
Dott. Antonio Daffinà
proctologoaroma.it

Prurito anale: guida completa per i pazienti
Cause, rimedi efficaci e quando è necessaria una visita specialistica
A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione del testo: marzo 2026
In sintesi: quello che devi sapere subito
Se stai leggendo questa pagina, probabilmente il prurito anale ti sta rendendo la vita difficile. Prima di tutto, alcune informazioni rassicuranti:
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È un disturbo molto comune: colpisce circa il 5% della popolazione adulta. Non sei solo.
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Nella maggior parte dei casi si risolve: con semplici misure igieniche e comportamentali, senza necessità di farmaci o visite specialistiche.
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Raramente indica qualcosa di grave: nel 75% dei casi si identifica una causa correggibile; solo nel 15% circa è spia di una condizione che richiede attenzione medica.
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Il circolo vizioso prurito-grattamento è il vero nemico: grattarsi dà sollievo immediato ma peggiora la situazione, danneggiando la cute e alimentando il prurito.
Cosa puoi fare subito:
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Smetti di usare salviette profumate, saponi aggressivi e carta igienica ruvida
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Lavati con acqua tiepida e un detergente neutro, asciuga tamponando
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Indossa biancheria di cotone, non sintetica
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Evita cibi piccanti, caffè, alcol e cioccolato per 2 settimane
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Resisti all'impulso di grattarti (taglia le unghie corte)
Se dopo 5-7 giorni non migliora, o se sono presenti sanguinamento, secrezioni o lesioni visibili, è il momento di consultare uno specialista.
Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica specialistica. In caso di sintomi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.
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Cos'è il prurito anale
Il prurito anale è una sensazione di fastidio intenso nella zona intorno all'ano che provoca un bisogno irresistibile di grattarsi. Può essere occasionale e di breve durata, oppure cronico e invalidante.
Si distinguono due forme:
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Prurito primario (idiopatico): rappresenta circa il 25-50% dei casi. Non si identifica una causa specifica nonostante gli accertamenti. È spesso legato a fattori comportamentali (igiene eccessiva o insufficiente, alimentazione, abbigliamento).
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Prurito secondario: è causato da una condizione identificabile (infezioni, dermatiti, emorroidi, parassiti, ecc.). Una volta trattata la causa, il prurito si risolve.
Il problema del circolo vizioso:
Il prurito anale tende ad automantenersi attraverso un meccanismo perverso: il grattamento danneggia la cute, che si infiamma e prude ancora di più, inducendo altro grattamento. Questo ciclo può perpetuarsi anche quando la causa originaria è stata eliminata. Interrompere questo circolo è fondamentale per la guarigione.
Chi ne soffre
Il prurito anale è più frequente in alcune categorie di persone:
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Età: più comune tra i 40 e i 70 anni, ma frequente anche nei bambini (spesso per ossiuri)
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Sesso: gli uomini sono colpiti 2-4 volte più delle donne
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Stile di vita: più frequente in chi è sedentario, obeso, o lavora in ambienti caldo-umidi
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Condizioni predisponenti: diabete, insufficienza renale cronica, immunodepressione, incontinenza fecale o urinaria
Le cause più comuni
Nel 75% dei casi è possibile identificare una causa specifica. Ecco le più frequenti:
Cause comportamentali e igieniche:
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Igiene inadeguata: residui fecali sulla cute perianale irritano e causano prurito
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Igiene eccessiva: lavaggi troppo frequenti o con detergenti aggressivi rimuovono il film lipidico protettivo della cute
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Carta igienica: quella ruvida o profumata irrita la cute
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Biancheria sintetica: trattiene umidità e calore, favorendo macerazione e infezioni
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Sudorazione: soprattutto in estate o dopo attività fisica, se non seguita da adeguata igiene
Cause alimentari:
Alcuni alimenti possono irritare la mucosa anale o alterare le caratteristiche delle feci:
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Caffè, tè, cioccolato
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Alcol (soprattutto birra)
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Cibi piccanti o speziati
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Agrumi e pomodori
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Latticini (in chi è intollerante)
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Bevande gassate
Cause proctologiche:
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Emorroidi: soprattutto quando prolassano, causano perdite di muco che irritano la cute
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Ragade anale: il dolore può essere accompagnato da prurito
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Fistola anale: le secrezioni purulente irritano la cute circostante
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Prolasso rettale: la mucosa esposta produce muco che macera la cute
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Incontinenza fecale: anche minime perdite di feci o muco causano irritazione
Cause infettive:
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Ossiuri (Enterobius vermicularis): causa classica di prurito notturno, soprattutto nei bambini ma anche negli adulti
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Candidosi: infezione fungina favorita da umidità, diabete, antibiotici
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Infezioni batteriche: streptococco, stafilococco
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Condilomi (HPV): le lesioni possono causare prurito
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Herpes genitale: può interessare anche la regione anale
Cause dermatologiche:
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Dermatite da contatto: reazione a saponi, detergenti, profumi, tessuti
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Psoriasi: può colpire anche la regione anale
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Lichen sclerosus: più frequente nelle donne, causa prurito intenso
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Dermatite atopica (eczema)
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Dermatite seborroica
Altre cause:
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Farmaci: alcuni antibiotici, lassativi, colchicina
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Malattie sistemiche: diabete, insufficienza renale, malattie epatiche, malattie della tiroide
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Fattori psicologici: ansia, stress, disturbi ossessivo-compulsivi possono scatenare o mantenere il prurito

DIARIO GIORNALIERO DEL PRURITO ANALE
In caso di insuccesso terapeutico e nelle forme di lunga durata, può essere utile tenere un diario giornaliero degli episodi di prurito per studiare le eventuali correlazioni con i pasti, l'evacuazione, l'attività fisica e lavorativa, l'assunzione di farmaci, il sonno.
Il diario deve essere compilato per almeno cinque giorni consecutivi, comprendendo anche le giornate non lavorative.
Selezionando l'icona qui sotto si accede al documento PDF Diario Clinico in versione stampabile
Quando il prurito è notturno: gli Ossiuri
Se il prurito si manifesta prevalentemente di notte, disturbando il sonno, la causa più probabile sono gli ossiuri (Enterobius vermicularis), piccoli vermi parassiti dell'intestino.
Come avviene l'infestazione:
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Gli ossiuri vivono nell'intestino crasso
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Di notte, le femmine migrano verso l'ano per deporre le uova sulla cute perianale
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Insieme alle uova depositano una sostanza irritante che causa il prurito
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Il grattamento trasferisce le uova sotto le unghie
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Le uova vengono ingerite (autoinfestazione) o trasmesse ad altri
Chi è a rischio:
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Bambini in età scolare (ambiente più comune di trasmissione)
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Familiari di bambini infestati
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Adulti che vivono in comunità
Come si fa la diagnosi:
Lo Scotch Test è l'esame di riferimento. Va eseguito al risveglio, prima di lavarsi o andare in bagno:
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Applicare un pezzo di nastro adesivo trasparente sulla cute perianale
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Premere delicatamente per far aderire le eventuali uova
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Trasferire il nastro su un vetrino
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Ripetere per 3 mattine consecutive
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Consegnare i vetrini al laboratorio
Importante: l'esame delle feci standard spesso non rileva gli ossiuri perché le uova vengono deposte all'esterno, non nelle feci.
Trattamento:
Sarà il tuo medico di famiglia a prescriverlo:
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Mebendazolo o albendazolo in dose singola, da ripetere dopo 2 settimane
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Trattare tutti i familiari conviventi
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Lavare lenzuola e biancheria a temperatura elevata
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Tagliare le unghie corte e lavarsi accuratamente le mani
Lo Scotch Test: come si effettua
La sera prima dell'esame non si devono applicare creme o unguenti sulla superficie dell'ano.
I guanti non servono, è sufficiente lavare le mani (e sotto le unghie!) in modo corretto.
Un esame correttamente eseguito a casa è molto più dimostrativo di uno eseguito in un laboratorio analisi.

Figura 1. Materiale occorrente per il test: scotch trasparente tipo Scotch Crystal tape ®, due vetrini da laboratorio, un bicchiere per tenere le strisce pronte all’uso.
In questa e nelle illustrazioni successivi lo scotch trasparente è stato sostituito da uno bianco per consentirne la visibilità.

Figura 2. Come tenere correttamente la striscia di scotch al momento del prelievo: un’estremità aderisce al polpastrello dell’indice, mentre il pollice ne mantiene la tensione. La striscia di scotch va, quindi, premuta sulla superficie dell'ano esercitando una leggera ma decisa pressione.

Figura 3. Applicazione del nastro adesivo sul vetrino subito dopo il prelievo: si parte appena oltre la parte molata (evidenziata dalla riga nera) e si taglia la parte eccedente. Completato il primo prelievo, si ripete la procedura una seconda volta.
Nota sul copyright. Le immagini di questa sezione sono state realizzate dal Dr. Antonio Daffinà a scopo illustrativo e divulgativo.
È vietata la riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione. Ogni uso non autorizzato sarà perseguito ai sensi della normativa vigente sul diritto d’autore (L. 633/1941 e s.m.i.).
Sintomi: come si manifesta
Il prurito anale può presentarsi in modi diversi. Osservare le caratteristiche del proprio prurito aiuta a identificarne la causa.
Caratteristiche da notare:
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Intensità: lieve (fastidio tollerabile), moderata (interferisce con le attività), severa (invalidante)
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Durata: occasionale, intermittente, persistente
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Momento di insorgenza:
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Notturno → sospettare ossiuri
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Dopo la defecazione → residui fecali, emorroidi, ragade
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Costante → dermatite cronica, causa sistemica
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Dopo i pasti → possibile causa alimentare
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Fattori scatenanti: sudorazione, attività fisica, cibi specifici, stress
Sintomi associati:
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Bruciore all'ano e alla cute circostante, talora indipendente dal prurito
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Sensazione di "ano umido"
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Perdite (muco, sangue, pus)
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Dolore
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Difficoltà a stare seduti o camminare
Segni visibili:
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Arrossamento della cute perianale
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Escoriazioni da grattamento
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Ispessimento della cute (lichenificazione)
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Ragadi o fissurazioni
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Lesioni sospette
Quando consultare un proctologo
Non tutti i casi di prurito anale richiedono una visita specialistica. Molti si risolvono spontaneamente o con semplici misure igieniche.
Consulta uno specialista se:
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Il prurito persiste oltre 5-7 giorni nonostante le misure igieniche
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È presente sanguinamento
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Noti secrezioni (muco, pus)
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Sono visibili lesioni cutanee (noduli, ulcere, placche)
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Il prurito è associato a dolore intenso
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Hai difficoltà a controllare le feci o i gas
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Soffri di diabete o sei immunodepresso
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Il prurito disturba significativamente il sonno o le attività quotidiane
Prima della visita:
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Evita di applicare creme o unguenti nelle 24-48 ore precedenti (potrebbero mascherare le lesioni)
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Prepara un elenco dei farmaci che assumi
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Annota da quanto tempo è presente il prurito e come si manifesta
Segnali d'allarme
Alcuni sintomi associati al prurito anale meritano attenzione urgente:
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Sanguinamento abbondante o persistente
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Perdita di peso involontaria
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Massa o nodulo palpabile
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Lesioni che non guariscono o che cambiano aspetto
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Febbre
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Peggioramento progressivo nonostante il trattamento
In questi casi, la visita specialistica non deve essere rimandata.
Nota importante: il prurito anale, di per sé, non evolve in tumore. Tuttavia, alcune neoplasie dell'ano (come il carcinoma squamocellulare o la malattia di Paget extramammaria) possono manifestarsi inizialmente con prurito. Per questo motivo, un prurito persistente che non risponde ai trattamenti deve essere sempre valutato da uno specialista.

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Come si fa la diagnosi
La diagnosi del prurito anale si basa su:
1. Anamnesi accurata:
Il medico ti chiederà informazioni su:
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Caratteristiche del prurito (quando, come, quanto)
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Abitudini igieniche
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Alimentazione
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Farmaci assunti
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Malattie pregresse o in corso
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Attività sessuale (per escludere infezioni sessualmente trasmesse)
2. Esame obiettivo:
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Ispezione della cute perianale
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Esplorazione rettale digitale
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Anoscopia (visualizzazione del canale anale)
3. Esami di laboratorio (se indicati):
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Scotch test: per la ricerca di ossiuri
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Esame parassitologico delle feci: su 3 campioni di giorni diversi
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Tampone cutaneo: per identificare infezioni batteriche o fungine
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Glicemia: per escludere diabete
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Funzionalità epatica e renale: per escludere cause sistemiche
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Test per allergie: se si sospetta dermatite da contatto
4. Biopsia cutanea:
Indicata quando sono presenti lesioni sospette o il prurito non risponde ai trattamenti. Permette di escludere condizioni come la malattia di Paget extramammaria o il lichen sclerosus.
5. Colonscopia:
Raramente necessaria per il solo prurito, può essere indicata se sono presenti altri sintomi (sanguinamento, alterazioni dell'alvo) o fattori di rischio per patologie del colon-retto.
Terapia: cosa funziona davvero
Il trattamento del prurito anale segue un approccio graduale, partendo dalle misure più semplici.
PRIMO LIVELLO: Misure igienico-comportamentali
Nella maggior parte dei casi, queste misure sono sufficienti:
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Igiene corretta: lavaggio con acqua tiepida dopo ogni evacuazione, asciugatura tamponando (non strofinando)
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Detergenti appropriati: prodotti specifici per l'igiene anale (pH neutro, senza profumi) o semplice acqua
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Biancheria di cotone: cambio quotidiano, evitare tessuti sintetici
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Evitare irritanti: carta igienica profumata, salviette umidificate, saponi aggressivi
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Dieta: eliminare per 2-3 settimane caffè, alcol, cibi piccanti, cioccolato
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Non grattarsi: tenere le unghie corte, eventualmente indossare guanti di cotone di notte
SECONDO LIVELLO: Terapia topica
Se le misure igieniche non sono sufficienti:
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Creme barriera: ossido di zinco, paste protettive (Fissan®, ecc.) proteggono la cute dalle irritazioni
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Idrocortisone 1%: per brevi periodi (massimo 2 settimane), riduce l'infiammazione. L'uso prolungato causa assottigliamento della cute e può peggiorare la situazione.
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Tacrolimus 0.1% unguento: alternativa ai cortisonici, efficace nelle forme croniche, non causa atrofia cutanea
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Capsaicina 0.006-0.075%: efficace nelle forme croniche refrattarie, agisce sulle terminazioni nervose. Può causare bruciore iniziale.
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Anestetici topici: pramoxina, lidocaina. Danno sollievo temporaneo ma non trattano la causa.
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Mentolo 1-5%: effetto rinfrescante e antipruriginoso
Cosa evitare:
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Antistaminici orali: non sono efficaci per il prurito anale (a meno che non sia di natura allergica/orticarioide)
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Cortisonici potenti o per periodi prolungati: causano atrofia cutanea e possono peggiorare le infezioni
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Prodotti antiemorroidari: contengono spesso cortisonici e anestetici; utili solo se sono presenti emorroidi sintomatiche
TERZO LIVELLO: Terapie per casi refrattari
Per il prurito cronico che non risponde ai trattamenti precedenti:
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Blu di metilene intralesionale: iniezione intradermica nella cute perianale. Agisce distruggendo le terminazioni nervose superficiali. Efficace nell'80-96% dei casi refrattari. Può causare temporanea riduzione della sensibilità perianale.
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Gabapentin o pregabalin: farmaci neuromodulatori, utili quando si sospetta una componente neuropatica
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Antidepressivi (doxepina, amitriptilina): a basse dosi, hanno effetto antipruriginoso
TRATTAMENTO DELLE CAUSE SPECIFICHE:
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Ossiuri: mebendazolo o albendazolo
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Candidosi: antifungini topici (clotrimazolo, miconazolo) o sistemici
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Infezioni batteriche: antibiotici topici o sistemici in base all'antibiogramma
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Emorroidi, ragadi, fistole: trattamento specifico della patologia proctologica
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Dermatiti: terapia dermatologica mirata
Cosa fare e cosa evitare
FARE:
✓ Lavati con acqua tiepida dopo ogni evacuazione
✓ Asciuga tamponando delicatamente con un asciugamano morbido o con il phon a temperatura bassa
✓ Usa detergenti specifici per l'igiene intima o semplice acqua
✓ Indossa biancheria di cotone, di taglia comoda
✓ Cambia la biancheria intima almeno una volta al giorno
✓ Mantieni le unghie corte
✓ Bevi almeno 1.5 litri di acqua al giorno
✓ Segui una dieta ricca di fibre per regolarizzare l'intestino
✓ Annota i cibi che sembrano peggiorare il prurito
✓ Consulta uno specialista se il prurito persiste oltre una settimana
EVITARE
✗ Grattarti (il sollievo è momentaneo, il danno è duraturo)
✗ Usare carta igienica ruvida o profumata
✗ Usare salviette umidificate (contengono spesso sostanze irritanti)
✗ Lavaggi troppo frequenti o con saponi aggressivi
✗ Biancheria sintetica o troppo aderente
✗ Caffè, alcol, cibi piccanti, cioccolato (almeno nelle fasi acute)
✗ Applicare creme non prescritte dal medico
✗ Usare cortisonici per periodi prolungati senza controllo medico
✗ Rimandare la visita se il prurito persiste o peggiora
Rimedi casalinghi (della nonna!) che possono aiutare
Alcuni rimedi tradizionali possono offrire sollievo, soprattutto nelle forme lievi:
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Semicupio tiepido: immersione in acqua tiepida (non calda) per 10-15 minuti. L'aggiunta di 2 cucchiai di bicarbonato di sodio o di sale grosso può aumentare l'effetto lenitivo.
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Impacchi di camomilla: preparare un infuso, lasciarlo raffreddare, applicare con una garza sulla zona pruriginosa.
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Gel di aloe vera: ha proprietà lenitive e rinfrescanti. Applicare più volte al giorno.
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Olio di cocco: idratante e con blanda azione antimicrobica. Applicare in piccola quantità.
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Amido di riso o avena colloidale: aggiunti all'acqua del semicupio, hanno effetto lenitivo.
Attenzione: questi rimedi possono dare sollievo temporaneo ma non sostituiscono la valutazione medica se il prurito persiste.
Domande frequenti
Perché il prurito peggiora di notte?
Diverse ragioni: di notte la cute è più calda e umida; le distrazioni sono minori e si percepisce di più il fastidio; gli ossiuri, se presenti, sono più attivi nelle ore notturne. Se il prurito è esclusivamente notturno, soprattutto nei bambini, gli ossiuri sono la causa più probabile.
Il prurito anale può indicare qualcosa di grave?
Nella grande maggioranza dei casi no. Tuttavia, un prurito persistente che non risponde ai trattamenti deve essere valutato per escludere condizioni meno comuni ma importanti, come alcune dermatosi o, raramente, neoplasie.
Posso usare il Gentalyn Beta®?
Il Gentalyn Beta® contiene un antibiotico (gentamicina) e un cortisonico (betametasone). Non è indicato per l'automedicazione del prurito anale perché:
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Può peggiorare le infezioni fungine
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L'uso prolungato causa atrofia cutanea
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Può mascherare i sintomi ritardando la diagnosi
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Può sensibilizzare la cute
Va usato solo su prescrizione medica e per condizioni specifiche.
Gli antistaminici funzionano?
Gli antistaminici orali (come la cetirizina o la loratadina) non sono efficaci per il prurito anale, a meno che non sia causato da una reazione allergica. Il prurito anale ha meccanismi diversi da quello allergico e non risponde a questi farmaci.
Quanto tempo ci vuole per guarire?
Dipende dalla causa. Le forme acute legate a fattori igienici o alimentari possono risolversi in pochi giorni. Le forme croniche possono richiedere settimane o mesi di trattamento. È importante avere pazienza e seguire costantemente le indicazioni.
Il prurito anale è contagioso?
Il prurito in sé no. Tuttavia, alcune cause del prurito (ossiuri, infezioni fungine, condilomi) sono trasmissibili. In caso di ossiuri, è consigliabile trattare tutti i familiari conviventi.
Devo fare una colonscopia?
La colonscopia non è indicata per il solo prurito anale. Può essere necessaria se sono presenti altri sintomi (sanguinamento, alterazioni dell'alvo, perdita di peso) o se hai più di 50 anni e non hai mai eseguito uno screening per il cancro del colon-retto.
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