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Navigare fra le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali

Una guida per i pazienti e i loro cari

A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione del testo 16 maggio 2026

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) sono condizioni che causano infiammazione persistente dell'apparato digerente. Colpiscono circa 6,8 milioni di persone nel mondo, con un'incidenza in costante aumento soprattutto nei paesi occidentali e in quelli in via di sviluppo. [1-2]

Questa pagina ti aiuta ad orientarti tra le principali differenze fra le diverse forme di MICI e sui ruoli del gastroenterologo e del chirurgo, sottolineando l'importanza della dieta e del microbiota. Per approfondimenti specifici, consulta le pagine sul Morbo di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa.

Quello che devi sapere subito

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI o IBD, dall'inglese Inflammatory Bowel Disease) comprendono principalmente due condizioni: il Morbo di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa. Sono malattie croniche caratterizzate da infiammazione delle pareti dell'intestino, con periodi di attività alternati a periodi di remissione.

 

Punti chiave:

  • Sono malattie croniche ma controllabili: la maggior parte dei pazienti conduce una vita normale con le terapie attuali

  • Non sono causate dallo stress o dall'alimentazione, anche se entrambi possono influenzare i sintomi

  • Colpiscono circa 250.000 persone in Italia, con un'incidenza in aumento soprattutto tra i giovani

  • La gestione efficace richiede un approccio multidisciplinare: gastroenterologo, chirurgo, nutrizionista e, quando necessario, psicologo

  • Esistono oggi terapie molto più efficaci rispetto a dieci anni fa, queste: i farmaci biologici hanno cambiato radicalmente la prognosi delle MICI

In questa pagina

  • Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa: le differenze

  • La malattia è medica, le complicanze sono chirurgiche

  • Il team multidisciplinare

  • Il ruolo del microbiota

  • L'alimentazione

  • Domande frequenti

Infografica comparativa in due colonne che illustra le principali differenze tra Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa: sede della malattia, tipo di infiammazione, complicanze tipiche, ruolo della chirurgia e rapporto con il fumo. Il Crohn può colpire tutto il tubo digerente con infiammazione a tutto spessore, mentre la Rettocolite interessa solo colon e retto con infiammazione superficiale.

Figura 1. Le principali differenze tra Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa. Pur essendo entrambe malattie infiammatorie croniche intestinali, hanno caratteristiche distinte che influenzano sia la terapia medica che le indicazioni chirurgiche. Nel Crohn la chirurgia non è curativa; nella Rettocolite, la rimozione del colon e del retto elimina la malattia intestinale.

Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa: due malattie distinte

Sebbene condividano alcuni sintomi (diarrea, dolore addominale, sanguinamento), Crohn e Rettocolite sono malattie profondamente diverse per localizzazione, comportamento e conseguenze.

Morbo di Crohn

  • Può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all'ano

  • L'infiammazione è "a salti": alterna tratti malati a tratti sani

  • Coinvolge tutto lo spessore della parete intestinale

  • Tende a formare stenosi (restringimenti), fistole (tunnel anomali) e ascessi

  • Può manifestarsi con importanti complicanze perianali (fistole, ascessi) che richiedono competenze chirurgiche specifiche

  • Non è curabile chirurgicamente: anche dopo un intervento, la malattia può ripresentarsi

 

→ Per approfondire: 

Rettocolite Ulcerosa

  • Colpisce esclusivamente il colon e il retto

  • L'infiammazione è continua, partendo sempre dal retto e risalendo verso l'alto

  • Coinvolge solo lo strato superficiale della parete (la mucosa)

  • Il sintomo principale è la diarrea con sangue

  • A differenza del Crohn, la rimozione chirurgica del colon e del retto è curativa per la malattia intestinale

 

→ Per approfondire:

La malattia è medica, le complicanze sono chirurgiche

Questo è un concetto fondamentale per capire come funziona la gestione delle MICI.

Il gastroenterologo è il riferimento principale: gestisce la diagnosi, imposta e modifica la terapia farmacologica, monitora l'attività della malattia nel tempo. La grande maggioranza dei pazienti con MICI viene seguita esclusivamente dal gastroenterologo per tutta la vita.

Il chirurgo coloproctologo interviene in situazioni specifiche:

  • Quando i farmaci non riescono più a controllare complicanze localizzate (stenosi, fistole, ascessi)

  • Nelle emergenze (perforazione, sanguinamento massivo, megacolon tossico)

  • Quando si sviluppano lesioni precancerose o tumori non trattabili per via endoscopica

  • Nel Crohn perianale, dove la gestione delle fistole richiede competenze chirurgiche specifiche e un coordinamento stretto con il gastroenterologo

 

Il chirurgo non "sottrae" il paziente al gastroenterologo: ci lavora insieme. Le decisioni più importanti — quando operare, con quale tecnica, come gestire i farmaci prima e dopo l'intervento — vengono prese in modo condiviso.

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Il team multidisciplinare: perché fa la differenza

Le MICI sono malattie complesse che coinvolgono molti aspetti della vita del paziente. I centri che ottengono i migliori risultati sono quelli che adottano un approccio di squadra strutturato.

 

Il team comprende:

  • Gastroenterologo: gestione medica della malattia

  • Chirurgo coloproctologo: trattamento delle complicanze chirurgiche

  • Nutrizionista: supporto dietetico personalizzato

  • Radiologo: imaging diagnostico e interventistico

  • Patologo: analisi dei tessuti

  • Psicologo: supporto per l'impatto emotivo della malattia cronica

  • Infermiere specializzato: coordinamento e supporto continuo

 

Studi scientifici hanno dimostrato che l'adozione di un approccio multidisciplinare strutturato riduce le complicanze post-operatorie e migliora gli esiti complessivi.

Infografica con schema a raggiera che mostra il paziente al centro circondato da sei figure professionali coinvolte nella gestione delle malattie infiammatorie intestinali: gastroenterologo, chirurgo coloproctologo, nutrizionista, radiologo, psicologo e infermiere specializzato, ciascuno con una breve descrizione del proprio ruolo.

Figura 2. La gestione efficace delle MICI richiede un lavoro di squadra. Il gastroenterologo gestisce la terapia medica, il chirurgo coloproctologo interviene sulle complicanze chirurgiche e perianali, il nutrizionista personalizza l'alimentazione, il radiologo supporta la diagnostica, lo psicologo affronta l'impatto emotivo della malattia cronica e l'infermiere specializzato coordina il percorso di cura.

Il ruolo del Microbiota intestinale

Il microbiota intestinale — l'insieme dei microrganismi che abitano il nostro intestino — è profondamente alterato nelle MICI. Questa alterazione, chiamata disbiosi, non è solo una conseguenza della malattia: contribuisce attivamente a mantenerla.

Nelle MICI si osserva tipicamente una riduzione della diversità batterica, con diminuzione dei batteri "protettivi" (come quelli che producono butirrato, un nutriente fondamentale per la mucosa intestinale) e aumento dei batteri potenzialmente dannosi.

 

Questo squilibrio:

  • Compromette la barriera intestinale

  • Alimenta l'infiammazione cronica

  • Può influenzare la risposta ai farmaci

 

La ricerca sul microbiota nelle MICI è in rapida evoluzione. Il trapianto di microbiota fecale ha mostrato risultati promettenti nella rettocolite ulcerosa, mentre nel Crohn i dati sono ancora preliminari. I probiotici hanno un ruolo limitato ma possono essere utili in situazioni specifiche (come la prevenzione della pouchite dopo intervento per rettocolite).

 

→ Per approfondire: 

Dieta e alimentazione: cosa sappiamo davvero

L'alimentazione non causa le MICI, ma può influenzare significativamente i sintomi e il decorso della malattia.

 

Cosa è dimostrato:

  • Un modello alimentare di tipo mediterraneo è associato a migliori profili infiammatori e può aiutare nella gestione complessiva

  • Gli alimenti ultra-processati, le bevande zuccherate e gli additivi alimentari possono peggiorare l'infiammazione

  • Nel Morbo di Crohn, la nutrizione enterale esclusiva (una dieta liquida specifica) può indurre la remissione, soprattutto nei bambini e negli adolescenti

  • La dieta di esclusione per il Crohn (CDED) ha mostrato risultati promettenti in associazione alla nutrizione enterale parziale

 

Cosa non è dimostrato:

  • Non esiste una "dieta per le MICI" valida per tutti

  • Le diete di eliminazione generiche (senza glutine, senza lattosio) non sono raccomandate di routine, a meno che non ci sia un'intolleranza documentata

  • Gli integratori e i "rimedi naturali" pubblicizzati online non hanno, nella maggior parte dei casi, evidenze scientifiche solide

 

Il consiglio pratico: un nutrizionista esperto in MICI può aiutare a costruire un piano alimentare personalizzato che tenga conto della fase della malattia, delle carenze nutrizionali e delle preferenze individuali.

Domande frequenti

Ho sintomi anali ricorrenti (dolore, perdite, gonfiore): può essere una malattia infiammatoria intestinale?

Sì, è possibile. Nel Morbo di Crohn, i sintomi perianali (ascessi ricorrenti, fistole, ragadi atipiche) possono essere la prima manifestazione della malattia, a volte anni prima che compaiano sintomi intestinali. Nella Rettocolite Ulcerosa è meno frequente, ma il sanguinamento rettale è spesso il sintomo d'esordio. Se i sintomi anali sono ricorrenti, atipici o non rispondono ai trattamenti abituali, è importante escludere una MICI con esami appropriati.

Qual è la differenza tra un proctologo e un gastroenterologo nella gestione delle MICI?

Il gastroenterologo gestisce la malattia nel suo complesso: diagnosi, terapia farmacologica, monitoraggio dell'infiammazione. Il coloproctologo interviene quando la malattia produce complicanze che richiedono un trattamento chirurgico: fistole perianali, ascessi, stenosi intestinali, perforazioni, o quando è necessario rimuovere chirurgicamente il tratto di intestino malato. I migliori risultati si ottengono quando le due figure lavorano insieme.

Posso rivolgermi direttamente a un proctologo se ho sintomi anali?

Assolutamente sì. Anzi, è spesso il percorso più diretto. Il proctologo è in grado di valutare i sintomi anali, sospettare una MICI sulla base del quadro clinico e indirizzare verso gli accertamenti necessari. In caso di conferma, collaborerà con il gastroenterologo per la gestione integrata.

Le MICI si curano con la chirurgia?

Dipende dalla malattia. Nella Rettocolite Ulcerosa, la rimozione chirurgica del colon e del retto elimina la malattia intestinale ed è considerata curativa. Nel Morbo di Crohn, la chirurgia non è curativa perché la malattia può ripresentarsi in altre sedi, ma è spesso necessaria per trattare complicanze come stenosi, fistole e ascessi che non rispondono ai farmaci.

Le MICI aumentano il rischio di tumore del colon?

Sì, le MICI di lunga durata aumentano il rischio di cancro colorettale, soprattutto quando l'infiammazione è estesa e non ben controllata. Per questo motivo, i pazienti con MICI seguono programmi di sorveglianza endoscopica con colonscopie periodiche, generalmente a partire da 8-10 anni dalla diagnosi. La sorveglianza regolare permette di identificare precocemente eventuali lesioni precancerose.

Ho il Morbo di Crohn e mi hanno detto che devo operarmi. Significa che i farmaci hanno fallito?

Non necessariamente. In alcuni casi la chirurgia non è un fallimento della terapia medica, ma la scelta migliore per quella specifica situazione. Ad esempio, una stenosi fibrotica (cicatriziale) non risponde ai farmaci perché non è più infiammata, ma ostruisce meccanicamente l'intestino. In altri casi, come dimostrato dallo studio LIR!C, la chirurgia precoce in pazienti selezionati può offrire risultati comparabili ai farmaci biologici con il vantaggio di eliminare il tratto malato.

Bibliografia

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