
Dott. Antonio Daffinà
proctologoaroma.it
Aggiornato il 16/1/2026
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Prolasso Rettale: Guida Illustrata a Cause, Sintomi e Trattamento
Il Prolasso Rettale è una condizione complessa, progressiva e spesso misconosciuta. Una diagnosi tempestiva e una corretta valutazione clinica permettono di pianificare il trattamento più adeguato, migliorando la qualità di vita del paziente.

Figura 1: schema dei rapporti anatomici normali fra il Retto, il Canale Anale (CA), lo Sfintere Anale Esterno (1), il muscolo Puborettale (2), il muscolo Elevatore dell’Ano (3), lo Sfintere Anale Interno (4) i Vasi Emorroidari Interni (5) e i Vasi Emorroidari Esterni (6).
Cos'è il Prolasso Rettale
Il Prolasso Rettale consiste in una perdita dei rapporti anatomici fra il retto, le sue strutture di sostegno ed il canale anale. (Figura 1)
Esistono tre forme principali:
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Prolasso Mucoso: la sola mucosa rettale, sovrabbondante e distaccata dalla muscolatura del retto (che resta al suo posto!), scivola nel canale anale e sporge all'esterno dell'ano. È una condizione più frequente nelle donne e può essere osservata in tutte le età. (Figura 2)

Figura 2: nel Prolasso Mucoso la mucosa rettale scivola nel canale anale, stabilmente o durante la defecazione. Ne deriva una parziale ostruzione al passaggio delle feci che viene superata con uno sforzo defecatorio maggiore. La defecazione diviene meno efficiente e, spesso, incompleta. Il protrarsi di questa condizione diventa causa del suo stesso peggioramento.
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Prolasso Rettale Interno: l’intera parete del retto si invagina su sé stessa e si impegna nel canale anale, fuoriuscendo dall'ano durante la defecazione. È una condizione più complessa della precedente che consegue al cedimento dei sistemi di supporto che fissano il retto nella pelvi. (Figura 3-5)

Figura 3: nel Prolasso Rettale Interno l’intera parete del retto si invagina nel canale anale e sporge dall’ano, stabilmente o durante la defecazione. Anche in questo caso l'espulsione delle feci viene ostacolato, richiedendo uno sforzo defecatorio maggiore che, persistendo, causerà un peggioramento del quadro clinico.

Figura 4: il Prolasso rettale Interno può essere occulto e presentarsi come una semplice patologia emorroidaria, rendendosi evidente con la defecazione.

Figura 5: stesso caso della figura precedente durante il ponzamento. La mucosa rettale si distingue dalle emorroidi per l’andamento circonferenziale delle pliche mucose. In questi casi coesiste spesso una malattia emorroidaria.
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Prolasso Rettale Esterno (detto anche Completo o Procidenza Anale): tutta la parete del retto si invagina in se stessa e fuoriesce dall'ano come un calzino rovesciato. Consegue ad un cedimento più esteso dei sistemi di ancoraggio del retto alle pareti della pelvi. Frequentemente coinvolge anche il colon sigmoideo. (Figura 6)

Figura 6: L’intera parete del retto e parte del sigma sporgono all’esterno dell’ano. Nelle forme iniziali questo accade solo durante la defecazione. Nelle forme più avanzate si manifesta anche con la sola contrazione della parte addominale, gli starnuti o la tosse. La mucosa rettale presenta lesioni superficiali per i ripetuti traumi che subisce quando il prolasso è all'esterno dell'ano. Le perdite ematiche e la mucorrea sono costanti.
Cause del Prolasso Rettale
I meccanismi fisiopatologici alla base del prolasso rettale non sono ancora completamente compresi. È verosimile che si tratti di una condizione multifattoriale, in cui diversi elementi concorrono contemporaneamente.
Un fattore importante sembra essere l’alterazione del collagene, che favorisce il distacco della mucosa rettale dalla tonaca muscolare a cui normalmente è adesa, contribuendo così all’insorgenza del prolasso mucoso.
Un ruolo significativo è giocato anche dalla debolezza delle strutture legamentose che ancorano il retto e il sigma alle pareti pelviche. Questo indebolimento può predisporre sia al prolasso interno che a quello esterno. L’associazione tra alterazioni del collagene e prolasso è confermata dall’elevata incidenza di questa condizione nei pazienti affetti da collagenopatie come la sclerodermia.
Nel lattante, una debolezza del collagene (probabilmente legata a un’immaturità strutturale) rappresenta un fattore determinante per il prolasso mucoso, condizione che tende a risolversi spontaneamente una volta rimossa la causa scatenante.
La stipsi cronica è quasi sempre presente nei pazienti con prolasso rettale, soprattutto nei casi di Sindrome della Defecazione Ostruita (SDO). Altre condizioni che determinano stipsi cronica, come l’Inerzia Colica, la discinesia addominopelvica e alcune malattie neurologiche o psichiatriche, possono anch’esse contribuire allo sviluppo del prolasso.
Lo sforzo eccessivo durante l’evacuazione (straining), tipico dei soggetti stitici, può favorire l’erniazione del retto nel canale anale. Questo processo provoca lo stiramento e l’indebolimento progressivo delle strutture di sostegno del retto, anche indipendentemente dalle caratteristiche del collagene, e peggiora nel tempo la condizione di prolasso.
L’età avanzata, i traumi ostetrici e alcuni interventi chirurgici pelvici contribuiscono all’indebolimento del pavimento pelvico e del canale anale, facilitando così il prolasso rettale.
In sintesi, i principali fattori favorenti il prolasso rettale sono:
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Età avanzata
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Multiparità
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Traumi ostetrici
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Interventi chirurgici sugli organi pelvici
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Stipsi cronica
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Malattie respiratorie con tosse o starnuti frequenti (es. bronchite cronica, rinite allergica)
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Malattie neurologiche degenerative
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Disturbi psichiatrici
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Parassitosi intestinali (in età infantile)
Sintomi del Prolasso Rettale
Il sintomo più evidente è rappresentato dalla fuoriuscita del retto dall’ano. È una condizione che il paziente avverte, ma che, nelle forme iniziali, può essere confusa con una patologia emorroidaria che, peraltro, spesso coesiste.
L'evidenza del prolasso può mancare quando si manifesta solo in occasione della defecazione o quando è occulto. In questi casi sono quasi sempre presenti altri sintomi, come:
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Una sensazione di pressione o ingombro anale
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La percezione di incompleta evacuazione
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La perdita di muco, feci o sangue
Nel 50-75% dei casi il prolasso rettale si accompagna a incontinenza fecale; nel 25-50% dei casi si associa stipsi. Quindi, incontinenza e stipsi possono coesistere.
L’incontinenza è dovuta a più fattori: la presenza del retto nel canale anale ne impedisce la sua chiusura completa, stimola continuamente il riflesso della defecazione e causa uno stiramento continuo degli sfinteri e dei nervi pudendi che vengono danneggiati.
La stipsi, spesso preesistente, viene peggiorata dall’invaginazione del retto in sé stesso e al suo impegno nel canale anale, con conseguente ostacolo alla progressione delle feci. Altri fattori che contribuiscono alla costipazione sono la dissinergia pelvica e le alterazioni della motilità del colon.
Il prolasso rettale è una condizione destinata a peggiorare nel tempo e a diventare sempre più invalidante, contribuendo all’isolamento sociale e allo scadimento cognitivo del paziente anziano. Quindi, non deve essere sottovalutata o trascurata.
La continua perdita di feci e muco può causare alterazioni della cute perianale, anemizzazione (per il micro-sanguinamento continuo) e la formazione di ulcere sulla parete rettale (per il traumatismo continuo).
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Diagnosi del Prolasso Rettale
La diagnosi del prolasso rettale è agevole e si basa sull'anamnesi e sulla valutazione clinica del paziente. Durante la visita, lviene valutata l'estensione e la gravità del prolasso.
Possono essere richiesti alcuni esami per confermare la diagnosi ed escludere la coesistenza di altre malattie. Questi sono:
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La RM-Defecografia, in alternativa la defecografia tradizionale, consente di studiare tutti gli organi pelvici, sia a riposo che durante la defecazione simulata.
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La Manometria Anorettale valuta la funzionalità degli sfinteri
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La Colonscopia, per escludere la presenza di lesioni nel colon e retto.
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L’Elettromiografia dei nervi pudendi, per escludere l’esistenza di un loro danno che ha compromesso la funzione sfinteriale.
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Nei casi complessi si valuta anche la presenza di prolassi associati (vescica, utero, intestino tenue)
Terapia del Prolasso Rettale
Il trattamento del prolasso rettale è prevalentemente chirurgico.
In tutte le forme, compatibilmente con le condizioni generali del paziente, è comunque raccomandata una terapia medica che prevede:
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una dieta ricca di fibre,
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una regolare attività fisica,
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un’adeguata idratazione,
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esercizi di riabilitazione del pavimento pelvico.
Queste misure possono contribuire ad alleviare i sintomi, ma non risolvono il prolasso. Alcuni disturbi associati, come stipsi e dolore, possono rispondere a trattamenti palliativi, ma la condizione strutturale richiede in genere un intervento chirurgico.
Obiettivi della chirurgia
L’intervento ha tre principali obiettivi:
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Eliminare il prolasso
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Correggere eventuali disturbi funzionali associati
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Evitare la comparsa di nuove disfunzioni intestinali
Tecniche chirurgiche principali
A seconda del tipo e della gravità del prolasso, possono essere impiegate diverse tecniche, ciascuna con indicazioni specifiche:
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STARR
Intervento resettivo eseguito per via transanale. È indicato in tutte le età per i prolassi mucosi o occulti. È descritto più approfonditamente in questa pagina. -
Interventi di Rettopessi addominale
Eseguita prevalentemente in laparoscopia, consiste nel fissare il retto alle pareti dello scavo pelvico. Esistono numerose varianti tecniche che possono essere o meno associate anche a resezioni del retto-sigmoidee.
Hanno una percentuale di successo che nei centri più qualificati raggiunge il 90%, con un’incidenza di recidiva tra l’8% e il 30% e complicanze post-operatorie dallo 0% al 20%. -
Procedura di Delorme
Intervento transanale che prevede la plicatura della parete muscolare del retto associata alla resezione di un anello mucoso. Il retto viene “ripiegato” e riposizionato, con sutura finale della mucosa al canale anale.
Nei prolassi fino a 5 cm, offre risultati sovrapponibili alla rettopessi addominale, con minori rischi operatori. -
Intervento di Altemeier
Resezione transanale del tratto di retto e sigma prolassati, con anastomosi del colon al canale anale e seguita manualmente o con suturatrice meccanica. Può essere eseguito in anestesia spinale.
Quando si associa la plastica dei muscoli elevatori dell’ano, l’incidenza di recidive è ridotta intorno al 7%.
Criteri per la scelta dell’intervento
La scelta della tecnica chirurgica dipende da diversi fattori:
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tipo e dimensione del prolasso,
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età del paziente,
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presenza di patologie associate,
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condizioni generali.
In generale:
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le rettopessi addominali sono preferite nei pazienti giovani, attivi e in buone condizioni generali;
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gli interventi transanali, che possono essere eseguiti in anestesia spinale, rappresentano un’opzione valida nei pazienti anziani o fragili, meno idonei a procedure maggiori per via addominale.
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La STARR rappresenta una valida alternativa agli interventi addominali per il trattamento del prolasso mucoso e il prolasso rettale interno.
Ritorno alla normalità dopo intervento per Prolasso Rettale con tecnica STARR
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La chirurgia del Prolasso Rettale, anche quando eseguita correttamente e secondo le giuste indicazioni, deve essere accompagnata da un percorso riabilitativo, da adeguate misure dietetiche e da modifiche comportamentali, al fine di ottimizzare i risultati e mantenerli stabili nel tempo.
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