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La Stipsi : cause, diagnosi e trattamento

Quando è un sintomo da non sottovalutare e quando un problema da risolvere

A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione marzo 2026

Quello che devi sapere subito

La stitichezza è uno dei disturbi più comuni nella popolazione generale, ma dietro questo termine si nascondono situazioni molto diverse tra loro. Capire di quale tipo di stipsi si tratta è il primo passo per affrontarla correttamente.

Due scenari fondamentali:

  1. La stipsi come sintomo di un'altra condizione: può essere il segnale di una malattia sottostante (neurologica, metabolica, ostruttiva) che richiede diagnosi e trattamento specifico

  2. La stipsi come problema a sé stante (stipsi funzionale o cronica idiopatica): non c'è una malattia organica, ma l'intestino non funziona come dovrebbe

Punti chiave:

  • La maggior parte dei casi si risolve con misure semplici: attività fisica, idratazione adeguata, dieta ricca di fibre, non ignorare lo stimolo evacuativo

  • La stipsi non trattata peggiora altre patologie proctologiche: emorroidi, ragadi, prolasso rettale. Trattare queste condizioni senza correggere la stipsi significa andare incontro a recidive

  • Lo psyllium è il trattamento di prima linea con efficacia documentata nell'85% dei casi

  • Il microbiota intestinale gioca un ruolo importante: spiega perché lo stesso trattamento funziona in alcuni pazienti e non in altri

  • Alcuni segnali richiedono attenzione immediata: stipsi di recente insorgenza, sangue nelle feci, perdita di peso, dolore addominale

Quando la stipsi è "normale"?

Nei paesi occidentali si considera normale una frequenza di evacuazioni che va da 2-3 volte al giorno a 2-3 volte a settimana. Più che la frequenza, conta la facilità dell'evacuazione e la consistenza delle feci.

Quando la stipsi è un segnale d'allarme

La stipsi può essere il primo sintomo di condizioni serie che richiedono una diagnosi tempestiva. Consulta il medico con urgenza se presenti uno o più di questi segnali:

 

Segnali d'allarme 

  • Stipsi di recente insorgenza o peggioramento improvviso, soprattutto dopo i 50 anni

  • Sangue nelle feci (rosso vivo o scuro)

  • Perdita di peso involontaria

  • Dolore addominale persistente

  • Addome disteso e dolente

  • Vomito, soprattutto se associato a impossibilità di evacuare gas

  • Anemia (pallore, stanchezza marcata)

  • Familiarità per tumori del colon-retto

  • Alternanza stipsi-diarrea di recente comparsa

 

Questi sintomi non significano necessariamente una malattia grave, ma richiedono accertamenti per escludere condizioni come neoplasie intestinali, occlusioni o malattie infiammatorie.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica. In caso di sintomi persistenti o segnali d'allarme, consulta il tuo medico.

In questa pagina

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  • Cos'è la stipsi

  • Stipsi come sintomo vs stipsi funzionale

  • Cause della stipsi

  • Il ruolo del microbiota

  • Stipsi e patologie proctologiche

  • Diagnosi: quali esami fare

  • Trattamento di primo livello

  • Quando servono i farmaci

  • Terapie di secondo livello

  • Domande frequenti

Cos'è la stipsi

La stipsi (o stitichezza, costipazione) è una condizione caratterizzata da evacuazioni difficoltose, poco frequenti o con sensazione di svuotamento incompleto.

Non è solo una questione di frequenza. Secondo i criteri diagnostici internazionali (Roma IV), si parla di stipsi funzionale quando sono presenti almeno due dei seguenti sintomi per almeno 3 mesi:

  • Sforzo eccessivo durante l'evacuazione (in più del 25% delle defecazioni)

  • Feci dure o caprine

  • Sensazione di evacuazione incompleta

  • Sensazione di ostruzione o blocco anorettale

  • Necessità di manovre manuali per facilitare l'evacuazione

  • Meno di 3 evacuazioni spontanee a settimana

La stipsi colpisce circa il 15-20% della popolazione adulta nei paesi occidentali, con prevalenza maggiore nelle donne e negli anziani.

Stipsi Funzionale vs Stipsi come sintomo di altra condizione: una distinzione fondamentale

Distinguere tra questi due scenari è essenziale per impostare il trattamento corretto.

 

La stipsi come sintomo di altra condizione

In questi casi, la stipsi è la manifestazione di una malattia sottostante che deve essere identificata e trattata:

Cause neurologiche:

- Morbo di Parkinson

- Sclerosi multipla

- Lesioni del midollo spinale

- Neuropatia diabetica

- Ictus

Cause metaboliche ed endocrine:

- Ipotiroidismo

- Diabete mellito

- Ipercalcemia

- Insufficienza renale cronica

Cause ostruttive:

- Neoplasie del colon-retto

- Stenosi intestinali (post-chirurgiche, post-radioterapia, infiammatorie)

- Compressioni esterne

Cause farmacologiche:

- Oppioidi (causa molto frequente)

- Anticolinergici

- Antidepressivi triciclici

- Calcio-antagonisti

- Integratori di ferro e calcio

- Antipsicotici

- Diuretici

La stipsi funzionale (o cronica idiopatica)

Quando gli accertamenti escludono cause organiche, si parla di stipsi funzionale. Può presentarsi in diverse forme:

 

Stipsi da transito lento (inerzia colica):

Il colon si contrae poco e le feci impiegano troppo tempo ad attraversarlo. Più comune nelle giovani donne.

 

Stipsi da defecazione ostruita (outlet obstruction):

Il problema è nell'ultima parte del percorso: difficoltà a espellere le feci nonostante lo stimolo. Può essere dovuta a:

  • Dissinergia del pavimento pelvico (i muscoli non si coordinano correttamente)

  • Prolasso rettale interno

  • Rettocele

  • Sindrome del puborettale

 

Stipsi a transito normale:

Il transito intestinale è nella norma, ma il paziente percepisce difficoltà evacuative. Spesso associata a sindrome dell'intestino irritabile.

Le cause della Stipsi Funzionale

La stipsi funzionale è multifattoriale. I principali fattori contribuenti sono:

Stile di vita

  • Dieta povera di fibre

  • Scarsa idratazione

  • Sedentarietà

  • Ignorare o rimandare lo stimolo evacuativo

  • Stress psicologico ed emotivo

  • Viaggi e cambiamenti di routine

Fattori anatomici e funzionali

  • Dissinergia addomino-pelvica

  • Prolasso rettale o mucoso

  • Rettocele

  • Sindrome del puborettale

Fattori ormonali

  • Gravidanza

  • Fase luteale del ciclo mestruale

  • Menopausa

Età

  • L'invecchiamento comporta rallentamento della motilità intestinale, riduzione della sensibilità rettale, minore attività fisica

Il ruolo del Microbiota

Un aspetto emergente nella comprensione della stipsi è il ruolo del microbiota intestinale, l'insieme dei microrganismi che popolano il nostro intestino.

Cosa sappiamo:

  • I pazienti con stipsi cronica presentano spesso un microbiota alterato rispetto ai soggetti sani (disbiosi)

  • Il microbiota influenza la motilità intestinale, la produzione di gas, la consistenza delle feci e la sensibilità viscerale

  • Esiste una stretta correlazione tra stipsi, sindrome dell'intestino irritabile e composizione del microbiota

Implicazioni pratiche:

Le caratteristiche individuali del microbiota spiegano perché lo stesso trattamento (fibre, probiotici, lassativi) funziona in alcuni pazienti e non in altri.

Non esiste un approccio "one size fits all": la terapia deve essere personalizzata, e talvolta sono necessari tentativi con diversi approcci prima di trovare quello efficace.

I probiotici possono avere un ruolo nel trattamento della stipsi, ma la loro efficacia varia molto da individuo a individuo. I ceppi più studiati sono Bifidobacterium lactis e Lactobacillus rhamnosus, ma le evidenze sono ancora in evoluzione.

Stipsi e malattie proctologiche: un circolo vizioso

Nella pratica clinica, la stipsi è frequentemente associata ad altre patologie proctologiche, sia come causa che come fattore aggravante:

Emorroidi. Lo sforzo evacuativo cronico aumenta la pressione sulle vene emorroidarie, favorendo la congestione e il prolasso. Trattare le emorroidi senza correggere la stipsi significa andare incontro a recidive.

 

Ragade anale. Le feci dure traumatizzano la mucosa del canale anale, causando la ragade. Il dolore induce il paziente a trattenere le feci, che diventano ancora più dure, perpetuando il problema.

 

Prolasso rettale. Lo sforzo evacuativo cronico indebolisce le strutture di sostegno del retto, favorendo il prolasso. Anche dopo l'intervento chirurgico, se la stipsi non viene corretta, il rischio di recidiva è elevato.

 

Fecaloma. La stipsi prolungata può portare alla formazione di fecaloma, soprattutto negli anziani e nei pazienti allettati.

 

Messaggio chiave: Qualsiasi trattamento di queste condizioni, inclusa la chirurgia, avrà risultati limitati nel tempo se non si affronta contemporaneamente il problema della stipsi.

Diagnosi: quali esami fare

Non tutti i pazienti con stipsi necessitano di esami approfonditi. L'approccio diagnostico dipende dalla presenza di segnali d'allarme, dall'età e dalla risposta ai trattamenti iniziali.

 

Valutazione di base

  • Anamnesi accurata: frequenza evacuativa, consistenza delle feci (scala di Bristol), sforzo, sensazione di svuotamento incompleto, farmaci assunti, dieta, attività fisica

  • Esame obiettivo: ispezione addominale, esplorazione rettale (fondamentale per valutare tono sfinteriale, presenza di fecaloma, masse, prolasso)

 

Esami di primo livello

  • Esami del sangue: emocromo, glicemia, TSH, calcemia, creatinina (per escludere cause metaboliche)

  • Colonscopia: indicata in presenza di segnali d'allarme, dopo i 50 anni, o se non è mai stata eseguita uno screening

 

Esami di secondo livello (in caso di stipsi refrattaria)

  • Studio dei tempi di transito intestinale: il paziente ingerisce capsule radio-opache e si eseguono radiografie seriali per valutare la velocità del transito

  • Manometria anorettale: valuta la funzione degli sfinteri e la coordinazione durante la defecazione. Fondamentale per diagnosticare la dissinergia

  • Defecografia o RM-defecografia: studia dinamicamente il processo di evacuazione, identificando prolassi, rettoceli, intussuscezioni

  • Test di espulsione del palloncino: valuta la capacità di espellere un palloncino riempito d'acqua dal retto

Terapia di I livello: le basi

La maggior parte dei casi di stipsi funzionale risponde a misure semplici ma che devono essere applicate con costanza.

1. Attività fisica regolare

È sorprendente quanto questa sola misura possa risolvere una stipsi, senza dover ricorrere ad altro. L'attività fisica stimola la motilità intestinale e migliora la regolarità.

  • Almeno 30 minuti al giorno, 4-5 volte a settimana

  • Anche una semplice camminata a passo sostenuto è efficace

  • L'effetto è dose-dipendente: più ci si muove, meglio funziona l'intestino

2. Idratazione adeguata

  • Almeno 1,5-2 litri di liquidi al giorno

  • Preferire acqua, tisane, brodi

  • Limitare alcol e bevande zuccherate

  • L'idratazione è particolarmente importante quando si aumenta l'apporto di fibre

3. Dieta ricca di fibre

  • Obiettivo: 25-30 grammi di fibre al giorno

  • Fonti: frutta fresca, verdura, legumi, cereali integrali

  • Aumentare gradualmente per evitare gonfiore e meteorismo

  • Le fibre senza adeguata idratazione possono peggiorare la stipsi

4. Non ignorare lo stimolo

  • Rispondere prontamente allo stimolo evacuativo

  • Stabilire una routine: tentare l'evacuazione alla stessa ora, preferibilmente dopo i pasti (sfruttando il riflesso gastro-colico)

  • Non avere fretta: dedicare tempo adeguato all'evacuazione

  • Posizione corretta: i piedi leggermente sollevati (sgabello) facilitano l'evacuazione

5. Psyllium (fibra solubile)

Quando le misure di base non sono sufficienti, lo psyllium (fibra solubile derivata dalla buccia dei semi di Plantago ovata) è il trattamento di prima scelta.

  • Efficacia documentata nell'85% dei casi

  • Trattiene acqua nel lume intestinale (fino a 10 volte il suo peso)

  • Produce feci morbide, voluminose e facili da espellere

  • Considerato il gold standard dalla letteratura scientifica internazionale

  • Dosaggio tipico: 3-10 grammi al giorno, con abbondante acqua

  • Effetto graduale: può richiedere alcuni giorni per manifestarsi

Quando servono i farmaci

Se le misure di primo livello non sono sufficienti dopo 4-6 settimane di applicazione costante, si passa ai trattamenti farmacologici.

Lassativi osmotici

Richiamano acqua nel lume intestinale, ammorbidendo le feci e stimolando la motilità.

  • Polietilenglicole (PEG/macrogol): efficace, ben tollerato, sicuro anche per uso prolungato. È il lassativo osmotico di prima scelta

  • Lattulosio: efficace ma può causare gonfiore e flatulenza

  • Sali di magnesio: efficaci ma da usare con cautela in pazienti con insufficienza renale

 

Lassativi stimolanti

Agiscono direttamente sulla muscolatura del colon, stimolando le contrazioni.

  • Bisacodile, senna, picosolfato

  • Efficaci per uso occasionale

  • L'uso prolungato richiede supervisione medica

  • Non causano "dipendenza" come si credeva in passato, ma è preferibile non usarli come unica terapia a lungo termine

 

Lassativi lubrificanti

  • Olio di vaselina: ammorbidisce le feci e ne facilita il passaggio

  • Utile occasionalmente, non per uso cronico (può interferire con l'assorbimento di vitamine liposolubili)

 

Supposte e microclismi

  • Supposte di glicerina: effetto lubrificante e lievemente stimolante

  • Microclismi: utili per evacuazioni occasionali difficoltose

  • Non risolvono il problema di base ma possono essere utili come "rescue therapy"

Terapie di II livello

Quando i lassativi tradizionali non sono efficaci, esistono farmaci più specifici che agiscono con meccanismi diversi. Questi trattamenti richiedono prescrizione medica e sono generalmente gestiti dal gastroenterologo.

 

Secretagoghi intestinali

  • Linaclotide: agonista della guanilato ciclasi C, aumenta la secrezione di liquidi nel lume intestinale e accelera il transito. Efficace anche nel dolore addominale associato a sindrome dell'intestino irritabile con stipsi

  • Plecanatide: meccanismo simile alla linaclotide

  • Lubiprostone: attivatore dei canali del cloro, aumenta la secrezione intestinale

 

Procinetici

  • Prucalopride: agonista selettivo dei recettori 5-HT4, stimola la motilità del colon. Particolarmente utile nella stipsi da transito lento

 

Biofeedback

Per la dissinergia del pavimento pelvico, il biofeedback è il trattamento di scelta. Attraverso esercizi guidati, il paziente impara a coordinare correttamente i muscoli durante la defecazione. Efficacia del 70-80% nei pazienti correttamente selezionati.

 

Irrigazione transanale

Nei casi refrattari, l'irrigazione transanale (TAI) può essere un'opzione efficace, soprattutto nei pazienti con cause neurologiche.

 

Chirurgia

Riservata a casi molto selezionati:

  • Colectomia subtotale con anastomosi ileo-rettale per inerzia colica grave refrattaria

  • Correzione chirurgica di prolasso rettale, rettocele significativo

  • I risultati sono variabili e la selezione dei pazienti è cruciale

Domande frequenti

Quante volte al giorno (o a settimana) è normale evacuare?

La frequenza "normale" varia molto da persona a persona: da 3 volte al giorno a 3 volte a settimana. Più che la frequenza, conta la facilità dell'evacuazione e la consistenza delle feci. Se evacui senza sforzo e le feci sono morbide e formate, la tua frequenza è probabilmente normale per te.

 

I lassativi creano dipendenza?

È un mito diffuso ma non del tutto corretto. I lassativi osmotici (come il PEG) e le fibre (come lo psyllium) sono sicuri anche per uso prolungato e non creano dipendenza. I lassativi stimolanti (senna, bisacodile) possono essere usati anche a lungo termine sotto supervisione medica, senza i rischi di "intestino pigro" che si temevano in passato.

Perché lo stesso trattamento funziona per alcuni e non per altri?

Il microbiota intestinale, la motilità del colon, la sensibilità viscerale e la funzione del pavimento pelvico variano molto da persona a persona. Questo spiega perché la terapia deve essere personalizzata e talvolta sono necessari diversi tentativi prima di trovare l'approccio efficace.

La stipsi può causare emorroidi?

Sì. Lo sforzo evacuativo cronico aumenta la pressione sulle vene emorroidarie, favorendo la congestione e il prolasso. Correggere la stipsi è fondamentale sia per prevenire che per trattare le emorroidi.

Devo preoccuparmi se la stipsi è comparsa improvvisamente?

Una stipsi di recente insorgenza, soprattutto dopo i 50 anni, merita sempre una valutazione medica. Può essere dovuta a cause banali (cambio di abitudini, farmaci, stress) ma è importante escludere cause organiche, incluse le neoplasie.

 

I probiotici sono utili per la stipsi?

Possono esserlo, ma l'efficacia varia molto da persona a persona. Non esiste un probiotico "universale" per la stipsi. Vale la pena provarli, ma se non funzionano dopo 4-6 settimane, è inutile insistere con lo stesso prodotto.

Quanta acqua devo bere?

Almeno 1,5-2 litri al giorno, di più se fa caldo o se si pratica attività fisica. L'idratazione è particolarmente importante quando si aumenta l'apporto di fibre: le fibre senza acqua possono peggiorare la stipsi.

 

Posso usare i clisteri regolarmente?

I clisteri occasionali non sono dannosi, ma non dovrebbero essere la soluzione abituale. Se hai bisogno di clisteri frequenti per evacuare, è il momento di consultare uno specialista per capire la causa e impostare un trattamento più appropriato.

La stipsi può essere un sintomo di tumore?

Può esserlo, ma nella grande maggioranza dei casi la stipsi ha cause benigne. I segnali che devono far sospettare qualcosa di più serio sono: stipsi di recente insorgenza (soprattutto dopo i 50 anni), sangue nelle feci, perdita di peso, anemia. In presenza di questi sintomi, è indicata una colonscopia.

Quando devo consultare uno specialista?

Quando le misure di primo livello (fibre, idratazione, attività fisica, psyllium) e i lassativi comuni non sono sufficienti dopo un periodo di trattamento adeguato (6-8 settimane), è opportuno consultare un gastroenterologo per una valutazione più approfondita e l'eventuale prescrizione di terapie di secondo livello.

Il Dott. Daffinà sorridente nel corridoio del reparto

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