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Ascesso e Fistola Anale: cause, sintomi e diagnosi

A cura del Dott. A.Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione del testo del 3 marzo 2026

Ascesso oggi, fistola domani: perché queste due condizioni vanno descritte insieme

L'ascesso anale e la fistola anale sono due facce della stessa medaglia.​

L'ascesso è il problema acuto: compare all'improvviso, fa male, spaventa. La fistola è la sua evoluzione cronica: un piccolo tunnel infetto che rimane aperto dopo che l'ascesso si è svuotato, e che continua a dare fastidio per mesi o anni.​

Capire questo legame è il primo passo per affrontare entrambe le condizioni nel modo giusto.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica specialistica. In caso di sintomi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.

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L'Ascesso Anale

Cos'è, come si forma

All'interno del canale anale si trovano piccole ghiandole che producono muco per lubrificare il passaggio delle feci. Quando il dotto di una di queste ghiandole si ostruisce — per un'infezione batterica, per la presenza di feci indurite o per un piccolo trauma — il secreto si accumula e i batteri proliferano. Si forma così una raccolta di pus: l'ascesso.

Nella maggior parte dei casi l'ascesso nasce all'interno del canale anale (ascesso criptoglandolare) e si espande verso gli spazi anatomici circostanti.

In circa un terzo dei casi origina invece dall'infezione di una ghiandola sebacea o sudoripara della cute perianale: questi ascessi esterni hanno in genere una prognosi più favorevole e un minor rischio di evolvere in fistola.

Disegno anatomico  che spiega i rapporti fra una Ghiandola Anale e gli sfinteri anali interno ed esterno per comprendere la complessità delle possibili evoluzioni cliniche.

Figura 1. Le ghiandole anali (GA), situate fra Sfintere Interno (SI) e Sfintere Esterno (SE) sono delle strutture ramificate che producono un secreto che serve a lubrificare il canale anale e proteggerlo dal passaggio delle feci. 

Il dotto escrettore di queste ghiandole si apre all'unione fra la mucosa rettale e la cute del canale anale in piccoli recessi a nido di rondine che si chiamano Cripte Anali (CA) o del Morgagni dal nome dell'anatomico che le ha descritte.

Sintomi: come riconoscerlo

L'ascesso anale ha una presentazione tipica che lo rende riconoscibile:

  • Dolore. È il sintomo principale. Compare in modo progressivo, diventa costante e si intensifica nel giro di ore o giorni. È presente anche a riposo, non solo durante la defecazione.

  • Tumefazione. Nella zona vicino all'ano compare un gonfiore, caldo e arrossato, che aumenta rapidamente di volume.

  • Febbre. Può comparire febbre anche elevata, a volte preceduta da brividi e malessere generale.

  • Difficoltà a sedersi e camminare. Nei casi più avanzati il dolore diventa invalidante.

  • Fuoriuscita di pus. Se l'ascesso si apre spontaneamente, fuoriesce materiale purulento con temporaneo sollievo del dolore.

Attenzione: Gli ascessi che si sviluppano negli spazi anatomici più profondi (ascessi ischiorettali) possono avere una presentazione più subdola, con dolore sordo e profondo difficile da localizzare, febbre marcata e compromissione dello stato generale. In questi casi la diagnosi può richiedere una TAC.

Possili sedi di un ascesso anale in rapporto allo sfintere anale interno (SI) ed esterno (SE). La diversa localizzazione spiega la variabilità della sintomatologia iniziale e la complessità del trattamento

Figura 2. Gli ascessi anali possono accrescersi in modi diversi rispetto allo Sfintere Anale Interno (SI) ed Esterno (SE) a seguito dell'ostruzione dell'Orifizio Interno (OI) della ghiandola anale. La localizzazione dell'ascesso spiega sia la variabilità della sintomatologia iniziale che la complessità del trattamento.

Quando è urgente?

L'ascesso anale è sempre una condizione che richiede una valutazione specialistica tempestiva.

Non esistono rimedi domiciliari in grado di guarirlo. La terapia antibiotica da sola, senza drenaggio, risolve il problema nel 50% dei casi e può mascherare i sintomi, lasciando che l'infezione si estenda.

Consultare un proctologo con urgenza se:

  • il dolore è intenso e in rapido peggioramento

  • compare febbre superiore a 38°C

  • la tumefazione aumenta rapidamente di volume

  • sono presenti diabete, terapia cortisonica o altre condizioni che abbassano le difese immunitarie

 

In presenza di queste condizioni il rischio di complicanze gravi aumenta molto.

Come si cura l'Ascesso Anale

Il trattamento è il drenaggio chirurgico: il chirurgo incide la raccolta ascessuale, svuota il pus e pulisce la cavità. L'intervento può essere eseguito in regime ambulatoriale o di day-hospital, in anestesia locale o spinale.

Importante: Non esistono rimedi domiciliari in grado di guarire un ascesso anale. La terapia antibiotica da sola, senza drenaggio, non è in grado di risolvere l'ascesso nella maggior parte dei casi e può mascherare i sintomi, lasciando che l'infezione si estenda in profondità.

Durante l'intervento, il chirurgo cerca di identificare l'apertura interna della ghiandola infetta (l'orifizio interno). Quando questo è possibile, si può procedere alla sua chiusura o al posizionamento di un filo drenante (setone), riducendo il rischio di formazione di una fistola.

Dopo il drenaggio la ferita viene lasciata aperta e guarisce in 2-6 settimane con medicazioni regolari. Il sollievo dal dolore è quasi immediato.

Dall'ascesso alla fistola: perché succede

Dopo il drenaggio di un ascesso, nella maggioranza dei casi (circa l'85%) si ottiene la guarigione completa. In una percentuale significativa di pazienti (circa il 15-16%), però, il tunnel che collegava la ghiandola infetta con la cute rimane aperto. Questo canale persistente è la fistola anale.

In sintesi: l'ascesso è la fase acuta, la fistola è la fase cronica della stessa malattia.

Non tutti gli ascessi evolvono in fistola. Il rischio è maggiore quando:

  • l'orifizio interno non viene identificato e chiuso durante il drenaggio

  • l'ascesso si è aperto spontaneamente senza intervento chirurgico

  • sono presenti malattie infiammatorie intestinali come il morbo di Crohn (rischio fino al 40-50%)

  • l'ascesso è localizzato negli spazi più profondi (ischiorettale, intersfinterico)

 

Nota importante: Circa il 3% dei pazienti che si presentano con un primo ascesso anale riceverà successivamente una diagnosi di morbo di Crohn. Per questo motivo, in caso di ascessi ricorrenti o fistole complesse, il proctologo potrebbe consigliare accertamenti gastroenterologici.

La Fistola Anale

Cos'è

La fistola anale è un piccolo tunnel anomalo che collega l'interno del canale anale (o del retto) con la cute perianale.

Non è una semplice ferita: è un tragitto stabilmente infetto, rivestito internamente da tessuto di granulazione, che tende a mantenersi aperto e a causare infezioni ricorrenti.

Schema semplificato della variabilità del decorso di una fistola anale in rapporto allo Sfintere Interno (SI) e lo Sfintere Esterno (SE). L'orifizio interno (OI) della fistola è spesso situato nel fondo di una Cripta Anale. L'apertura esterna della fistola può essere a distanza variabile dal margine anale e rappresenta un'indice indiretto della complessità della fistola.

Figura 3. Schema semplificato della variabilità del decorso di una fistola anale in rapporto allo Sfintere Interno (SI) e lo Sfintere Esterno (SE). L'orifizio interno (OI) della fistola è spesso situato nel fondo di una Cripta Anale. L'apertura esterna della fistola può essere a distanza variabile dal margine anale e rappresenta un'indice indiretto della complessità della fistola.

Come si vede nello schema, il tragitto della fistola può attraversare gli sfinteri anali in modi diversi. Questa caratteristica anatomica — la sua complessità — è uno degli elementi che il chirurgo deve valutare con attenzione prima di scegliere il trattamento.

In base al rapporto con gli sfinteri le fistole si distinguono in semplici e complesse:

  • Fistole semplici: tragitto diretto, coinvolgimento minimo degli sfinteri anali. Più facili da trattare con bassi rischi per la continenza.

  • Fistole complesse: tragitto alto, ramificato o che attraversa una porzione significativa degli sfinteri. Richiedono un approccio chirurgico più articolato e attento alla preservazione della continenza.

​​

Casi particolari sono le fistole associate al morbo di Crohn, spesso multiple e recidivanti, che richiedono un trattamento combinato medico e chirurgico.

Cause meno comuni

Nella stragrande maggioranza dei casi la fistola deriva da un ascesso criptoglandolare.

Cause meno frequenti includono: malattie infiammatorie intestinali (Crohn, rettocolite ulcerosa), radioterapia pelvica, idrosadenite suppurativa, infezioni specifiche, raramente tumori anorettali.

Sintomi della Fistola Anale

I sintomi della fistola tendono ad essere cronici e intermittenti: periodi di relativo benessere si alternano a riacutizzazioni.

  • Perdite di pus o siero. Il sintomo più caratteristico. Dalla piccola apertura sulla cute vicino all'ano fuoriesce materiale purulento o sieroso, a volte misto a sangue. Le perdite sporcano la biancheria e mantengono la zona costantemente umida.

  • Dolore sordo e continuo. Di solito meno intenso rispetto all'ascesso, ma persistente. Peggiora durante la defecazione e con la pressione sulla zona.

  • Prurito e irritazione cutanea. La cute perianale, costantemente a contatto con le perdite, si irrita, si arrossa e può andare incontro a macerazione.

  • Nodulo o cordoncino sottocutaneo. A volte è percepibile al tatto un indurimento o un piccolo cordone che rappresenta il tragitto fistoloso.

  • Riacutizzazioni. Quando la fistola si occlude temporaneamente si può riformare un ascesso, con ricomparsa di dolore intenso, gonfiore e febbre.

Come si diagnostica la Fistola Anale

La diagnosi si basa su tre livelli di valutazione:

Visita proctologica

La visita specialistica comprende l'ispezione della zona perianale, l'esplorazione digitale e l'anoscopia. In molti casi questi esami sono sufficienti per identificare l'orifizio esterno della fistola e formulare un'ipotesi sul suo tragitto.

Risonanza Magnetica (RMN) perineale

Risonanza Magnetica della pelvi e perineo, con e senza mezzo di contrasto in un caso di fistola anale recidiva a distanza di 10 anni dal primo intervento. L'esame ha permesso di individuare con precisione i rapporti della fistola con gli sfinteri anali, consentendo di pianificare correttamente il successivo intervento chirurgico.

Figura 4. Risonanza Magnetica della pelvi e perineo, con e senza mezzo di contrasto in un caso di fistola anale recidiva a distanza di 10 anni dal primo intervento. L'esame ha permesso di individuare con precisione i rapporti della fistola con gli sfinteri anali, consentendo di pianificare correttamente il successivo intervento chirurgico.

Nei casi di fistola complessa, recidivante o quando si sospettano tragitti multipli, la RMN del perineo è l'esame di riferimento. Fornisce una mappa dettagliata del tragitto fistoloso e dei suoi rapporti con gli sfinteri anali, informazioni indispensabili per pianificare l'intervento chirurgico.

Esplorazione in anestesia 

In casi selezionati, quando la RMN non è dirimente o la fistola è particolarmente complessa, l'esplorazione chirurgica in anestesia permette di valutare direttamente il tragitto. Spesso coincide con il primo tempo chirurgico (posizionamento del setone drenante).

La VAAFT come strumento diagnostico e terapeutico

La VAAFT (Video-Assisted Anal Fistula Treatment) utilizza un fistuloscopio — un sottile endoscopio dedicato — che viene introdotto nel tragitto fistoloso permettendo di visualizzarlo dall'interno in tempo reale. Questo approccio ha un duplice valore: diagnostico, perché permette di identificare con precisione tragitti secondari non visibili alla RMN, e terapeutico, perché consente di trattare la fistola nella stessa seduta.

→ Per i dettagli sulle tecniche chirurgiche e il video della procedura VAAFT, vai alla pagina: Fistola Anale: la Terapia Chirurgica

Fistola o altra malattia?

Le perdite e il dolore perianale sono sintomi comuni a diverse condizioni. Ecco le più frequenti con cui la fistola può essere confusa:

Diagnosi differenziale della fistola anale da altre condizioni proctologiche comuni

Quando consultare lo specialista

Consultare un proctologo senza ritardo in presenza di:

  • dolore perianale persistente anche a riposo

  • gonfiore vicino all'ano con febbre

  • perdite di pus o siero dalla zona anale

  • piccola apertura sulla cute vicino all'ano con perdite ricorrenti

  • episodi ripetuti di ascessi nella stessa zona

La fistola anale non guarisce spontaneamente. Più a lungo si rimanda la valutazione, più l'infezione può estendersi, rendendo il trattamento più complesso. Una diagnosi precoce consente quasi sempre un intervento meno invasivo e una guarigione più rapida.

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Bibliografia

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