattata. In questi casi è importante una valutazione approfondita, eventualmente con risonanza magnetica, per identificare il tragitto fistoloso e pianificare un trattamento definitivo. Inoltre, ascessi ricorrenti o fistole complesse possono essere il primo segno di una malattia infiammatoria intestinale come il morbo di Crohn.
Domande comuni a entrambe le condizioni
Posso fare attività fisica con un ascesso o una fistola?
Durante la fase acuta dell'ascesso è consigliabile il riposo. Dopo il drenaggio, l'attività fisica leggera (camminare) può essere ripresa appena il dolore lo consente. Con una fistola in fase cronica, l'attività fisica è generalmente possibile, evitando sport che comportano sfregamento o pressione prolungata sulla zona (ciclismo, equitazione). Se è presente un setone, le indicazioni variano a seconda del caso.
Posso andare al mare o in piscina?
Con una ferita aperta dopo drenaggio di ascesso, è preferibile evitare l'immersione in acqua (mare, piscina, vasca da bagno) fino a guarigione avanzata, per ridurre il rischio di infezioni. La doccia è consentita. Con una fistola cronica o un setone, l'immersione è generalmente sconsigliata; consulta il tuo chirurgo per indicazioni specifiche.
L'ascesso o la fistola possono essere causati da scarsa igiene?
No, l'origine è quasi sempre l'ostruzione di una ghiandola anale, un evento che può verificarsi indipendentemente dall'igiene personale. Tuttavia, una buona igiene locale è importante per prevenire sovrainfezioni e favorire la guarigione dopo il trattamento.
Devo seguire una dieta particolare?
Non esiste una dieta specifica per ascesso o fistola. Tuttavia, mantenere feci morbide e regolari (con adeguato apporto di fibre e liquidi) riduce il trauma sulla zona durante la defecazione e favorisce la guarigione. Evitare la stipsi è particolarmente importante nel periodo post-operatorio.
Quanto tempo devo stare a casa dopo l'intervento?
Dipende dal tipo di intervento. Dopo un semplice drenaggio di ascesso, molti pazienti riprendono le attività quotidiane entro pochi giorni. Dopo interventi più complessi per fistola, il recupero può richiedere 1-3 settimane. Il chirurgo ti fornirà indicazioni specifiche in base alla procedura eseguita.
Posso avere rapporti sessuali?
Durante la fase acuta dell'ascesso e nelle prime settimane dopo l'intervento è consigliabile astenersi. Con una fistola cronica, i rapporti sono generalmente possibili, ma possono essere condizionati dal fastidio locale. I rapporti anali sono sconsigliati fino a completa guarigione. Parla apertamente con il tuo chirurgo per indicazioni personalizzate.
Bibliografia
-
Gaertner WB, Burgess PL, Davids JS, et al. The American Society of Colon and Rectal Surgeons Clinical Practice Guidelines for the Management of Anorectal Abscess, Fistula-in-Ano, and Rectovaginal Fistula. Diseases of the Colon and Rectum. 2022;65(8):964-985.
-
Gandhi ND, Alibo EO, Gipe JH. Anal Abscess and Fistula. The Surgical Clinics of North America. 2026;106(1):51-63.
-
Mersal M, Embaby O, Ayyad M, et al. Beyond the Knife: A Contemporary Review of Subcutaneous Abscesses. ANZ Journal of Surgery. 2025. doi:10.1111/ans.70442.
-
Tarasconi A, Perrone G, Davies J, et al. Anorectal Emergencies: WSES-AAST Guidelines. World Journal of Emergency Surgery. 2021;16(1):48.
-
Ommer A, Herold A, Berg E, et al. German S3 Guidelines: Anal Abscess and Fistula (Second Revised Version). Langenbeck's Archives of Surgery. 2017;402(2):191-201.
-
Włodarczyk M, Włodarczyk J, Sobolewska-Włodarczyk A, et al. Current Concepts in the Pathogenesis of Cryptoglandular Perianal Fistula. The Journal of International Medical Research. 2021;49(12):3000605211059186.
-
Sahnan K, Askari A, Adegbola SO, et al. Natural History of Anorectal Sepsis. The British Journal of Surgery. 2017;104(13):1857-1865.
-
Sahnan K, Askari A, Adegbola SO, et al. Persistent Fistula After Anorectal Abscess Drainage: Local Experience of 11 Years. Diseases of the Colon and Rectum. 2019;62(3):327-332.
-
Expert Panel on Gastrointestinal Imaging, Levy AD, Liu PS, et al. ACR Appropriateness Criteria® Anorectal Disease. Journal of the American College of Radiology. 2021;18(5S):S98-S113.
-
Emile SH, Khan SM, Adejumo A, et al. Ligation of intersphincteric fistula tract (LIFT) in treatment of anal fistula: An updated systematic review, meta-analysis, and meta-regression of the predictors of failure. Surgery. 2020;167(2):484-492.
-
Garg P, Singh P, Kaur B. Long-Term Outcome of Video-Assisted Anal Fistula Treatment (VAAFT) in Complex Perianal Fistula: A Prospective Study. Diseases of the Colon and Rectum. 2021;64(2):201-207.
-
Stellingwerf ME, van Praag EM, Tozer PJ, et al. Systematic review and meta-analysis of endorectal advancement flap and ligation of the intersphincteric fistula tract for cryptoglandular and Crohn's high perianal fistulas. BJS Open. 2019;3(3):231-241.
-
Panes J, Rimola J. Perianal fistulizing Crohn's disease: pathogenesis, diagnosis and therapy. Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology. 2017;14(11):652-664.
-
Lee MJ, Heywood N, Sagar PM, et al. Surgical management of fistula-in-ano: a survey of the Association of Coloproctology of Great Britain and Ireland. Colorectal Disease. 2017;19(5):458-462.
-
Adegbola SO, Sahnan K, Tozer PJ, et al. Review of local injection of anti-TNF for perianal fistulising Crohn's disease. International Journal of Colorectal Disease. 2017;32(11):1539-1544.
-
Ratto C, Litta F, Lucchetti D, et al. Adipose-derived stem cells in the treatment of perianal fistulas: results of a phase II study. Techniques in Coloproctology. 2023;27(1):51-60.
-
Garcia-Olmo D, Guadalajara H, Rubio-Perez I, et al. Recurrent anal fistulae: limited surgery supported by stem cells. World Journal of Gastroenterology. 2015;21(11):3330-3336.
-
Gallo G, Martellucci J, Sturiale A, et al. Consensus statement of the Italian Society of Colorectal Surgery (SICCR): management and treatment of complex anal fistula. Techniques in Coloproctology. 2021;25(12):1305-1320.
-
de Groof EJ, Cabral VN,";"; Buskens CJ, et al. Systematic review of evidence and consensus on perianal fistula: an analysis of national and international guidelines. Colorectal Disease. 2016;18(4):O119-O134.
-
Vogel JD, Johnson EK, Morris AM, et al. Clinical Practice Guideline for the Management of Anorectal Abscess, Fistula-in-Ano, and Rectovaginal Fistula. Diseases of the Colon and Rectum. 2016;59(12):1117-1133.

Come prenotare una visita proctologica a Roma
con il Dott. Daffinà
Prenota online, in pochi secondi e senza attese telefoniche utilizzando il pusante
(Apre miodottore in una nuova scheda)
Oppure, visita questa pagina per avere tutte le informazioni
