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Una donna di mezz'età con un'espressione preoccupata e riflessiva

Fecaloma: cause, sintomi, cura e prevenzione

Una guida pratica per pazienti, famigliari e assistenti domiciliari

A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione marzo 2026

Quello che devi sapere subito

Il fecaloma è un accumulo di feci indurite nel retto o nel sigma che il paziente non riesce a espellere spontaneamente. È una condizione più frequente di quanto si pensi, soprattutto negli anziani, nei pazienti allettati e in chi assume determinati farmaci.

 

Punti chiave:

  • Non è una semplice stitichezza: il fecaloma rappresenta una forma estrema di stipsi che richiede un intervento attivo per essere risolta

  • La "diarrea" può essere un segnale d'allarme: feci liquide che fuoriescono attorno al fecaloma possono simulare diarrea o incontinenza (diarrea paradossa)

  • È trattabile nella maggior parte dei casi a domicilio, ma richiede un approccio sistematico e paziente

  • La prevenzione è fondamentale: fino al 39% dei pazienti ha una recidiva entro un anno se non si interviene sui fattori di rischio

  • Può avere complicanze serie se non trattato: ulcerazioni, perforazione intestinale, polmonite da aspirazione

Quando è urgente andare in Pronto Soccorso

Il fecaloma richiede una valutazione medica urgente in Pronto Soccorso quando sono presenti uno o più dei seguenti segnali d'allarme:

 

Segni di occlusione intestinale

  • Vomito persistente, soprattutto se di colore verdastro o fecaloide

  • Distensione addominale marcata e progressiva

  • Assenza completa di evacuazioni e di emissione di gas da più di 24-48 ore

  • Dolore addominale intenso, crampiforme o continuo

 

Segni di perforazione o peritonite

  • Dolore addominale improvviso e violento

  • Addome rigido, "a tavola", dolente alla palpazione

  • Febbre elevata (>38.5°C)

  • Tachicardia, pallore, sudorazione fredda

  • Stato confusionale o alterazione della coscienza

 

Segni di sanguinamento significativo

  • Sangue rosso vivo abbondante dall'ano

  • Feci nere (melena)

  • Segni di anemia acuta: pallore marcato, debolezza intensa, vertigini

 

Situazioni particolari a rischio elevato

  • Paziente diabetico con sintomi addominali

  • Paziente immunodepresso o in terapia cortisonica

  • Paziente con cardiopatia o insufficienza renale grave

  • Deterioramento rapido delle condizioni generali

 

Cosa comunicare al Pronto Soccorso:

  • Da quanti giorni il paziente non evacua

  • Se ha avuto episodi di vomito

  • I farmaci che assume (soprattutto oppioidi, anticolinergici)

  • Le patologie di base

  • Se ci sono stati episodi simili in passato

 

Nota importante: Nei pazienti anziani o con demenza, i sintomi possono essere sfumati o atipici. Un'agitazione inspiegabile, un rifiuto improvviso del cibo o una confusione acuta in un paziente abitualmente stitico devono far sospettare un fecaloma complicato e richiedono una valutazione medica tempestiva.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica. Il fecaloma può richiedere un intervento medico: in caso di dubbio, consulta il tuo medico.

Cos'è il fecaloma

Il fecaloma è una massa di feci disidratate e compatte che si accumula nel retto e talvolta nel sigma, diventando troppo voluminosa e dura per essere espulsa con la normale defecazione.

A differenza della stipsi comune, dove le feci sono semplicemente meno frequenti o più dure del normale, nel fecaloma si forma un vero e proprio "tappo" che ostruisce il passaggio intestinale. Questa massa può raggiungere dimensioni considerevoli e consistenza quasi pietrosa.

Il fecaloma non si risolve spontaneamente: richiede un intervento attivo per essere rimosso.

Chi è più a rischio

Il fecaloma può colpire chiunque, ma alcune categorie sono particolarmente vulnerabili:

Anziani

L'invecchiamento comporta un rallentamento della motilità intestinale, riduzione della sensibilità rettale, minore assunzione di liquidi e spesso politerapia farmacologica. Gli anziani istituzionalizzati sono a rischio particolarmente elevato.

 

Pazienti allettati o con mobilità ridotta

L'immobilità prolungata rallenta drasticamente il transito intestinale. Anche brevi periodi di allettamento (dopo un intervento chirurgico, durante una malattia acuta) possono favorire la formazione di fecaloma.

 

Pazienti con patologie neurologiche

Morbo di Parkinson, sclerosi multipla, lesioni midollari, ictus, demenza: tutte condizioni che alterano il controllo nervoso dell'intestino e la capacità di rispondere allo stimolo evacuativo.

 

Pazienti psichiatrici

Alcune patologie psichiatriche e i farmaci utilizzati per trattarle possono compromettere sia la motilità intestinale che la consapevolezza dei bisogni corporei.

 

Bambini

Soprattutto quelli con stipsi cronica funzionale, encopresi o disturbi dello sviluppo neurologico.

 

Pazienti nel post-operatorio

In particolare, dopo interventi proctologici dolorosi, chirurgia addominale o pelvica, dove il dolore e i farmaci antidolorifici possono inibire la defecazione.

Cause e fattori predisponenti

Il fecaloma si sviluppa quando le feci rimangono nel retto troppo a lungo, perdendo acqua e diventando progressivamente più dure. I fattori che contribuiscono sono molteplici e spesso coesistenti:

 

Stile di vita

  • Scarsa assunzione di liquidi (disidratazione)

  • Dieta povera di fibre

  • Sedentarietà o immobilità

  • Ignorare o rimandare lo stimolo evacuativo

  • Mancanza di privacy o accesso inadeguato ai servizi igienici

 

Farmaci (causa molto frequente, spesso sottovalutata)

  • Oppioidi (codeina, tramadolo, morfina, ossicodone): sono la causa farmacologica più comune

  • Anticolinergici (alcuni antistaminici, antispastici, farmaci per la vescica iperattiva)

  • Antidepressivi triciclici (amitriptilina, nortriptilina)

  • Antipsicotici

  • Calcio-antagonisti ad alto dosaggio

  • Integratori di ferro e calcio

  • Diuretici (per la disidratazione che provocano)

 

Alterazioni anatomiche

  • Stenosi (restringimenti) del retto o dell'ano

  • Rettocele

  • Prolasso rettale

  • Megacolon

  • Esiti di interventi chirurgici anali o pelvici

 

Patologie neurologiche

  • Morbo di Parkinson

  • Sclerosi multipla

  • Lesioni del midollo spinale

  • Ictus

  • Neuropatia diabetica

 

Patologie metaboliche ed endocrine

  • Ipotiroidismo

  • Diabete mellito

  • Ipercalcemia

  • Ipopotassiemia

 

Patologie psichiatriche

  • Depressione

  • Disturbi alimentari

  • Demenza

 

Condizioni dolorose anali

  • Ragade anale

  • Trombosi emorroidaria

  • Post-operatorio di interventi proctologici

Sintomi: come riconoscerlo

I sintomi del fecaloma possono essere subdoli all'inizio e vengono spesso confusi con altre condizioni. È importante riconoscerli precocemente.

Sintomi tipici

  • Assenza di evacuazioni per diversi giorni, nonostante lo stimolo

  • Sensazione di pienezza rettale persistente, come se ci fosse qualcosa che non riesce a uscire

  • Sforzo evacuativo inefficace: il paziente spinge ma non riesce a espellere nulla

  • Dolore addominale, spesso localizzato nella parte bassa dell'addome

  • Distensione addominale progressiva

  • Nausea e inappetenza

  • Sazietà precoce: sensazione di stomaco pieno dopo pochi bocconi

 

Il segnale che inganna: la diarrea paradossa

Uno dei sintomi più insidiosi è la diarrea paradossa: feci liquide che filtrano attorno al fecaloma e fuoriescono dall'ano. Questo può essere scambiato per:

  • Diarrea vera (portando a trattamenti controproducenti)

  • Incontinenza fecale

  • Gastroenterite

Se un paziente anziano o allettato presenta improvvisamente "diarrea" dopo giorni senza evacuazioni, il fecaloma deve essere sospettato.

 

Sintomi nei pazienti con difficoltà comunicative

Nei pazienti con demenza, disabilità intellettiva o disturbi psichiatrici, il fecaloma può manifestarsi con:

  • Agitazione inspiegabile

  • Irrequietezza

  • Confusione acuta (delirium)

  • Rifiuto del cibo

  • Comportamenti anomali

Per comprendere il meccanismo della Diarrea Paradossa (e della Falsa incontinenza) osservi l'illustrazione.

Fecaloma nell’ampolla rettale con massa fecale dura che ostruisce il retto e passaggio di feci liquide intorno al tappo (diarrea paradossa)

Figura: Il fecaloma è una massa di feci dure e disidratate che si accumula nell’ampolla rettale formando un vero e proprio “tappo”. Le feci più liquide provenienti dall’intestino riescono a scorrere lungo i lati della massa fecale e a fuoriuscire dall’ano, causando la cosiddetta diarrea paradossa, spesso scambiata per una diarrea vera. La pressione della colonna di feci a monte del fecaloma può essere tale da causare perdite di feci dall'ano (Falsa Incontinenza).

Possibili complicanze

Se non trattato, il fecaloma può causare complicanze anche gravi:

Ulcerazione della mucosa (colite/proctite stercoracea)

La pressione prolungata delle feci indurite sulla parete intestinale può causare ulcerazioni, con sanguinamento e rischio di infezione.

Perforazione intestinale

Complicanza rara ma potenzialmente fatale. La pressione del fecaloma può causare necrosi e perforazione della parete intestinale, con conseguente peritonite.

Polmonite da aspirazione

L'ostruzione intestinale può causare vomito con rischio di inalazione del contenuto gastrico nei polmoni.

Ritenzione urinaria

La massa fecale può comprimere la vescica o l'uretra, causando difficoltà a urinare.

Fistola retto-vaginale

Nelle donne, la pressione prolungata può causare la formazione di una comunicazione anomala tra retto e vagina.

Megacolon

La dilatazione cronica del colon a monte del fecaloma.

Come si diagnostica

Esplorazione rettale

Nella maggior parte dei casi, la diagnosi è semplice: l'esplorazione rettale rivela la presenza di una massa fecale dura e voluminosa nell'ampolla rettale. È un esame rapido, non doloroso e fondamentale.

 

Quando l'esplorazione rettale è negativa

Se il fecaloma è situato più in alto (nel sigma o nel retto superiore), l'esplorazione rettale può risultare normale. In questi casi, o quando si sospettano complicanze, può essere necessaria una TC dell'addome e della pelvi.

 

Radiografia dell'addome

Può mostrare la presenza di feci accumulate nel colon e segni di distensione intestinale.

Cosa fare: il trattamento

Il trattamento del fecaloma richiede pazienza e un approccio graduale. Nella maggior parte dei casi può essere gestito a domicilio, ma i casi complicati richiedono assistenza medica.

1. Svuotamento digitale

È spesso il primo passo necessario. Consiste nella frammentazione manuale del fecaloma e nell'estrazione dei frammenti attraverso l'ano.

  • Deve essere eseguito con delicatezza, utilizzando guanti lubrificati

  • Può essere necessario ripeterlo più volte nell'arco di ore o giorni

  • Fornisce sollievo immediato ma raramente è sufficiente da solo

  • Nei pazienti con dolore significativo può richiedere analgesia o sedazione

 

2. Clisteri evacuativi

Completano lo svuotamento digitale ammorbidendo le feci residue e stimolando l'evacuazione.

Modalità raccomandata:

  • Preferire piccoli volumi ripetuti (250 ml ogni 2 ore) piuttosto che grandi volumi in una sola somministrazione

  • Continuare fino a quando le evacuazioni diventano chiare

  • I clisteri a base di fosfato di sodio sono efficaci ma vanno usati con cautela negli anziani e nei pazienti con insufficienza renale

 

3. Supposte di glicerina

Facilitano il passaggio delle feci nel canale anale grazie all'effetto lubrificante. L'effetto stimolante è modesto. Utili come complemento, non come trattamento unico.

 

4. Soluzioni orali con polietilenglicole (PEG)

Le soluzioni elettrolitiche con PEG (Selg-Esse, Isocolan, Moviprep e simili) ammorbidiscono le feci e le "lavano via" dall'alto.

  • Possono essere assunte per bocca o, nei pazienti non collaboranti, attraverso sondino nasogastrico

  • Controindicate in caso di sospetta occlusione intestinale completa o perforazione

  • Richiedono un'adeguata assunzione di liquidi

 

5. Olio di vaselina

Ha un'azione lubrificante ma la sua utilità pratica nel fecaloma già formato è limitata. Può avere un ruolo nella prevenzione.

 

6. Trattamento in anestesia

Nei casi più gravi, quando il fecaloma è molto voluminoso o il paziente non tollera le manovre, può essere necessario uno svuotamento manuale in sedazione o anestesia.

 

7. Intervento chirurgico

Riservato esclusivamente ai casi con complicanze gravi:

  • Perforazione intestinale con peritonite

  • Occlusione intestinale completa non risolvibile con metodi conservativi

  • Necrosi intestinale

La peritonite da perforazione è un'emergenza chirurgica.

Cosa fare dopo lo svuotamento

Una volta risolto l'episodio acuto, è fondamentale:

Escludere cause organiche

Se il fecaloma si è verificato senza una causa evidente (farmaci, allettamento, ecc.), può essere indicata una colonscopia o un clisma opaco per escludere:

  • Stenosi del colon o del retto

  • Neoplasie

  • Altre alterazioni anatomiche

 

Impostare una terapia di mantenimento

Per prevenire le recidive è quasi sempre necessaria una terapia lassativa a lungo termine:

  • Agenti di massa (psyllium, metilcellulosa): aumentano il volume delle feci e ne ammorbidiscono la consistenza

  • Lassativi osmotici (PEG, lattulosio): richiamano acqua nell'intestino

  • La scelta dipende dalle caratteristiche del paziente e dalla causa del fecaloma

 

Correggere i fattori di rischio modificabili

  • Revisione della terapia farmacologica (se possibile, ridurre o sostituire i farmaci costipanti)

  • Aumentare l'idratazione

  • Migliorare l'apporto di fibre

  • Favorire la mobilizzazione

  • Garantire accesso adeguato ai servizi igienici

  • Trattare eventuali patologie sottostanti (ipotiroidismo, depressione, ecc.)

Come prevenire le recidive

La prevenzione è l'aspetto più importante della gestione del fecaloma. Fino al 39% dei pazienti ha una recidiva entro un anno se non si interviene attivamente.

 

Idratazione adeguata

  • Almeno 1,5-2 litri di liquidi al giorno (salvo controindicazioni)

  • Preferire acqua, tisane, brodi

  • Limitare bevande disidratanti (alcol, eccesso di caffè)

 

Alimentazione ricca di fibre

  • Frutta e verdura ad ogni pasto

  • Cereali integrali

  • Legumi (se tollerati)

  • Introdurre le fibre gradualmente per evitare gonfiore

 

Attività fisica

  • Anche una semplice passeggiata quotidiana stimola la motilità intestinale

  • Nei pazienti allettati: mobilizzazione passiva, cambi di posizione frequenti

 

Rispondere allo stimolo

  • Non rimandare l'evacuazione

  • Stabilire una routine: tentare l'evacuazione sempre alla stessa ora, preferibilmente dopo i pasti (sfruttando il riflesso gastro-colico)

 

Monitoraggio regolare

  • Tenere un diario delle evacuazioni

  • Non aspettare più di 3 giorni senza evacuare prima di intervenire

 

Terapia lassativa di mantenimento

  • Nei pazienti a rischio, una terapia lassativa regolare è preferibile agli interventi d'emergenza

  • I lassativi osmotici (PEG) sono sicuri anche per uso prolungato

Consigli per l'assistente domiciliare

Chi assiste persone anziane, allettate o con difficoltà cognitive ha un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel riconoscimento precoce del fecaloma.

 

Cosa monitorare

  • Frequenza delle evacuazioni: non fidarsi solo di quanto riferito dal paziente; verificare quando possibile

  • Caratteristiche delle feci: quantità, consistenza, presenza di sangue o muco

  • Sintomi indiretti: gonfiore addominale, inappetenza, agitazione, confusione

 

Segnali d'allarme

  • Assenza di evacuazioni per più di 3 giorni

  • Comparsa improvvisa di "diarrea" in un paziente abitualmente stitico

  • Distensione addominale

  • Rifiuto del cibo

  • Agitazione o confusione inspiegabili

 

Cosa fare

  • Non aspettare che la situazione peggiori

  • Contattare il medico curante ai primi segnali

  • Assicurarsi che il paziente beva a sufficienza

  • Favorire la mobilizzazione, anche minima

  • Garantire privacy e comfort durante l'evacuazione

Il Dott. Daffinà sorridente nel corridoio del reparto

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Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per risolvere un fecaloma?

Dipende dalle dimensioni e dalla consistenza. I casi lievi possono risolversi in poche ore con svuotamento digitale e clisteri. I casi più severi possono richiedere giorni di trattamento graduale. È importante non avere fretta e procedere con delicatezza per evitare traumi.

Il fecaloma può tornare?

Sì, le recidive sono frequenti (fino al 39% entro un anno) se non si interviene sui fattori di rischio. Per questo la prevenzione è fondamentale quanto il trattamento dell'episodio acuto.

 

Posso trattare il fecaloma a casa?

Molti casi possono essere gestiti a domicilio, ma è sempre consigliabile una valutazione medica, soprattutto se è il primo episodio, se il paziente è anziano o fragile, o se sono presenti sintomi come febbre, dolore intenso o vomito.

 

I lassativi possono causare dipendenza?

I lassativi osmotici (come il PEG) e gli agenti di massa (come lo psyllium) sono sicuri anche per uso prolungato e non creano dipendenza. I lassativi stimolanti (senna, bisacodile) dovrebbero invece essere usati solo occasionalmente.

 

Come faccio a capire se è fecaloma o semplice stitichezza?

La stitichezza comune si risolve con lassativi o modifiche dietetiche. Nel fecaloma, nonostante lo stimolo e lo sforzo, non si riesce a evacuare, oppure compare diarrea paradossa. La sensazione di "blocco" è tipica. In caso di dubbio, l'esplorazione rettale chiarisce la diagnosi.

Il fecaloma può essere pericoloso?

Se non trattato, può causare complicanze anche gravi come ulcerazioni, perforazione intestinale o polmonite da aspirazione. Per questo non va sottovalutato, soprattutto nei pazienti fragili.

Mio padre anziano ha spesso "diarrea" ma non mangia quasi nulla. È possibile che sia fecaloma?

Sì, questo è un quadro tipico di diarrea paradossa. Le feci liquide filtrano attorno al fecaloma dando l'impressione di diarrea. È importante farlo valutare dal medico.

Dopo un intervento per emorroidi ho paura di evacuare per il dolore. Rischio il fecaloma?

Sì, il dolore post-operatorio può portare a trattenere le feci, che diventano sempre più dure. È fondamentale mantenere le feci morbide con fibre e lassativi osmotici, e non rimandare l'evacuazione. Se il dolore è molto intenso, parlane con il chirurgo.

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