Dott. Antonio Daffinà
proctologoaroma.it
Cisti Pilonidale: una guida completa
A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione del testo 17 aprile 2026
Quello che devi sapere subito
La cisti pilonidale (detta anche sinus pilonidalis o cisti sacrococcigea) è una condizione benigna ma fastidiosa che si sviluppa nella piega tra i glutei, a livello del coccige. È causata dall'accumulo sottocutaneo di peli, detriti cutanei e fibre tessili.
Punti chiave:
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Colpisce prevalentemente i giovani maschi tra i 15 e i 30 anni, ma può presentarsi a qualsiasi età
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Nella fase iniziale è spesso asintomatica: molte persone non sanno di averla finché non si infetta
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Quando si infetta, si trasforma in un ascesso doloroso che richiede trattamento tempestivo
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La chirurgia è l'unico trattamento definitivo, ma oggi esistono tecniche mininvasive con recupero rapido
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Intervenire nella fase asintomatica permette un intervento più semplice e una guarigione più veloce
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La prevenzione (igiene, depilazione, evitare sedute prolungate) riduce significativamente il rischio di sviluppo e recidiva
Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica specialistica. In caso di sintomi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.
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Cos'è la Cisti Pilonidale
La cisti pilonidale è una sacca che si forma nel tessuto sottocutaneo della piega glutea, nella zona del coccige. Al suo interno si accumulano peli, cellule morte della pelle e piccole fibre tessili provenienti dagli indumenti.
Il termine "pilonidale" deriva dal latino pilus (pelo) e nidus (nido): letteralmente, un "nido di peli". Questa definizione descrive bene ciò che si trova all'interno della cisti quando viene aperta chirurgicamente.
Sinonimi di questa condizione sono Sinus Pilonidale e Cisti sacrocoggigea.
Non si tratta di una malformazione congenita, ma di una condizione acquisita che si sviluppa nel corso della vita, tipicamente durante l'adolescenza o la prima età adulta.
Come si forma la cisti pilonidale
La formazione della cisti pilonidale avviene attraverso un meccanismo semplice ma insidioso, che si sviluppa in due fasi distinte.
Fase 1: Formazione (lenta e silenziosa)
Tutto inizia da un follicolo pilifero. Quando un pelo cade, lascia dietro di sé un minuscolo canale nella pelle. I movimenti dei glutei — camminando, sedendosi, alzandosi — creano un'alternanza continua di compressioni e dilatazioni di questo canale.
Durante le fasi di dilatazione, piccoli frammenti vengono letteralmente "risucchiati" all'interno:
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Frammenti di peli (propri o di altre persone, nel caso di barbieri o parrucchieri)
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Cellule morte della pelle
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Fibre tessili e pilucchi degli indumenti
Una volta entrati, questi materiali non riescono più a uscire: l'apertura esterna è troppo piccola. Con il passare del tempo — mesi o anche anni — il materiale si accumula e il follicolo si trasforma in una vera e propria cisti.
Questa fase può durare a lungo senza dare alcun sintomo. Molte persone scoprono di avere una cisti pilonidale solo quando si infetta.
Fase 2: Infezione (rapida e dolorosa)
Prima o poi, i batteri normalmente presenti sulla pelle colonizzano la cisti. A questo punto l'evoluzione è rapida: nel giro di pochi giorni si forma un ascesso, cioè una raccolta di pus sotto pressione.
I sintomi compaiono all'improvviso:
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Gonfiore evidente nella piega glutea
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Arrossamento della pelle sovrastante
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Dolore intenso, soprattutto stando seduti
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Febbre e malessere generale nei casi più importanti
L'ascesso può rompersi spontaneamente, drenando il pus all'esterno con sollievo immediato. Tuttavia, questo non risolve il problema: la cisti rimane e tende a reinfettarsi, dando inizio alla fase cronica.

FIGURA 1. Come si forma il sinus pilonidale: nella prima fase, frammenti di peli, detriti cutanei e fibre tessili penetrano attraverso un minuscolo poro nella piega glutea, accumulandosi lentamente in una cavità sottocutanea che cresce nel tempo senza dare sintomi. Nella seconda fase, i batteri infettano la cisti trasformandola in un ascesso: il gonfiore aumenta rapidamente, la pelle si arrossa e compaiono dolore intenso e febbre. Riconoscere i primi segnali permette di intervenire prima che l'infezione si estenda.
Fattori di rischio
Alcune condizioni aumentano la probabilità di sviluppare una cisti pilonidale. Conoscerle è utile sia per la prevenzione che per capire perché questa condizione colpisce alcune persone e non altre.
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Età e sesso. La cisti pilonidale è molto più frequente nei maschi giovani, tra i 15 e i 30 anni. Dopo i 40 anni diventa rara. Questa distribuzione è legata sia alla maggiore pelosità maschile sia alle caratteristiche della pelle in età giovanile.
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Pelosità abbondante. Avere peli folti e rigidi nella zona lombare e glutea facilita la penetrazione dei frammenti nel sottocute. Non a caso, la cisti pilonidale è più frequente in alcune etnie con caratteristiche pilifere specifiche.
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Sedentarietà e posizione seduta prolungata. Chi trascorre molte ore seduto — per lavoro, studio o abitudine — sottopone la zona sacrococcigea a una pressione continua che favorisce il meccanismo di "risucchio" dei detriti. Autisti, impiegati e studenti sono categorie a rischio aumentato.
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Sudorazione e umidità. Il sudore macera la pelle e facilita l'ingresso di materiali estranei nei follicoli. L'estate e l'attività fisica intensa possono peggiorare la situazione.
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Igiene insufficiente. Una pulizia non accurata della piega glutea favorisce l'accumulo di peli caduti, cellule morte e residui tessili.
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Abbigliamento stretto. Jeans attillati, biancheria intima sintetica e indumenti che creano attrito aumentano l'irritazione locale.
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Sovrappeso e obesità. L'eccesso di peso aumenta la profondità della piega glutea, creando un ambiente più favorevole all'accumulo di detriti e alla macerazione cutanea.
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Conformazione anatomica. Alcune persone hanno una piega glutea più profonda o un coccige più prominente, condizioni che predispongono allo sviluppo della cisti.
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Professioni a rischio. Barbieri e parrucchieri possono sviluppare cisti pilonidali anche in sedi atipiche (mani, spazi interdigitali) per il contatto continuo con peli tagliati.
Sintomi: le tre fasi della malattia
La cisti pilonidale può presentarsi in modi molto diversi, a seconda dello stadio in cui si trova. Riconoscere la fase è importante perché determina il tipo di trattamento più appropriato.
Fase asintomatica (silente)
Nelle fasi iniziali, la cisti non dà alcun disturbo. Il paziente non sa di averla.
L'unico segno visibile può essere un piccolo nodulo nel fondo della piega glutea, talvolta con un forellino (chiamato "pit" o fistola cieca) da cui può sporgere un pelo. Questo pelo, in realtà, è un frammento privo di radice che può essere sfilato facilmente: è un segno tipico di sinus pilonidalis non ancora infetto.
Questa fase può durare mesi o anni. Alcune persone convivono con una cisti asintomatica per tutta la vita senza mai avere problemi. Altre, invece, vanno incontro all'infezione.
Fase acuta (ascesso pilonidale)
Quando la cisti si infetta, la situazione cambia rapidamente. Nel giro di pochi giorni si forma un ascesso: una raccolta di pus sotto pressione che causa sintomi evidenti.
I sintomi tipici dell'ascesso pilonidale sono:
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Tumefazione nella piega glutea, calda e tesa al tatto
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Arrossamento della pelle sovrastante
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Dolore intenso, soprattutto stando seduti o alla palpazione
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Fuoriuscita di pus maleodorante se l'ascesso si apre spontaneamente
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Febbre e malessere generale nei casi più importanti
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Linfonodi inguinali ingrossati come segno di infiammazione
L'ascesso può rompersi da solo, drenando il pus all'esterno con sollievo quasi immediato. Tuttavia, il drenaggio spontaneo (o chirurgico) dell'ascesso risolve l'infezione acuta ma non elimina la cisti sottostante, che tende a reinfettarsi.
Fase cronica (malattia pilonidale recidivante)
Se la cisti non viene trattata definitivamente, si entra nella fase cronica. Questa è caratterizzata da:
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Episodi ricorrenti di infiammazione e dolore
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Fuoriuscita periodica di secrezioni purulente o sierose
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Presenza di uno o più orifizi fistolosi visibili nella piega glutea
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Cicatrizzazione incompleta con zone che si riaprono periodicamente
La fase cronica può durare anni, con periodi di relativo benessere alternati a riacutizzazioni. Ogni episodio infettivo tende ad estendere la cisti e a rendere più complesso il trattamento successivo.
Diagnosi
La diagnosi di cisti pilonidale è clinica: nella grande maggioranza dei casi, la visita specialistica è sufficiente per confermare la presenza della malattia.
Il proctologo esamina la piega glutea alla ricerca dei segni caratteristici:
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Uno o più orifizi cutanei lungo la linea mediana
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Eventuale tumefazione o arrossamento
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Fuoriuscita di secrezioni alla pressione
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Peli visibili che sporgono dagli orifizi
Quando servono esami aggiuntivi?
Nella maggior parte dei casi non sono necessari. Tuttavia, in alcune situazioni il medico può richiedere:
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Ecografia dei tessuti molli: utile per valutare l'estensione della cisti e la presenza di raccolte ascessuali, soprattutto quando la situazione clinica non è chiara
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Risonanza magnetica: riservata ai casi complessi, con tragitti fistolosi multipli o sospetto di estensione profonda, oppure per escludere altre patologie
La diagnosi differenziale include altre condizioni che possono presentarsi nella stessa zona: ascessi perianali, idrosadenite suppurativa, cisti dermoidi, fistole anali posteriori. Un proctologo esperto è in grado di distinguere queste condizioni già alla visita.

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Opzioni di trattamento: una panoramica
Il trattamento della cisti pilonidale dipende dalla fase della malattia. L'obiettivo è sempre lo stesso: eliminare definitivamente la cisti per evitare recidive. Tuttavia, il percorso per arrivarci varia in base alla situazione clinica.
Fase asintomatica: il momento migliore per intervenire
Quando la cisti è presente ma non dà sintomi, ci si trova di fronte a una scelta: operare subito o aspettare?
La risposta dipende da diversi fattori, ma è importante sapere che la fase asintomatica è il momento ideale per un intervento definitivo. In assenza di infezione:
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L'intervento può essere eseguito in anestesia locale
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Non è necessario il ricovero
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Il recupero è molto più rapido
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Le tecniche mininvasive sono applicabili con i migliori risultati
Se si decide di non operare subito, è fondamentale adottare misure preventive rigorose (igiene, depilazione, evitare sedute prolungate) per ridurre il rischio di infezione. Queste misure non eliminano la cisti, ma possono ritardarne o evitare l'evoluzione verso l'ascesso.
Fase acuta: prima il drenaggio, poi la cura definitiva
Quando la cisti si è trasformata in ascesso, la priorità è risolvere l'infezione.
La terapia antibiotica da sola raramente è sufficiente: può attenuare i sintomi nelle fasi iniziali, ma difficilmente elimina una raccolta di pus già formata.
Quando il gonfiore è evidente e doloroso, è necessario procedere con un drenaggio chirurgico: un intervento ambulatoriale, eseguito in anestesia locale, che permette di evacuare il pus e dare sollievo immediato.
Dopo il drenaggio, la ferita viene lasciata aperta e medicata quotidianamente fino alla guarigione (circa 3-4 settimane).
È importante capire che il drenaggio cura l'infezione, ma non rimuove la cisti. Nella maggior parte dei casi, sarà necessario un secondo intervento — a distanza di alcune settimane, una volta risolta l'infiammazione — per eliminare definitivamente il sinus pilonidalis.
Fase cronica: la chirurgia è l'unica soluzione definitiva
Quando la cisti è diventata cronica, con episodi ricorrenti di infezione e fistole cutanee, l'unico trattamento realmente risolutivo è l'intervento chirurgico.
Le opzioni disponibili si dividono in due grandi categorie:
Tecniche tradizionali (escissione chirurgica)
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Asportazione completa della cisti e dei tragitti fistolosi
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Guarigione per seconda intenzione (ferita lasciata aperta): tempi lunghi (4-8 settimane) ma minor rischio di infezione
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Guarigione per prima intenzione (ferita suturata): recupero più rapido ma rischio maggiore di complicanze
Tecniche mininvasive
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EPSiT (Endoscopic Pilonidal Sinus Treatment): trattamento endoscopico che permette di visualizzare e trattare la cisti dall'interno
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SiLaC (Sinus Laser Closure): chiusura del tragitto con energia laser
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Vantaggi: incisioni minime, minor dolore, recupero più rapido, possibilità di ripetere l'intervento in caso di recidiva
La scelta della tecnica dipende dalle caratteristiche della cisti (dimensioni, estensione, numero di tragitti), dalla storia clinica del paziente e dall'esperienza del chirurgo.
Per un confronto dettagliato fra le diverse tecniche chirurgiche, leggi la pagina dedicata: Terapia chirurgica della cisti pilonidale →
Prevenzione: le regole d'oro
La prevenzione è fondamentale sia per chi non ha mai avuto problemi (ma presenta fattori di rischio) sia per chi è stato operato e vuole evitare recidive.
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Igiene scrupolosa della piega glutea. Lavare accuratamente la zona durante la doccia quotidiana, assicurandosi di rimuovere eventuali peli caduti e residui. Asciugare bene dopo il lavaggio.
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Depilazione regolare. Mantenere la zona sacrococcigea e la piega glutea prive di peli riduce drasticamente il rischio di formazione o recidiva della cisti. Le opzioni includono:
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Rasoio (economico ma richiede frequenza)
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Crema depilatoria (attenzione alle irritazioni)
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Epilazione laser (più costosa ma più duratura)
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Evitare sedute prolungate. Chi lavora seduto dovrebbe alzarsi regolarmente, almeno ogni ora, per ridurre la pressione sulla zona sacrococcigea. Cuscini ergonomici possono essere utili.
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Abbigliamento adeguato. Preferire indumenti non troppo stretti e tessuti traspiranti. Evitare biancheria intima sintetica che favorisce la sudorazione.
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Controllo del peso. Mantenere un peso corporeo nella norma riduce la profondità della piega glutea e la macerazione cutanea.
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Attenzione dopo l'attività fisica. Doccia e cambio di indumenti dopo sport o attività che causano sudorazione.

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Domande frequenti
La cisti pilonidale può guarire da sola?
No. Una volta formata, la cisti non scompare spontaneamente. Può rimanere silente per anni, ma non guarisce. L'unico trattamento definitivo è chirurgico. Le misure conservative (igiene, depilazione) possono prevenire l'infezione, ma non eliminano la cisti già presente.
È una malattia grave?
No, la cisti pilonidale è una condizione benigna. Non è un tumore e non si trasforma in tumore (la degenerazione maligna è eccezionalmente rara e descritta solo in casi trascurati per decenni). Tuttavia, può essere molto fastidiosa e, se non trattata, tende a peggiorare nel tempo.
Quanto dura l'intervento?
Dipende dalla tecnica utilizzata e dalla complessità della cisti. Gli interventi mininvasivi (EPSiT, laser) durano generalmente 20-40 minuti. Le escissioni tradizionali possono richiedere 30-60 minuti. Nella maggior parte dei casi si tratta di chirurgia ambulatoriale o in day-hospital.
L'intervento è doloroso?
L'intervento viene eseguito in anestesia (locale o spinale), quindi non si avverte dolore durante la procedura. Nel post-operatorio è normale avvertire fastidio o dolore moderato, controllabile con comuni analgesici. Le tecniche mininvasive sono generalmente associate a minor dolore post-operatorio.
Quanto tempo ci vuole per guarire?
I tempi variano in base alla tecnica:
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Tecniche mininvasive: ripresa delle attività quotidiane in pochi giorni, guarigione completa in 2-4 settimane
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Escissione con ferita aperta: medicazioni per 4-8 settimane
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Escissione con sutura: guarigione in 2-3 settimane se non ci sono complicanze
Posso tornare a lavorare subito dopo l'intervento?
Per lavori sedentari, generalmente è possibile riprendere dopo 3-7 giorni con le tecniche mininvasive, 1-2 settimane con le tecniche tradizionali. Per lavori fisici pesanti i tempi sono più lunghi. Il chirurgo fornirà indicazioni personalizzate.
La cisti può tornare dopo l'intervento?
Sì, le recidive sono possibili con qualsiasi tecnica. I tassi variano dal 5% al 20% a seconda della tecnica utilizzata e del rispetto delle misure preventive post-operatorie. La depilazione regolare della zona è il fattore più importante per prevenire le recidive.
Devo depilarmi per sempre dopo l'intervento?
È fortemente consigliato mantenere la zona sacrococcigea depilata, almeno per i primi 2-3 anni dopo l'intervento. L'epilazione laser definitiva è un'opzione da considerare per chi ha avuto recidive o presenta pelosità abbondante.
Posso fare sport con la cisti pilonidale?
In fase asintomatica, sì. In fase acuta (ascesso) è necessario sospendere l'attività fisica fino alla risoluzione dell'infezione. Dopo l'intervento, la ripresa dello sport dipende dalla tecnica utilizzata e dalla guarigione della ferita.
Il ciclismo causa la cisti pilonidale?
Il ciclismo prolungato può essere un fattore di rischio perché comporta pressione e sfregamento sulla zona sacrococcigea. Chi pratica ciclismo regolarmente dovrebbe prestare particolare attenzione all'igiene e alla depilazione della zona.
Perché colpisce soprattutto i giovani maschi?
La combinazione di pelosità abbondante, pelle più "attiva" (maggiore produzione di sebo e sudore) e abitudini tipiche dell'età (sedentarietà da studio, abbigliamento stretto) spiega la maggiore incidenza in questa fascia di popolazione. Dopo i 40 anni la condizione diventa rara, probabilmente per cambiamenti nelle caratteristiche della pelle e dei peli.
In sintesi
La cisti pilonidale è una condizione benigna ma fastidiosa che colpisce soprattutto i giovani adulti. Si forma per l'accumulo di peli e detriti nel sottocute della piega glutea e, se non trattata, tende a infettarsi e cronicizzare.
La buona notizia è che oggi esistono tecniche chirurgiche mininvasive che permettono di risolvere il problema con interventi ambulatoriali, minor dolore e recupero rapido.
Il momento migliore per intervenire è la fase asintomatica, prima che l'infezione complichi il quadro. Se hai notato un nodulo o un forellino nella piega glutea, anche senza sintomi, una valutazione specialistica può aiutarti a capire se e quando intervenire.
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