top of page

THD per emorroidi: dearterializzazione emorroidaria transanale

Un approccio mininvasivo alla malattia emorroidaria: meno dolore, recupero rapido, ma con limiti da conoscere

A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione del testo: 25 maggio 2026

Quello che devi sapere subito

  • La THD (Transanal Hemorrhoidal Dearterialization) è un intervento mininvasivo per le emorroidi interne. Non prevede l'asportazione di tessuto: le arterie che alimentano i cuscinetti emorroidari vengono legate con punti di sutura, e la mucosa prolassata viene riposizionata (mucopessi).

  • È indicata soprattutto per le emorroidi di II e III grado. Per il IV grado i risultati sono meno prevedibili e il rischio di recidiva è significativamente più alto.

  • Il vantaggio principale è il minor dolore postoperatorio e un recupero più rapido rispetto all'emorroidectomia tradizionale: ritorno al lavoro in genere entro 7-14 giorni.

  • Il limite principale è un tasso di recidiva più alto rispetto all'emorroidectomia escissionale, soprattutto per le emorroidi con prolasso avanzato.

  • La THD non tratta le emorroidi esterne. Se è presente una componente esterna importante, potrebbe essere necessario un approccio diverso.

  • La scelta dell'intervento non può essere lasciata alle sole preferenze del paziente: richiede una valutazione specialistica che tenga conto del grado delle emorroidi, dei sintomi, della funzione del pavimento pelvico e delle aspettative realistiche.

  • Il Dott. Daffinà non pratica la THD, ma la conosce approfonditamente e può indirizzare il paziente verso colleghi esperti quando questa procedura rappresenta l'opzione più indicata.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica specialistica. In caso di sintomi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.

Infografica che illustra i tre passaggi della THD: localizzazione delle arterie emorroidarie con sonda Doppler, legatura con punti di sutura (dearterializzazione) e riposizionamento della mucosa prolassata (mucopessi). Nessun tessuto viene asportato.

Figura 1. La THD si svolge in tre fasi: localizzazione delle arterie, legatura e riposizionamento della mucosa. Non viene asportato tessuto emorroidario.

Cos'è la THD

La THD (Transanal Hemorrhoidal Dearterialization) è una procedura chirurgica mininvasiva per il trattamento delle emorroidi interne sintomatiche.

Il principio su cui si basa è diverso dall'emorroidectomia tradizionale: anziché asportare il tessuto emorroidario, la THD interrompe l'afflusso di sangue ai cuscinetti emorroidari legando le arterie che li alimentano (i rami terminali dell'arteria rettale superiore). Questo provoca una progressiva riduzione del volume dei cuscinetti.

Nella pratica attuale, però, la componente più importante dell'intervento non è tanto la legatura delle arterie quanto la mucopessi: la plicatura e il riposizionamento della mucosa prolassata. In questo senso, la THD con mucopessi è concettualmente simile a una "Delorme interna" — un intervento che riposiziona i tessuti senza asportarli.

La tecnica è stata sviluppata alla fine degli anni Novanta e si è diffusa soprattutto in Europa. È conosciuta anche con il nome di HAL (Hemorrhoidal Artery Ligation) o HAL-RAR (HAL con Recto-Anal Repair). I diversi nomi indicano sostanzialmente la stessa procedura, con varianti legate allo strumentario utilizzato.

Come funziona: dearterializzazione e mucopessi

L'intervento si svolge in due fasi principali, spesso integrate in un unico tempo chirurgico:

  1. Dearterializzazione: il chirurgo introduce nel canale anale un proctoscopio dotato di una sonda Doppler integrata. La sonda emette un segnale acustico quando rileva il flusso arterioso, permettendo di localizzare ciascuna arteria emorroidaria (in genere 6 rami principali). Attraverso una piccola finestra nel proctoscopio, il chirurgo applica un punto di sutura attorno a ciascuna arteria, interrompendone il flusso.

  2. Mucopessi: nei pazienti con prolasso emorroidario — la grande maggioranza — la sutura viene prolungata verso il basso per "riagganciare" la mucosa prolassata alla parete del retto, riportandola nella sua posizione naturale. Questa fase è quella che produce il risultato più visibile e duraturo sul prolasso.

 

Un dato importante emerso dalla letteratura e dalla pratica clinica: la mucopessi è la componente essenziale dell'intervento. Senza mucopessi, la THD tratta solo il sanguinamento ma non il prolasso.

 

Studi recenti hanno inoltre dimostrato che la legatura arteriosa eseguita senza guida Doppler produce risultati sovrapponibili a quella con Doppler, suggerendo che il beneficio della procedura derivi più dalla plicatura dei tessuti che dall'interruzione del flusso arterioso in sé.

Quando è indicata

La THD non è adatta a tutti i pazienti con emorroidi. La selezione è fondamentale.

  • Emorroidi di grado II o III (prolasso che si riduce spontaneamente o manualmente)

  • Sintomo principale: sanguinamento, con o senza prolasso moderato

  • Trattamenti conservativi (fibre, flebotonici, legatura elastica) insufficienti

  • Desiderio di un intervento con recupero rapido e minor dolore postoperatorio

  • Pazienti con tono sfinterico ridotto, nei quali l'emorroidectomia escissionale comporterebbe un rischio maggiore di incontinenza

Quando non è la scelta migliore

  • Emorroidi di grado IV (prolasso irriducibile): il tasso di recidiva è significativamente più alto, fino al 30-60% in alcune casistiche

  • Componente emorroidaria esterna importante (marische voluminose, emorroidi esterne trombizzate): la THD non è in grado di trattarla

  • Recidiva dopo una precedente THD: il reintervento con la stessa tecnica è tecnicamente più complesso e i risultati sono meno prevedibili. L'emorroidectomia escissionale su tessuti già trattati con mucopessi presenta difficoltà tecniche aggiuntive legate alla fibrosi e alla distorsione anatomica

  • Quadro clinico che richiede un trattamento combinato (emorroidi interne ed esterne, ragade associata, prolasso rettale)

  • Aspettativa irrealistica che l'intervento risolva ogni forma di disturbo anale

Il Dott. Daffinà sorridente nel corridoio del reparto

Prenota una visita proctologica a Roma

con il Dott. Daffinà

Scegli la sede e l'orario più comodi per te

Come si svolge l'intervento

  • Durata: 20-45 minuti

  • Anestesia: spinale o generale

  • Regime: nella maggior parte dei casi in day-surgery o con una notte di degenza

  • Posizione: litotomica o prona

 

Poiché la THD non prevede l'asportazione di tessuto e le suture vengono posizionate al di sopra della linea pettinata (la zona dove si concentrano le terminazioni nervose dolorifiche), il dolore postoperatorio è generalmente inferiore rispetto all'emorroidectomia tradizionale.

Dopo l'intervento: dolore, recupero, controlli

  • Dolore: generalmente lieve o moderato, ben controllabile con antidolorifici orali. In uno studio multicentrico, solo il 24% dei pazienti THD assumeva ancora antidolorifici a 14 giorni, contro il 58% del gruppo emorroidectomia.

  • Tenesmo: una sensazione di peso o di bisogno di evacuare, presente in circa il 13% dei pazienti. È transitoria e si risolve in genere entro 1-2 settimane. La mucopessi estesa (su tutti e 6 i peduncoli) può aumentare questa sensazione: una serie di 200 pazienti ha riportato tenesmo nel 31% dei casi con mucopessi totale contro il 15% con mucopessi parziale.

  • Sanguinamento: un lieve sanguinamento nei primi giorni è normale. Sanguinamenti che richiedono un intervento di emostasi si verificano in meno dell'1% dei casi.

  • Ripresa delle attività: ritorno al lavoro in media entro 7-14 giorni, significativamente prima rispetto all'emorroidectomia tradizionale (dove la convalescenza può durare 3-4 settimane).

  • Alimentazione: dieta ricca di fibre e abbondante idratazione per mantenere feci morbide nelle prime settimane.

  • Controlli: una visita di controllo è generalmente prevista a 2-4 settimane dall'intervento.

  • Quando contattare il chirurgo: in caso di sanguinamento abbondante, febbre, dolore intenso non controllabile con i farmaci prescritti, o difficoltà a urinare.

Risultati attesi e possibili recidive

Il tasso di recidiva è il punto più discusso della THD. I dati della letteratura sono molto variabili, e questo merita una spiegazione.

Cosa dicono i numeri:

  • Una revisione sistematica su circa 2.000 pazienti ha riportato un tasso di recidiva complessivo di circa il 9% per il prolasso e l'8% per il sanguinamento a un anno o più. Il range nelle singole casistiche è però molto ampio: dal 3% al 60%.

  • Lo studio multicentrico più ampio (803 pazienti, follow-up medio 11 mesi) ha riportato un successo complessivo del 91%.

  • Uno studio multicentrico prospettico (197 pazienti, follow-up mediano di 3 anni) ha confrontato THD con mucopessi e emorroidectomia secondo Ferguson: il tasso di recidiva non è risultato significativamente diverso tra i due gruppi (circa il 6% per la THD contro il 2,4% per l'emorroidectomia).

  • Lo studio italiano EMODART3 (1.681 pazienti, follow-up 24 mesi) ha confermato che la THD è efficace per le emorroidi di III grado, ma con un rischio di recidiva significativamente più alto rispetto all'emorroidectomia escissionale.

  • Un recente studio randomizzato (2025, 50 pazienti, emorroidi di III grado) ha riportato risultati meno favorevoli: il tasso di fallimento clinico è stato del 61% nel gruppo THD contro l'8% nel gruppo emorroidectomia, con tutte le 8 reoperazioni concentrate nel gruppo THD.

Come interpretare questa variabilità?

  • Grado delle emorroidi: la THD funziona meglio per il II e III grado. Per il IV grado, i risultati sono significativamente peggiori.

  • Tecnica chirurgica: la mucopessi è essenziale. Senza mucopessi, la THD tratta solo il sanguinamento. Ma una mucopessi troppo estesa può causare tenesmo e difficoltà evacuative transitorie.

  • Esperienza del chirurgo: come per ogni procedura, la curva di apprendimento conta.

  • Definizione di "recidiva": alcuni studi considerano recidiva qualsiasi sintomo residuo, altri solo la necessità di reintervento. Questo rende difficile il confronto tra casistiche.

  • Durata del follow-up: molti studi hanno un follow-up limitato (12 mesi o meno), che potrebbe sottostimare le recidive a lungo termine.

 

Un'osservazione che vale per la THD come per l'emorroidectomia tradizionale: i dati sulle recidive a lungo termine vanno interpretati con cautela. Il paziente che ha subito un intervento doloroso e con convalescenza lunga tende ad adottare comportamenti più virtuosi (dieta, attività fisica, igiene della defecazione) e a non ripresentarsi facilmente per una recidiva. Questo bias è raramente discusso nella letteratura, ma è rilevante nella pratica clinica.

Possibili complicanze

Il profilo di sicurezza della THD è complessivamente favorevole. Le complicanze più comuni sono generalmente transitorie:

  • Dolore o tenesmo: circa il 13% dei pazienti

  • Ritenzione urinaria: circa il 2-3%, transitoria

  • Sanguinamento postoperatorio: circa il 5%, raramente significativo

  • Trombosi emorroidaria: circa il 2%

 

Complicanze gravi sono molto rare. Non sono stati riportati casi di incontinenza fecale permanente nelle casistiche principali.

THD, emorroidectomia, prolassectomia/STARR e altre tecniche: come scegliere

Non esiste un intervento "migliore" in assoluto per le emorroidi. Ma è importante chiarire un punto: la scelta dell'intervento non può essere lasciata alle sole preferenze del paziente. Chi non ha una formazione specifica non è in grado di valutare quale tecnica sia più adatta al proprio caso, e viene inevitabilmente influenzato dalle informazioni — spesso incomplete o fuorvianti — trovate online o ricevute dal professionista che ha di fronte.

La decisione richiede una valutazione specialistica che tenga conto del grado delle emorroidi, dei sintomi predominanti, della presenza di prolasso rettale, della funzione del pavimento pelvico e delle aspettative realistiche.

Un criterio clinico semplice ma fondamentale: quando il paziente riferisce "sento qualcosa che esce" o "mi escono le emorroidi ma rientrano o le spingo dentro", siamo di fronte a un prolasso che richiede una correzione chirurgica. In questi casi le opzioni reali sono l'emorroidectomia tradizionale o la prolassectomia/STARR.

Emorroidi di I-II grado: terapia medica in senso esteso

Le emorroidi di I e II grado sono condizioni da trattare con un approccio conservativo: fibre, idratazione, flebotonici, correzione delle abitudini defecatorie. Se il sanguinamento persiste, la legatura elastica è la procedura ambulatoriale di prima scelta (efficace in circa 9 pazienti su 10, ripetibile). Questi pazienti vanno rivalutati a distanza di tempo: molti migliorano stabilmente con le sole modifiche comportamentali.

 

Emorroidi di III grado: la zona di overlap

Qui esiste una sovrapposizione tra diverse tecniche. La scelta deve tenere conto sia degli effetti immediati (dolore, ripresa delle attività, impatto sulla vita quotidiana e sessuale) sia dei risultati a distanza.

  • La THD con mucopessi offre meno dolore e recupero più rapido, ma con un rischio di recidiva più alto. È un'opzione ragionevole quando il prolasso è moderato e il sintomo predominante è il sanguinamento.

  • L'emorroidectomia escissionale (Milligan-Morgan in Europa, Ferguson negli USA) ha un tasso di recidiva più basso (circa 2-10%), ma con dolore postoperatorio significativamente maggiore, convalescenza più lunga (2-4 settimane) e un rischio di incontinenza fecale di circa il 5% (nella maggior parte dei casi transitoria).

  • La prolassectomia con stapler (prolassectomia secondo Longo / STARR) è indicata quando il prolasso è il problema dominante. Con le suturatrici di ultima generazione, la differenza tra prolassectomia e STARR è in pratica minima: dipende dalla quantità di prolasso che viene trazionata nel case dello stapler. Il dolore postoperatorio è inferiore all'emorroidectomia tradizionale. Una meta-analisi aggiornata al 2026 (17 RCT, oltre 2.000 pazienti) ha confermato che la prolassectomia con stapler ha un rischio di recidiva del prolasso più alto rispetto all'emorroidectomia escissionale, ma con dolore, esiti funzionali e qualità di vita a lungo termine comparabili. Come per la STARR nella defecazione ostruita, i risultati dipendono fortemente dall'esperienza del chirurgo e dalla corretta selezione del paziente.

 

Emorroidi di IV grado o miste (interne + esterne)

L'emorroidectomia escissionale è stata il trattamento di riferimento per oltre un secolo e, nel bene e nel male, rappresenta l'intervento con il quale ci si deve confrontare per la valutazione dei risultati immediati ed a distanza. La THD non è in grado di trattare la componente esterna e ha tassi di recidiva elevati nel IV grado. La prolassectomia/STARR può essere un'alternativa quando il prolasso è il problema dominante e coesiste una sindrome da defecazione ostruita nella quale la componente meccanica è rilevante.

 Infografica che confronta tre tecniche chirurgiche per le emorroidi di III-IV grado — THD, prolassectomia/STARR ed emorroidectomia — su quattro parametri: dolore post-operatorio, tempi di ripresa, rischio di recidiva e indicazione principale. La THD ha meno dolore ma più recidive; l'emorroidectomia ha più dolore ma meno recidive; la prolassectomia/STARR si colloca in una posizione intermedia con dolore contenuto e basso rischio di recidiva.

Figura 2. Infografica che confronta tre tecniche chirurgiche per le emorroidi di III-IV grado — THD, prolassectomia/STARR ed emorroidectomia — su quattro parametri: dolore post-operatorio, tempi di ripresa, rischio di recidiva e indicazione principale. La THD ha meno dolore ma più recidive; l'emorroidectomia ha più dolore ma meno recidive; la prolassectomia/STARR si colloca in una posizione intermedia con dolore contenuto e basso rischio di recidiva.

Il Dott. Daffinà sorridente nel corridoio del reparto

Prenota una visita proctologica a Roma

con il Dott. Daffinà

Scegli la sede e l'orario più comodi per te

Vantaggi e limiti della THD

Vantaggi:

  • Meno dolore postoperatorio rispetto all'emorroidectomia e alla prolassectomia con stapler

  • Recupero più rapido (7-14 giorni vs 2-4 settimane)

  • Nessun tessuto asportato

  • Rischio di incontinenza praticamente assente

  • Eseguibile in day-surgery

 

Limiti:

  • Tasso di recidiva più alto, soprattutto per il III-IV grado

  • Non tratta le emorroidi esterne

  • La mucopessi estesa può causare tenesmo e difficoltà evacuative transitorie

  • Il reintervento in caso di recidiva è tecnicamente più complesso

  • Costo dello strumentario dedicato

Infografica che confronta le indicazioni e le controindicazioni della THD. È indicata per emorroidi di II-III grado con sanguinamento e prolasso moderato. Non è la scelta migliore per emorroidi di IV grado, componente esterna importante, recidive dopo THD o prolasso rettale significativo.

Figura 3. La THD è indicata per le emorroidi di II-III grado con sanguinamento e prolasso moderato. Per il IV grado, la componente esterna o il prolasso rettale significativo, sono preferibili altre tecniche. La scelta richiede sempre una valutazione specialistica.

Domande frequenti

La THD è dolorosa?

Il dolore postoperatorio è generalmente lieve o moderato, significativamente inferiore rispetto all'emorroidectomia tradizionale. La maggior parte dei pazienti gestisce il dolore con antidolorifici orali per pochi giorni. Alcuni pazienti riferiscono una sensazione di peso o tenesmo che si risolve in 1-2 settimane.

La THD elimina definitivamente le emorroidi?

La THD non "elimina" le emorroidi: le sgonfia riducendo l'afflusso di sangue e riposiziona la mucosa prolassata. I cuscinetti emorroidari restano in sede — e questo è un bene, perché contribuiscono alla continenza. Il rischio che i sintomi si ripresentino esiste, ed è più alto rispetto all'emorroidectomia escissionale.

Dopo quanto tempo posso tornare al lavoro?

In genere entro 7-14 giorni. Per lavori sedentari, il rientro può essere anche più precoce. Per attività fisicamente impegnative, è consigliabile attendere 2-3 settimane.

La THD è adatta alle emorroidi esterne?

No. La THD tratta esclusivamente le emorroidi interne. Se è presente una componente esterna significativa, potrebbe essere necessario un approccio diverso o combinato.

Che differenza c'è tra THD ed emorroidectomia?

L'emorroidectomia asporta il tessuto emorroidario: è più efficace nel prevenire le recidive, ma causa più dolore e ha una convalescenza più lunga. La THD non asporta tessuto, causa meno dolore e ha un recupero più rapido, ma con un rischio di recidiva più alto. Non esiste una scelta "giusta" in assoluto: dipende dal quadro clinico.

Che differenza c'è tra THD e intervento con stapler (Longo/STARR)?

Sono interventi diversi per indicazioni diverse. La THD tratta le emorroidi interne senza asportare tessuto. La prolassectomia con stapler (Longo) o la STARR resecano un cilindro di mucosa rettale e sono indicate soprattutto quando è presente un prolasso significativo. Con le suturatrici di ultima generazione, la differenza tra prolassectomia e STARR è in pratica minima: dipende dalla quantità di prolasso che viene trazionata nel case dello stapler. Le meta-analisi disponibili mostrano risultati complessivamente simili tra THD e stapled hemorrhoidopexy per le complicanze, con la THD che tende ad avere meno dolore ma più recidive.

La THD si può fare in day-surgery?

Sì, se l'intervento è stato eseguito in anestesia generale il paziente può essere dimesso dopo un periodo di osservazione di minimo 6 ore. Nei restanti casi il paziente viene dimesso dopo una notte di osservazione.

Dopo la THD le emorroidi possono tornare?

Sì. Il tasso di recidiva riportato varia dal 6% al 17% per le emorroidi di II-III grado, e può superare il 30-60% per il IV grado. La mucopessi riduce il rischio di recidiva del prolasso, ma non lo elimina.

Serve il Doppler per eseguire la THD?

È un tema dibattuto. Studi randomizzati e una recente meta-analisi (2025, 7 studi, 514 pazienti) hanno dimostrato che la legatura arteriosa eseguita senza guida Doppler produce risultati sovrapponibili — o addirittura migliori — rispetto a quella con Doppler. Questo suggerisce che il beneficio della procedura derivi più dalla mucopessi che dalla localizzazione precisa delle arterie. Tuttavia, la maggior parte dei chirurghi continua a utilizzare il Doppler come standard.

Come si capisce se sono candidato alla THD?

Solo una visita proctologica specialistica può stabilirlo. Il chirurgo valuterà il grado delle emorroidi, i sintomi predominanti (sanguinamento, prolasso, dolore), la presenza di componenti esterne, la funzione sfinterica e le aspettative. Non esiste un intervento ideale per tutti: la scelta va personalizzata.

Il Dott. Daffinà esegue la THD?

No. Il Dott. Daffinà non pratica la THD, ma la conosce approfonditamente e può indirizzare il paziente verso colleghi esperti quando questa procedura rappresenta l'opzione più indicata (soprattutto quando coesiste un deficit sfinteriale). Per le emorroidi che richiedono un trattamento chirurgico, il Dott. Daffinà utilizza altre tecniche, tra cui la STARR per i casi con prolasso rettale associato.

Bibliografia

  1. Hawkins AT, Davis BR, Bhama AR, et al. The American Society of Colon and Rectal Surgeons Clinical Practice Guidelines for the Management of Hemorrhoids. Dis Colon Rectum. 2024;67(5):614-623. doi:10.1097/DCR.0000000000003276.

  2. Ashburn JH. Hemorrhoidal Disease: A Review. JAMA. 2025;2837775. doi:10.1001/jama.2025.13083.

  3. Wald A, Bharucha AE, Limketkai B, et al. ACG Clinical Guidelines: Management of Benign Anorectal Disorders. Am J Gastroenterol. 2021;116(10):1987-2008. doi:10.14309/ajg.0000000000001507.

  4. Qureshi W, Hoang S, Frye J, Rao SS. AGA Clinical Practice Update on Diagnosis and Treatment of Hemorrhoids: Expert Review. Clin Gastroenterol Hepatol. 2026;S1542-3565(26)00282-X. doi:10.1016/j.cgh.2026.04.008.

  5. Gachabayov M, Angelos G, Orangio G, Abcarian H, Bergamaschi R. Transanal Hemorrhoidal Dearterialization With Mucopexy Versus Ferguson Hemorrhoidectomy for Prolapsed Internal Hemorrhoids: A Multicenter Prospective Study. Ann Surg. 2023;278(3):376-382. doi:10.1097/SLA.0000000000005961.

  6. Fernandez-Hurtado I, Pages-Valle N, Sarubbo MF, et al. Open Excisional Haemorrhoidectomy Versus Transanal Haemorrhoidal Dearterialization for Grade III Haemorrhoids: Open-Label Randomized Clinical Trial. Br J Surg. 2025;113(1):znaf282. doi:10.1093/bjs/znaf282.

  7. Giuliani A, Romano L, Necozione S, et al. Excisional Hemorrhoidectomy Versus Dearterialization With Mucopexy for the Treatment of Grade III Hemorrhoidal Disease: The EMODART3 Multicenter Study. Dis Colon Rectum. 2023;66(12):e1254-e1263. doi:10.1097/DCR.0000000000002885.

  8. Trenti L, Biondo S, Espin-Basany E, et al. Transanal Hemorrhoidal Dearterialization With Mucopexy Versus Vessel-Sealing Device Hemorrhoidectomy for Grade III to IV Hemorrhoids: Long-Term Outcomes From the THDLIGA Randomized Controlled Trial. Dis Colon Rectum. 2023;66(8):e818-e825. doi:10.1097/DCR.0000000000002272.

  9. Lauricella S, Brucchi F, Mascianà G, et al. Long-Term Outcomes of Stapled Haemorrhoidopexy Versus Conventional Haemorrhoidectomy: An Updated Systematic Review, Meta-Analysis and Trial-Sequential Analysis of Randomized Controlled Trials. Int J Colorectal Dis. 2026;41(1):34. doi:10.1007/s00384-026-05080-3.

  10. Watson AJ, Hudson J, Wood J, et al. Comparison of Stapled Haemorrhoidopexy With Traditional Excisional Surgery for Haemorrhoidal Disease (eTHoS): A Pragmatic, Multicentre, Randomised Controlled Trial. Lancet. 2016;388(10058):2375-2385. doi:10.1016/S0140-6736(16)31803-7.

  11. Zanella S, Spirch S, Scarpa M, Ricci F, Lumachi F. Long-Term Outcome of Stapled Transanal Rectal Resection (STARR) Versus Stapled Hemorrhoidopexys (STH) for Grade III-IV Hemorrhoids: Preliminary Results. In Vivo. 2014;28(6):1171-4.

  12. Emile SH, Elfeki H, Sakr A, Shalaby M. Transanal Hemorrhoidal Dearterialization (THD) Versus Stapled Hemorrhoidopexy (SH) in Treatment of Internal Hemorrhoids: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Clinical Trials. Int J Colorectal Dis. 2019;34(1):1-11. doi:10.1007/s00384-018-3187-3.

  13. Song Y, Chen H, Yang F, et al. Transanal Hemorrhoidal Dearterialization Versus Stapled Hemorrhoidectomy in the Treatment of Hemorrhoids: A PRISMA-compliant Updated Meta-Analysis of Randomized Control Trials. Medicine. 2018;97(29):e11502. doi:10.1097/MD.0000000000011502.

  14. Simillis C, Thoukididou SN, Slesser AA, et al. Systematic Review and Network Meta-Analysis Comparing Clinical Outcomes and Effectiveness of Surgical Treatments for Haemorrhoids. Br J Surg. 2015;102(13):1603-18. doi:10.1002/bjs.9913.

  15. Ratto C, Parello A, Veronese E, et al. Doppler-Guided Transanal Haemorrhoidal Dearterialization for Haemorrhoids: Results From a Multicentre Trial. Colorectal Dis. 2015;17(1):O10-9. doi:10.1111/codi.12779.

  16. Giordano P, Overton J, Madeddu F, Zaman S, Gravante G. Transanal Hemorrhoidal Dearterialization: A Systematic Review. Dis Colon Rectum. 2009;52(9):1665-71. doi:10.1007/DCR.0b013e3181af50f4.

  17. Tutino R, Picciariello A, Santarelli M, et al. Haemorrhoidal Artery Ligation: Is Doppler Guidance Useful? A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials. Colorectal Dis. 2025;27(7):e70163. doi:10.1111/codi.70163.

  18. Brown SR, Tiernan JP, Watson AJM, et al. Haemorrhoidal Artery Ligation Versus Rubber Band Ligation for the Management of Symptomatic Second-Degree and Third-Degree Haemorrhoids (HubBLe): A Multicentre, Open-Label, Randomised Controlled

bottom of page