Diverticolite acuta: cosa fare e quando preoccuparsi
- antoniodaffina
- 1 mag
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 7 mag
A cura del Dott. A. Daffinà, Chirurgo Coloproctologo
Tempo di lettura: 4 minuti
Qualche giorno fa un mio caro amico e collega, che vive all'estero, mi ha chiamato per un dolore addominale intenso nella parte bassa sinistra dell'addome, con febbre e malessere generale. Dalla descrizione dei sintomi ho sospettato una diverticolite complicata e l'ho convinto a recarsi immediatamente al pronto soccorso. La TAC ha confermato una perforazione diverticolare con formazione di un ascesso paracolico. È stato ricoverato e trattato tempestivamente.
Questo episodio mi ha ricordato quanto sia importante saper riconoscere i segnali di una diverticolite acuta — e soprattutto sapere quando è il momento di chiedere aiuto senza aspettare.
Diverticoli: quasi tutti li hanno, pochi lo sanno
I diverticoli sono piccole "tasche" che si formano sulla parete del colon, soprattutto nel sigma. Dopo i 60 anni, circa una persona su due ne è portatrice. Nella stragrande maggioranza dei casi non danno alcun disturbo e vengono scoperti per caso durante una colonscopia o una TAC eseguita per altri motivi.
Il problema nasce quando uno o più diverticoli si infiammano: è la diverticolite acuta.
Come si riconosce una diverticolite acuta
I sintomi tipici sono:
Dolore nella parte bassa sinistra dell'addome: è il segnale più caratteristico. Compare spesso in modo improvviso e tende a peggiorare
Febbre: può essere lieve o più elevata, a seconda della gravità
Nausea e inappetenza
Alterazioni dell'alvo: stitichezza o, meno frequentemente, diarrea
Un punto importante: il sanguinamento rettale non è un sintomo tipico della diverticolite acuta. Se compare sangue durante un episodio di dolore addominale con febbre, è necessario escludere altre cause.

Nell'85% dei casi non è grave
Questa è la notizia rassicurante. La grande maggioranza delle diverticoliti è di tipo "non complicato": l'infiammazione è localizzata e non ci sono ascessi, perforazioni o altre complicanze. In questi casi, il trattamento può essere gestito a casa con riposo, dieta liquida per un paio di giorni e antidolorifici.
Un dato che sorprende molti: gli antibiotici non sono sempre necessari. Diversi studi clinici di alta qualità — condotti in Svezia, Olanda e Spagna — hanno dimostrato che nei pazienti senza altre malattie importanti e senza segni di infezione generalizzata, la diverticolite non complicata guarisce altrettanto bene con il solo controllo del dolore. Questa indicazione è stata recepita dalle principali società scientifiche internazionali.
Gli antibiotici restano invece indispensabili per chi ha febbre persistente, difese immunitarie compromesse, malattie croniche importanti (diabete mal controllato, insufficienza renale, cirrosi), per le donne in gravidanza e per gli ultraottantenni.
Quando è il caso di preoccuparsi
Nel restante 15% dei casi, la diverticolite si presenta con complicanze che richiedono un trattamento più intensivo. Le principali sono:
Ascesso: una raccolta di pus che si forma intorno al diverticolo infiammato. Se è piccolo, può essere trattato con antibiotici per via endovenosa. Se è più grande, viene drenato attraverso la cute sotto guida TAC, evitando nella maggior parte dei casi la chirurgia d'urgenza
Perforazione: quando il diverticolo si rompe e il contenuto intestinale si riversa nella cavità addominale. È la complicanza più grave e richiede un intervento chirurgico urgente. È quello che è successo al mio collega
Fistola: un canale anomalo che si forma tra il colon e un organo vicino (più spesso la vescica). Richiede un intervento chirurgico programmato
Stenosi: un restringimento del colon causato da episodi ripetuti di infiammazione
I 5 segnali che ci dicono di andare al pronto soccorso
Non aspettare se compaiono uno o più di questi segnali:
Dolore addominale severo e improvviso che non migliora con gli antidolorifici
Febbre alta con brividi
Impossibilità ad alimentarsi o a bere per nausea o vomito
Addome rigido e molto dolente al tatto
Peggioramento rapido delle condizioni generali
Nella diverticolite complicata, il tempo è un fattore importante. La differenza tra un intervento chirurgico programmato (con rischi molto bassi) e uno in urgenza (con rischi significativamente più elevati) dipende spesso dalla tempestività con cui si chiede aiuto.
Dopo la guarigione: cosa fare?
Una volta superato l'episodio acuto, ci sono alcune cose importanti da fare:
Colonscopia: se la diverticolite era complicata e non hai fatto una colonscopia negli ultimi 3 anni, è raccomandata a 6-8 settimane dalla guarigione. Il motivo è che nelle forme complicate, la coesistenza di un tumore del colon è stata riscontrata nel 6-8% dei casi — una percentuale che giustifica ampiamente l'esame.
Prevenzione delle recidive: il rischio di un nuovo episodio è stimato tra il 10% e il 35%. La buona notizia è che il primo episodio è generalmente quello a maggior rischio di complicanze. Le misure più efficaci per ridurre le recidive sono quelle che valgono per la salute intestinale in generale: dieta ricca di fibre, attività fisica regolare, peso nella norma, niente fumo.
Noci, semi e popcorn: se qualcuno ti ha detto di evitarli, sappi che studi scientifici su decine di migliaia di persone hanno dimostrato che non aumentano il rischio di diverticolite. Anzi, potrebbero avere un effetto protettivo. Il divieto del passato non ha basi scientifiche.
Un ultimo consiglio
La diverticolite acuta è una condizione comune e, nella grande maggioranza dei casi, gestibile con successo. Ma non è una condizione da sottovalutare. Se hai già avuto un episodio, conosci i segnali. Se non l'hai mai avuta ma sai di avere i diverticoli, ora sai cosa tenere d'occhio.
E se hai un dubbio, non aspettare. Come ho detto al mio collega: "Vai al pronto soccorso adesso. Poi ne parliamo".
Per approfondire
Questo post offre una panoramica essenziale sulla diverticolite acuta. Per una trattazione completa — dalla formazione dei diverticoli alla gestione della malattia diverticolare cronica, dall'alimentazione alle indicazioni chirurgiche — leggi la pagina:



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