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PRP in proctologia: plasma ricco di piastrine per fistole, ragadi e sinus pilonidale

La medicina rigenerativa al servizio della chirurgia proctologica

A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione del testo: 24 maggio 2026

Quello che devi sapere subito

  • Il PRP, o plasma ricco di piastrine, è un concentrato ottenuto dal sangue del paziente, ricco di fattori di crescita che favoriscono la riparazione dei tessuti.

  • In proctologia viene usato soprattutto come trattamento adiuvante, cioè in associazione a una procedura chirurgica o a una terapia conservativa.

  • Le applicazioni più studiate riguardano fistole anali complesse, ragade anale cronica, sinus pilonidale e alcune ferite proctologiche difficili.

  • Essendo autologo, il PRP ha un profilo di sicurezza favorevole, se preparato e applicato secondo protocolli corretti.

  • Non è un farmaco né una terapia miracolosa: può aiutare la guarigione, ma non sostituisce la correzione chirurgica quando questa è necessaria.

  • Le evidenze scientifiche sono promettenti, ma non omogenee: l’indicazione va valutata caso per caso.

Infografica che illustra i 4 step della preparazione del PRP: prelievo di sangue venoso, centrifugazione, raccolta del plasma ricco di piastrine, applicazione locale nella zona da trattare. Procedura della durata
 di 15-20 minuti.

Figura 1. Come si prepara il PRP: dal prelievo di sangue all'applicazione locale in 4 passaggi. L'intera procedura richiede circa 15-20 minuti e utilizza esclusivamente il sangue del paziente.

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Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente informativa e non sostituiscono in alcun modo la visita medica specialistica. In caso di sintomi, rivolgiti al tuo medico di base o a uno specialista.

Cos'è il PRP

Il PRP è un concentrato di piastrine ottenuto dal sangue del paziente stesso. Le piastrine - le cellule del sangue che normalmente intervengono per fermare le emorragie - contengono al loro interno centinaia di molecole biologicamente attive, chiamate fattori di crescita. Quando le piastrine vengono attivate, rilasciano questi fattori nell'ambiente circostante, innescando un processo di rigenerazione dei tessuti.

In pratica, il PRP è un modo per concentrare e consegnare al punto giusto le molecole che il corpo usa naturalmente per guarire, ma in quantità molto più elevate rispetto a quelle normalmente presenti nel sangue (da 3 a 5 volte superiori).

Il PRP è utilizzato da oltre vent'anni in molte specialità mediche: ortopedia, odontoiatria, dermatologia, chirurgia plastica, oculistica. In proctologia, il suo impiego è più recente ma in rapida crescita, con risultati promettenti soprattutto nel trattamento delle fistole anali e del sinus pilonidale.

Come si prepara

La preparazione del PRP è una procedura semplice che può essere eseguita in ambulatorio o in sala operatoria, immediatamente prima dell'applicazione.

  1. Prelievo di sangue: viene prelevata una piccola quantità di sangue venoso dal braccio del paziente (in genere 10-50 ml, a seconda del sistema utilizzato e della quantità di PRP necessaria).

  2. Centrifugazione: il sangue viene inserito in una centrifuga che, ruotando ad alta velocità, separa i suoi componenti in base al peso: i globuli rossi (più pesanti) si depositano sul fondo, mentre le piastrine e il plasma (più leggeri) si concentrano nella parte superiore.

  3. Raccolta del PRP: la frazione ricca di piastrine viene aspirata e raccolta. Il risultato è un piccolo volume di plasma con una concentrazione di piastrine molto superiore a quella del sangue intero.

  4. Attivazione e applicazione: il PRP può essere attivato (con cloruro di calcio o trombina) per trasformarlo in un gel, oppure iniettato direttamente in forma liquida nel tessuto da trattare.

 

L'intera procedura richiede circa 15-20 minuti. Poiché il PRP proviene dal sangue del paziente stesso, il rischio di reazioni immunitarie o di trasmissione di infezioni è molto basso

Come agisce: il meccanismo d'azione

Le piastrine contengono al loro interno piccole strutture chiamate granuli alfa, che funzionano come "magazzini" di fattori di crescita. Quando le piastrine vengono attivate — come accade naturalmente in una ferita, o artificialmente durante la preparazione del PRP — questi granuli si aprono e rilasciano il loro contenuto.

I principali fattori di crescita contenuti nel PRP sono:

  • PDGF (fattore di crescita derivato dalle piastrine): stimola la crescita cellulare e la riparazione dei vasi sanguigni

  • TGF-β (fattore di crescita trasformante): promuove la guarigione delle ferite e la formazione di nuovo tessuto connettivo

  • VEGF (fattore di crescita dell'endotelio vascolare): favorisce la formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi), fondamentale per portare ossigeno e nutrienti al tessuto in via di guarigione

  • EGF (fattore di crescita epidermico): accelera la rigenerazione della pelle e delle mucose

  • IGF (fattore di crescita insulino-simile): contribuisce alla riparazione dei tessuti

  • FGF (fattore di crescita dei fibroblasti): stimola la produzione di collagene e la riparazione tissutale

 

Questi fattori lavorano insieme, in modo coordinato, per:

  • Ridurre l'infiammazione

  • Stimolare la migrazione e la moltiplicazione delle cellule riparatrici

  • Favorire la formazione di nuovi vasi sanguigni

  • Accelerare la produzione di collagene e tessuto di granulazione

  • Promuovere la chiusura della ferita

 

In pratica il PRP non introduce sostanze estranee nel corpo: potenzia e accelera i meccanismi di guarigione che il corpo già possiede.

PRP e Fistole anali

La fistola anale è un piccolo tunnel che si forma tra il canale anale e la cute perianale, spesso come conseguenza di un ascesso. Le fistole complesse — quelle che attraversano una porzione significativa dello sfintere anale — rappresentano una delle sfide più difficili della chirurgia proctologica, perché il trattamento deve ottenere la guarigione senza danneggiare la continenza.

Il PRP viene utilizzato nelle fistole anali in due modi principali:

  • Come trattamento autonomo: dopo il drenaggio con setone e il curettage (pulizia) del tragitto fistoloso, il PRP viene iniettato direttamente nel tragitto per promuoverne la chiusura dall'interno.

  • Come adiuvante chirurgico: in combinazione con altre tecniche sphincter-sparing (che risparmiano lo sfintere), come la VAAFT, la LIFT o il flap di avanzamento mucoso, per migliorare il tasso di guarigione.

 

Cosa dicono i dati. Una meta-analisi su 14 studi e oltre 500 pazienti ha mostrato un tasso di guarigione complessivo di circa 7 pazienti su 10 quando il PRP viene utilizzato da solo, che sale a oltre 8 su 10 quando viene combinato con altre procedure chirurgiche. Gli effetti collaterali sono rari e generalmente lievi. Nessun paziente ha riportato peggioramento della continenza.

Un dato importante emerge da uno studio randomizzato su fistole transfinteriche alte: il PRP ha ottenuto risultati comparabili al flap di avanzamento mucoso (circa 7 pazienti su 10 guariti in entrambi i gruppi), ma con una procedura molto meno invasiva. Tuttavia, il diametro del tragitto fistoloso conta: nelle fistole con tragitto stretto (sotto i 4 mm), la guarigione con PRP raggiunge quasi 9 pazienti su 10, mentre nelle fistole con tragitto più ampio i risultati sono nettamente inferiori.

I risultati a lungo termine richiedono cautela. Uno studio prospettico su 166 pazienti con fistole complesse seguiti per 5 anni ha mostrato un tasso di guarigione del:

  • 71% a 1 anno,

  • 43% a 3 anni,

  • 24% a 5 anni.

Questo suggerisce che il PRP da solo potrebbe non essere sufficiente per le fistole più complesse e recidivanti, e che la combinazione con altre tecniche chirurgiche è probabilmente la strategia più efficace.

Un dato recente e incoraggiante arriva da uno studio svedese su 90 pazienti consecutivi con fistole complesse trattate esclusivamente con PRP: il 63% ha ottenuto la chiusura dopo un singolo trattamento, e l'81% dopo uno o due trattamenti aggiuntivi. Nessuna complicanza e nessun caso di incontinenza postoperatoria.

Il PRP è stato studiato anche nelle fistole associate a malattia di Crohn, con risultati promettenti: uno studio su 42 pazienti ha riportato una guarigione senza recidiva dell'84% a 1 anno e del 44% a 5 anni, con complicanze lievi e continenza preservata in quasi tutti i casi.

Un aspetto da considerare. Non tutti gli studi sono concordi. Uno studio olandese su 219 pazienti non ha trovato alcun vantaggio nell'aggiungere il PRP al flap di avanzamento endorettale in un centro di riferimento terziario. Questo suggerisce che il beneficio del PRP potrebbe dipendere dal contesto: tipo di fistola, tecnica chirurgica associata, esperienza del centro.

PRP e Ragade Anale cronica

La ragade anale cronica è una piccola lacerazione della mucosa del canale anale che non guarisce spontaneamente. Il trattamento di prima linea prevede farmaci topici (calcio-antagonisti, nitroglicerina) e misure igienico-dietetiche. Quando questi non funzionano, si ricorre tradizionalmente alla sfinterotomia laterale interna — un piccolo taglio dello sfintere che riduce lo spasmo — efficace ma gravata da un rischio, seppur basso, di incontinenza.

Il PRP rappresenta un'opzione intermedia tra la terapia medica e la chirurgia. Viene iniettato direttamente nella ragade, in ambulatorio, con una procedura rapida e poco dolorosa.

Cosa dicono i dati. Studi randomizzati hanno mostrato che l'iniezione di PRP, associata alla terapia topica standard, ottiene tassi di guarigione significativamente superiori rispetto alla sola terapia topica: circa 96% contro 66% a 6 mesi in uno studio, con un vantaggio particolarmente marcato nelle ragadi croniche. Il dolore si riduce più rapidamente e il sanguinamento si risolve prima.

Un secondo studio randomizzato ha confermato che il PRP accelera l'epitelizzazione (la chiusura della ferita) e riduce il dolore rispetto al trattamento topico standard, con una differenza significativa già a 10 giorni dal trattamento.

Il PRP nella ragade cronica è un'applicazione promettente, ma va considerata nel contesto delle opzioni disponibili. Le linee guida ASCRS 2023 non menzionano ancora il PRP tra i trattamenti raccomandati per la ragade, il che riflette la necessità di studi più ampi e con follow-up più lungo.

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PRP nella Cisti Pilonidale

Il sinus pilonidale (o cisti pilonidale) è una condizione cronica della regione sacrococcigea, frequente nei giovani adulti. Il trattamento chirurgico — sia tradizionale (escissione aperta) che mininvasivo (EPSiT, laser) — lascia spesso una ferita che richiede settimane per guarire completamente.

Il PRP viene utilizzato come adiuvante per accelerare la guarigione della ferita dopo l'intervento, sia nella chirurgia aperta che in quella mininvasiva.

Cosa dicono i dati. Una revisione sistematica e meta-analisi su 9 studi e oltre 900 pazienti ha concluso che il PRP riduce significativamente i tempi di guarigione (in media circa 2 settimane in meno), il dolore postoperatorio e i giorni di assenza dal lavoro dopo chirurgia aperta. Nella chirurgia mininvasiva, i dati sono più limitati ma suggeriscono un modesto miglioramento della guarigione. Una revisione Cochrane ha confermato che il PRP può ridurre i tempi di guarigione e il ritorno alle attività quotidiane rispetto alle medicazioni standard, pur con un livello di evidenza ancora basso.

Uno studio randomizzato su pazienti pediatrici trattati con fenolo cristallizzato ha mostrato che l'aggiunta di PRP riduce i tempi di guarigione (19 contro 31 giorni), migliora il risultato estetico e riduce le recidive (2% contro 14%).

Un'osservazione importante dalla pratica clinica: nei sinus pilonidali plurifistolizzati trattati con EPSiT, il PRP può contribuire a ridurre i tempi di guarigione, che in questi casi possono essere particolarmente lunghi.

Un'avvertenza. Nella chirurgia mininvasiva, il riempimento eccessivo della cavità con PRP potrebbe aumentare il rischio di complicanze. La quantità di PRP deve essere calibrata con attenzione.

PRP e ferite proctologiche difficili

Oltre alle applicazioni specifiche descritte sopra, il PRP trova impiego in situazioni cliniche particolari:

  • Ferite perianali che non guariscono (pseudo-guarigione dopo drenaggio di ascessi): il PRP può riattivare il processo di guarigione in ferite che si sono "bloccate".

  • Fistole retto-vaginali in pazienti con malattie infiammatorie intestinali: uno studio su pazienti con colite ulcerosa ha riportato la chiusura completa in circa 7 casi su 10.

  • Ulcere rettali croniche: esistono segnalazioni di guarigione rapida dopo applicazione di PRP in ulcere rettali refrattarie ai trattamenti convenzionali.

 

Queste applicazioni sono ancora basate su casistiche limitate e non possono essere considerate trattamenti standard. Rappresentano tuttavia opzioni da considerare in situazioni cliniche difficili, dove le alternative sono poche.

Vantaggi e limiti dell'impiego del PRP in proctologia

Vantaggi:

  • Autologo: proviene dal tuo stesso sangue, bassissimorischio di rigetto o allergia

  • Sicuro: gli effetti collaterali riportati sono rari e generalmente lievi (circa il 6% dei casi nelle casistiche più ampie)

  • Nessun impatto sulla continenza: in nessuno degli studi disponibili il PRP ha causato peggioramento della continenza anale

  • Ambulatoriale: in casi selezionati la preparazione e l'applicazione possono essere eseguite senza ricovero

  • Ripetibile: se il primo trattamento non è sufficiente, la procedura può essere ripetuta senza rischi aggiuntivi

  • Economico: il costo è contenuto rispetto ad altre terapie biologiche (come le cellule staminali)

 

Limiti:

  • Non è un trattamento definitivo per tutti: nelle fistole complesse, i tassi di guarigione a lungo termine possono essere inferiori a quelli a breve termine

  • Mancanza di standardizzazione: non esiste ancora un protocollo universale per la preparazione del PRP (velocità di centrifugazione, volume di sangue, metodo di attivazione). Questo rende difficile confrontare i risultati tra studi diversi

  • Evidenze ancora in crescita: per alcune applicazioni (ragade cronica, sinus pilonidale mininvasivo) i dati sono promettenti ma non ancora sufficienti per raccomandazioni definitive nelle linee guida internazionali

  • Non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo: la qualità del PRP dipende anche da fattori individuali come l'età, l'uso di farmaci e le condizioni generali di salute

  • Non sostituisce la chirurgia quando questa è necessaria: il PRP è un adiuvante, non un'alternativa alla correzione chirurgica di un problema anatomico

Infografica riassuntiva delle applicazioni del PRP in proctologia: fistole anali complesse (guarigione in circa 7-8 pazienti su 10), ragade anale cronica (guarigione 96% con PRP vs 66% senza), sinus pilonidale (guarigione circa 2 settimane prima). Profilo di sicurezza: autologo, effetti collaterali rari, ripetibile.

Figura 2. Le tre principali applicazioni del PRP in proctologia e i risultati riportati dalla letteratura scientifica. I dati sono una sintesi degli studi disponibili: i risultati nella pratica clinica dipendono dalla corretta indicazione, dalla tecnica utilizzata e dall'esperienza del chirurgo.

Domande frequenti

Cos'è esattamente il PRP?

È un concentrato di piastrine ottenuto dal sangue dello stesso paziente. Le piastrine contengono fattori di crescita che favoriscono la guarigione dei tessuti. Il PRP viene preparato con un semplice prelievo di sangue e una centrifugazione, e poi applicato localmente nella zona da trattare.

Il PRP è un farmaco?

No. Il PRP non è un farmaco: è un prodotto biologico autologo, preparato dal sangue del paziente stesso: per questo motivo il rischio di reazioni immunologiche è molto basso e il rischio infettivo è ridotto al minimo quando la preparazione segue protocolli corretti. In Italia, la preparazione e l'utilizzo del PRP sono regolamentati dal Ministero della Salute.

La procedura è dolorosa?

Il prelievo di sangue è come un normale prelievo venoso. L'iniezione del PRP nella zona da trattare può causare un lieve fastidio, generalmente ben tollerato. In molti casi viene eseguita durante un intervento chirurgico, quindi sotto anestesia.

Quante sedute servono?

Dipende dall'indicazione. Per la ragade cronica può essere sufficiente una singola iniezione. Per le fistole anali complesse possono essere necessarie 2-3 applicazioni. Per il sinus pilonidale, di solito una singola applicazione al momento dell'intervento.

Il PRP può sostituire l'intervento chirurgico?

In casi selezionati può essere utilizzato come un trattamento autonomo; più spesso, però, il PRP è un adiuvante che può migliorare i processi di guarigione dopo o insieme a una procedura chirurgica.

 

Ci sono rischi o effetti collaterali?

Il profilo di sicurezza è eccellente. Poiché il PRP proviene dal tuo stesso sangue, non c'è rischio di allergia o rigetto. Gli effetti collaterali riportati sono rari e lievi: lieve dolore o gonfiore nella sede di iniezione, che si risolvono spontaneamente in pochi giorni.

Il PRP è la stessa cosa delle cellule staminali?

No. Il PRP contiene piastrine e fattori di crescita, non cellule staminali. Esistono altri prodotti biologici — come il Lipogems (tessuto adiposo microfrazionato) o la frazione vascolare stromale (SVF) — che contengono cellule staminali mesenchimali. Questi prodotti hanno un meccanismo d'azione diverso e richiedono una procedura di prelievo più complessa (liposuzione del tessuto adiposo addominale), con rischi aggiuntivi.

Perché il Dott. Daffinà preferisce il PRP al Lipogems?

Pur non essendo certa l'equivalenza biologica tra i due approcci, il PRP presenta vantaggi pratici importanti: la preparazione è più semplice, non richiede una liposuzione (che è un intervento chirurgico a sé stante, con rischi propri), e può essere eseguita in ambulatorio con un semplice prelievo di sangue. Per molte indicazioni proctologiche, quindi, il PRP ha un rapporto semplicità/rischio favorevole rispetto alle procedure che richiedono prelievo di tessuto adiposo.

Il PRP è disponibile in tutti gli ospedali?

Non necessariamente. La preparazione del PRP richiede un'attrezzatura specifica (centrifuga e kit dedicati) e deve rispettare le normative vigenti emanate dal Ministero della Salute e dagli assessorati regionali competenti. Non tutti i centri chirurgici ne sono dotati.

Le linee guida raccomandano il PRP in proctologia?

Le principali linee guida internazionali (ASCRS, ACG) non includono ancora il PRP tra le raccomandazioni standard per le patologie proctologiche. Questo non significa che il PRP non funzioni, ma che i dati disponibili - pur promettenti - non sono ancora considerati sufficienti per una raccomandazione formale. La ricerca è in corso e nuovi studi vengono pubblicati con regolarità.

Il PRP funziona per le emorroidi?

Non esistono attualmente studi significativi sull'uso del PRP nel trattamento delle emorroidi. Il PRP agisce favorendo la guarigione dei tessuti, non riducendo il prolasso o la congestione vascolare. Per le emorroidi esistono trattamenti specifici più appropriati.

Quanto costa il trattamento con PRP?

Il costo è generalmente contenuto rispetto ad altre terapie biologiche. Varia in base al sistema di preparazione utilizzato e al contesto (ambulatoriale o in sala operatoria). Il costo viene discusso durante la visita preoperatoria.

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