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Colite Ischemica: quando l'intestino soffre per mancanza di sangue

A cura del Dott. A. Daffinà, chirurgo coloproctologo. Revisione del testo 6 giugno 2026

Quello che devi sapere subito

  • Non è una malattia infiammatoria cronica. La colite ischemica è causata da una temporanea riduzione del flusso di sangue all'intestino crasso. Nella grande maggioranza dei casi si risolve da sola.

  • È la forma più comune di ischemia intestinale. Colpisce soprattutto le persone oltre i 60 anni e le donne più degli uomini.

  • I sintomi tipici sono tre: dolore addominale improvviso (soprattutto a sinistra), diarrea e sangue nelle feci. Compaiono nell'arco di poche ore.

  • Oltre l'80% dei casi guarisce con il solo trattamento conservativo (digiuno, idratazione, riposo intestinale). La chirurgia è necessaria in meno del 20% dei casi.

  • Alcuni farmaci possono favorirla. Diuretici, FANS, oppioidi, farmaci che causano stipsi e altri possono contribuire all'episodio. È importante segnalare al medico tutti i farmaci assunti.

  • Il colon destro è un segnale di allarme. Se l'ischemia colpisce il colon destro o tutto il colon, la situazione è più seria e richiede un monitoraggio più stretto.

  • In caso di dolore addominale intenso con sangue nelle feci, recarsi al Pronto Soccorso. Non aspettare.

⚕️ Nota informativa - Questa pagina ha scopo informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico curante. Ogni decisione diagnostica e terapeutica deve essere personalizzata in base alle condizioni cliniche del singolo paziente. I risultati riportati si riferiscono a dati medi della letteratura scientifica e possono variare da persona a persona.

Cos'è la colite ischemica

La colite ischemica si verifica quando il flusso di sangue al colon si riduce improvvisamente, causando sofferenza e danno della parete intestinale. È la forma più frequente di ischemia intestinale. Nel 95% dei casi non c'è un'ostruzione dei vasi: il sangue semplicemente "arriva meno" per un periodo transitorio.

 

Il colon (intestino crasso) riceve sangue da due grandi arterie: l'arteria mesenterica superiore e l'arteria mesenterica inferiore. Esistono dei punti in cui i territori di queste due arterie si incontrano, chiamati "aree spartiacque": la flessura splenica (punto di Griffith) e la giunzione retto-sigmoidea (punto di Sudeck). Queste zone sono le più vulnerabili perché hanno meno vasi di riserva.

 

Quando il flusso sanguigno si riduce - per un calo di pressione, una disidratazione, un problema cardiaco o l'effetto di un farmaco - sono queste zone le prime a soffrire. Il danno può essere limitato alla mucosa (lo strato più interno) oppure, nei casi più gravi, estendersi a tutto lo spessore della parete intestinale.

 

Un concetto importante: nella maggior parte dei casi il danno è reversibile. La mucosa si ripara spontaneamente entro pochi giorni. Solo in una minoranza di casi il danno è profondo e richiede interventi più impegnativi.

Infografica verticale che illustra la colite ischemica. In alto, uno schema semplificato del colon con evidenziate in rosso e arancione le due aree spartiacque più vulnerabili all'ischemia: il punto di Griffith alla flessura splenica e il punto di Sudeck alla giunzione retto-sigmoidea. Sono rappresentate le due arterie mesenteriche (superiore e inferiore). Nella parte inferiore, tre card riassuntive riportano i dati chiave: è la forma più comune di ischemia intestinale, nel 95% dei casi non c'è ostruzione dei vasi, e oltre l'80% dei casi guarisce spontaneamente. In basso, un riquadro di allarme rosso ricorda che dolore addominale associato a sangue nelle feci richiede l'accesso al Pronto Soccorso.

Figura 1. La colite ischemica si verifica quando il flusso di sangue al colon si riduce improvvisamente. Le aree spartiacque (flessura splenica e giunzione retto-sigmoidea) sono le zone più vulnerabili perché hanno meno vasi di riserva. Nella grande maggioranza dei casi non c'è un'ostruzione dei vasi e la guarigione avviene spontaneamente.

Perché succede: le cause

Nella grande maggioranza dei casi (oltre il 95%) non si trova un'ostruzione dei vasi. L'ischemia è "non occlusiva": il sangue rallenta per motivi funzionali (calo di pressione, disidratazione, effetto di farmaci). Solo raramente la causa è un trombo o un embolo che blocca un'arteria.

Quindi, le cause si dividono in due grandi categorie:

Ischemia non occlusiva (la più frequente): il flusso sanguigno si riduce senza che ci sia un blocco fisico del vaso. Può succedere per:

  • Calo della pressione arteriosa (ipotensione)

  • Disidratazione

  • Scompenso cardiaco con ridotta gittata

  • Aritmie (soprattutto fibrillazione atriale)

  • Effetto di farmaci vasocostrittori

  • Stipsi severa (l'aumento della pressione nel lume intestinale comprime i vasi della parete)

Ischemia occlusiva (rara): un trombo o un embolo blocca fisicamente un'arteria mesenterica. Questa forma è più grave e può richiedere un trattamento urgente.

 

Un aspetto spesso sottovalutato: al danno ischemico iniziale si aggiunge il cosiddetto danno da riperfusione. Quando il sangue torna a fluire normalmente, la reazione infiammatoria che ne consegue può paradossalmente peggiorare il danno tissutale.

I fattori di rischio

I fattori di rischio principali sono: età avanzata (oltre 60-70 anni), sesso femminile, malattie cardiovascolari (ipertensione, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco), diabete, BPCO e l'uso di farmaci che riducono il flusso intestinale o causano stipsi.

Condizioni mediche associate:

  • Ipertensione arteriosa

  • Fibrillazione atriale

  • Scompenso cardiaco

  • Diabete mellito

  • BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva)

  • Malattia renale cronica / dialisi

  • Chirurgia aortica o cardiaca recente

  • Stipsi cronica (fattore precipitante più comune nell'anziano)

Farmaci associati:

  • Fortemente associati: farmaci che causano stipsi (oppioidi, anticolinergici), FANS, immunomodulatori, droghe illecite (cocaina)

  • Moderatamente associati: diuretici, digossina, antibiotici, decongestionanti, ergotaminici, chemioterapici, alosetron, triptani

  • Da segnalare: lassativi osmotici (PEG 3350), preparazioni per colonscopia a base di fosfato di sodio

 

Un dato importante: spesso non si identifica un singolo fattore scatenante. La colite ischemica è tipicamente multifattoriale - è la combinazione di più fattori (età, malattie, farmaci) a creare le condizioni per l'episodio.

Infografica sui meccanismi patogenetici, localizzazioni, sintomi percorso diagnostico e trattamenti della colite ischemica.

Figura 2. Meccanismi patogenetici e localizzazioni più frequenti della Colite Ischemica. Sintesi della sintomatologia, percorso diagnostico e trattamento.

Quando andare in Pronto Soccorso

Non tutti i dolori addominali richiedono il Pronto Soccorso. Ma la combinazione di dolore addominale improvviso + sangue nelle feci sì. Non aspettare che "passi da solo": una diagnosi tempestiva fa la differenza tra una guarigione semplice e una complicanza evitabile.

Recarsi IMMEDIATAMENTE al Pronto Soccorso se si presentano uno o più di questi sintomi:

  • Dolore addominale improvviso e intenso, soprattutto se localizzato a sinistra o diffuso a tutto l'addome

  • Sangue nelle feci (rosso vivo o scuro) comparso nelle ultime ore, soprattutto se preceduto da dolore

  • Febbre alta (oltre 38°C) associata a dolore addominale

  • Addome gonfio, rigido e molto dolente al tatto - può indicare peritonite

  • Blocco completo dell'emissione di gas e feci - può indicare un'occlusione o una necrosi

  • Svenimento, confusione, debolezza estrema - possono indicare un calo importante della pressione

 

Attenzione particolare per:

  • Persone oltre i 60 anni con malattie cardiovascolari

  • Chi assume farmaci a rischio (FANS, oppioidi, diuretici)

  • Chi ha già avuto un episodio di colite ischemica in passato

 

Cosa fare nell'attesa:

  • Non mangiare e non bere

  • Non assumere farmaci antidolorifici di propria iniziativa (possono mascherare i sintomi)

  • Se possibile, portare con sé la lista dei farmaci assunti e la documentazione medica recente

Infografica con diagramma di flusso sul percorso diagnostico della colite ischemica: sintomi di allarme, TC addome con contrasto in urgenza, valutazione di peritonite o necrosi, colonscopia entro 48 ore e definizione della gravità.

Figura 3. Il percorso diagnostico della colite ischemica prevede due step principali: la TC addome con mezzo di contrasto in urgenza e, in assenza di segni di peritonite o necrosi, la colonscopia entro 48 ore. La colonscopia deve essere eseguita con insufflazione minima, preferibilmente con CO₂, per ridurre il rischio di perforazione.

Come si fa la diagnosi

Il percorso diagnostico prevede due step principali: 1) TC addome con mezzo di contrasto (primo esame, in urgenza) per valutare l'estensione e escludere altre cause; 2) Colonscopia entro 48 ore (se non ci sono segni di peritonite) per confermare la diagnosi e prelevare biopsie.

Step 1 — TC addome con mezzo di contrasto

È l'esame di prima scelta in urgenza. Permette di:

  • Identificare l'ispessimento della parete del colon e la sua distribuzione

  • Riconoscere segni caratteristici: "thumbprinting" (impronte digitali sulla parete), edema pericolico, versamento

  • Escludere altre cause di dolore addominale (diverticolite, perforazione, occlusione)

  • Nei casi gravi, identificare segni di necrosi: pneumatosi intestinale (aria nella parete) e gas nel sistema portale

Nei casi in cui si sospetta un'ischemia da occlusione vascolare (soprattutto se il colon destro è coinvolto), si esegue una angio-TC per visualizzare direttamente le arterie mesenteriche.

 

Step 2 — Colonscopia entro 48 ore

Se non ci sono segni di peritonite o necrosi, la colonscopia è raccomandata entro 48 ore per:

  • Confermare la diagnosi

  • Valutare l'estensione e la gravità del danno mucoso

  • Prelevare biopsie (tranne in caso di gangrena)

  • Escludere altre cause (colite infettiva, malattia infiammatoria intestinale, neoplasia)

La colonscopia deve essere eseguita con insufflazione minima (preferibilmente con CO₂) per ridurre il rischio di perforazione.

I reperti endoscopici caratteristici includono: eritema, edema, friabilità, ulcerazioni superficiali e profonde, e il "colon single-stripe sign" - un'ulcera lineare singola lungo l'asse longitudinale del colon sinistro, lunga almeno 5 cm, che indica una forma più lieve e a prognosi migliore.

 

Quando NON fare la colonscopia:

  • Segni di peritonite

  • Evidenza di gangrena o pneumatosi alla TC

Gravità: lieve, moderata, severa

Le linee guida dell'American College of Gastroenterology (ACG) classificano la colite ischemica in tre livelli di gravità, che guidano le decisioni terapeutiche. La maggior parte dei casi è lieve e si risolve spontaneamente.

Forma lieve:

  • Sintomi tipici (dolore, diarrea, sanguinamento)

  • Colite segmentaria, NON localizzata al colon destro

  • Nessuno dei fattori di rischio per prognosi sfavorevole

  • Trattamento: conservativo ambulatoriale o breve ospedalizzazione

 

Forma moderata:

  • Presenza di fino a 3 dei seguenti fattori: sesso maschile, ipotensione (PA sistolica < 90 mmHg), tachicardia (FC > 100/min), dolore addominale senza sanguinamento rettale, azotemia > 20 mg/dL, emoglobina < 12 g/dL, LDH > 350 U/L, sodio < 136 mEq/L, globuli bianchi > 15.000/mm³, ulcerazioni mucose alla colonscopia

  • Trattamento: ospedalizzazione, antibiotici ad ampio spettro, monitoraggio stretto

 

Forma severa:

  • Più di 3 dei fattori sopra elencati, OPPURE uno qualsiasi dei seguenti: segni di peritonite, pneumatosi alla TC, gangrena alla colonscopia, coinvolgimento del colon destro isolato o pancolite

  • Trattamento: terapia intensiva, consulenza chirurgica immediata

  • Mortalità: fino al 21% nelle forme con colon destro isolato o pancolite

Come si cura

La terapia dipende dalla gravità. Oltre l'80% dei pazienti guarisce con il solo trattamento conservativo: digiuno, idratazione endovenosa, sospensione dei farmaci responsabili e monitoraggio. La chirurgia è riservata ai casi con necrosi, perforazione o deterioramento clinico nonostante la terapia medica.

Trattamento conservativo (forme lievi e moderate):

  • Digiuno (riposo intestinale) con rialimentazione graduale

  • Idratazione endovenosa per ripristinare il volume circolante

  • Sospensione dei farmaci potenzialmente responsabili (FANS, diuretici, vasocostrittori, farmaci che causano stipsi)

  • Trattamento delle condizioni precipitanti (scompenso cardiaco, aritmie, disidratazione)

  • Monitoraggio clinico di dolore, febbre, sanguinamento, leucocitosi

 

Antibiotici:

La questione degli antibiotici è dibattuta. Non esistono prove solide che gli antibiotici migliorino l'esito nelle forme lievi. Tuttavia, le linee guida ACG raccomandano antibiotici ad ampio spettro nelle forme moderate e severe, per il rischio di traslocazione batterica attraverso la mucosa danneggiata.

 

Anticoagulanti:

Poiché oltre il 95% dei casi è da ischemia non occlusiva, la terapia anticoagulante NON è indicata di routine. È necessaria solo nel raro caso di trombosi venosa mesenterica o tromboembolismo documentato.

Chirurgia (forme severe — meno del 20% dei casi):

L'intervento chirurgico (resezione del segmento colico necrotico) è indicato quando:

  • C'è evidenza di gangrena o necrosi transmurale

  • Ci sono segni di peritonite

  • Il paziente peggiora nonostante la terapia medica massimale

  • C'è perforazione intestinale

La mortalità nei pazienti che richiedono chirurgia è significativamente più alta (circa 39%) rispetto a quelli gestiti conservativamente (circa 6%), a conferma che chi arriva alla chirurgia è il paziente più grave.

Complicanze e recidive

La prognosi è buona nella maggior parte dei casi: l'episodio si risolve senza conseguenze. Tuttavia, circa il 15% dei pazienti può sviluppare necrosi intestinale o stenosi ischemiche. Il tasso di recidiva a 5 anni è del 7-13%.

Evoluzione favorevole (la maggioranza):

  • Risoluzione completa senza sequele

  • Guarigione della mucosa entro giorni-settimane

  • Eventuali ulcerazioni residue che si risolvono in settimane-mesi

 

Complicanze possibili:

  • Necrosi intestinale (circa 15% dei casi) — richiede chirurgia

  • Stenosi ischemica (3-9% dei casi) — restringimento cicatriziale del colon. La maggior parte è asintomatica; raramente richiede trattamento

  • Colite ischemica cronica — rara, con ulcerazioni persistenti

  • Sepsi da traslocazione batterica — rara, nei casi con danno transmurale

 

Fattori di prognosi sfavorevole:

  • Coinvolgimento isolato del colon destro (mortalità fino al 21%)

  • Pancolite (coinvolgimento di tutto il colon)

  • Dolore senza sanguinamento rettale

  • Necessità di chirurgia

  • Età avanzata con comorbidità multiple

 

Recidive:

Il tasso di recidiva cumulativo è stimato al 2.9% a 1 anno, 5.1% a 2 anni, 8.1% a 3 anni e 9.7% a 5 anni. La recidiva può verificarsi nello stesso segmento o in un segmento diverso del colon.

Infografica sui principali dati prognostici della colite ischemica: oltre l’80% dei casi guarisce con trattamento conservativo, meno del 20% richiede chirurgia, recidiva a 5 anni circa del 10% e maggiore rischio nelle forme del colon destro.

Figura 4. La prognosi della colite ischemica è buona nella maggior parte dei casi. La chirurgia è riservata alle forme con necrosi, perforazione o peritonite. Il coinvolgimento isolato del colon destro rappresenta un segnale di allarme, perché si associa a una mortalità significativamente più elevata.

Prevenzione delle recidive

Non esiste una terapia specifica per prevenire le recidive. La prevenzione si basa sul controllo dei fattori di rischio modificabili: idratazione adeguata, gestione della stipsi, revisione dei farmaci e ottimizzazione delle malattie cardiovascolari.

Cosa fare dopo un episodio:

  • Mantenersi ben idratati: soprattutto in estate, durante malattie febbrili e in caso di diarrea

  • Evitare la stipsi: con alimentazione ricca di fibre, adeguata idratazione e attività fisica

  • Revisione dei farmaci con il medico: valutare se i farmaci assunti possono aver contribuito all'episodio e se possono essere sostituiti

  • Non eccedere con i farmaci antipertensivi: un trattamento troppo aggressivo dell'ipertensione, soprattutto durante una malattia acuta, può ridurre eccessivamente la pressione e favorire l'ischemia intestinale

  • Ottimizzare la gestione delle malattie cardiovascolari: scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, cardiopatia ischemica

  • Controlli regolari: soprattutto nei primi 1-2 anni dopo l'episodio

Domande al proprio medico

Questa sezione è pensata per aiutare a preparare il colloquio con il medico. Scegliere le domande più pertinenti alla propria situazione.

Sulla diagnosi:

  • La TC ha mostrato segni di colite ischemica? Quale parte del colon è coinvolta?

  • È necessaria una colonscopia? Quando verrà eseguita?

  • Potrebbe trattarsi di qualcos'altro (malattia infiammatoria intestinale, infezione)?

 

Sulle cause:

  • Qualcuno dei farmaci che prendo potrebbe aver contribuito a questo episodio?

  • Devo sospendere o cambiare qualche farmaco?

  • Devo fare accertamenti cardiologici?

 

Sul trattamento:

  • Quanto tempo dovrò restare a digiuno?

  • Sono necessari gli antibiotici nel mio caso?

  • C'è il rischio che serva un intervento chirurgico?

 

Sulla prognosi:

  • Quanto tempo ci vorrà per guarire completamente?

  • Qual è il rischio che si ripresenti?

  • Ci sono esami di controllo da programmare dopo la dimissione?

 

Sulla prevenzione:

  • Cosa posso fare per ridurre il rischio di un nuovo episodio?

  • Devo modificare la mia alimentazione?

  • Quanta acqua dovrei bere ogni giorno?

Attenzione! In presenza di sintomi acuti la destinazione corretta è il Pronto Soccorso; la visita specialistica è appropriata per follow-up, sintomi residui o valutazione dopo dimissione.

Il Dott. Daffinà sorridente nel corridoio del reparto

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Domande frequenti

È necessaria la terapia antibiotica nei casi lievi gestiti con la sola osservazione?

No. Nelle forme lievi, le linee guida ACG raccomandano il solo trattamento di supporto (digiuno, idratazione, sospensione dei farmaci responsabili) senza antibiotici. Non esistono prove solide che gli antibiotici migliorino l'esito in questi casi, e uno studio retrospettivo su 186 pazienti non ha mostrato differenze significative tra chi ha ricevuto antibiotici e chi no.

Gli antibiotici ad ampio spettro sono invece raccomandati nelle forme moderate e severe, dove il rischio di traslocazione batterica attraverso la mucosa danneggiata è più elevato.

In sintesi:

  • Forma lieve → solo terapia di supporto, senza antibiotici

  • Forma moderata-severa → antibiotici ad ampio spettro raccomandati

Nei pazienti anziani con più malattie croniche, il medico potrebbe comunque prescrivere antibiotici anche in forme apparentemente lievi, per la minore riserva funzionale.

 

La colite ischemica è la stessa cosa della colite ulcerosa?

No. Sono due condizioni completamente diverse. La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica autoimmune. La colite ischemica è causata da una riduzione temporanea del flusso sanguigno e nella maggior parte dei casi si risolve completamente. Tuttavia, nelle fasi acute, i reperti endoscopici possono essere simili, motivo per cui la colonscopia con biopsie è importante per distinguerle.

La colite ischemica è grave?

Nella maggior parte dei casi no. Oltre l'80% degli episodi si risolve spontaneamente con il trattamento conservativo. Tuttavia, le forme che coinvolgono il colon destro o tutto il colon possono essere serie e richiedere un trattamento più aggressivo, inclusa la chirurgia.

Può tornare?

Sì, ma è poco frequente. Il tasso di recidiva è di circa il 10% a 5 anni. Il rischio si riduce controllando i fattori di rischio modificabili (idratazione, stipsi, farmaci).

Devo sospendere l'aspirina o l'anticoagulante?

Non sospendere mai autonomamente un farmaco senza consultare il medico. La decisione dipende dal motivo per cui il farmaco è stato prescritto e dal bilancio tra rischio di sanguinamento e rischio cardiovascolare.

Cosa posso mangiare dopo un episodio?

Durante la fase acuta è previsto il digiuno con idratazione endovenosa. La rialimentazione avviene gradualmente, iniziando con liquidi chiari e poi cibi leggeri. Una volta guariti, non ci sono restrizioni dietetiche specifiche, ma è consigliabile un'alimentazione ricca di fibre e un'adeguata idratazione per prevenire la stipsi.

 

La colite ischemica può diventare un tumore?

No. La colite ischemica non ha alcun potenziale di trasformazione maligna. Non aumenta il rischio di cancro del colon.

Perché il colon destro è più pericoloso?

Perché il coinvolgimento isolato del colon destro può essere il segnale di un'ischemia mesenterica acuta - una condizione più grave che coinvolge anche l'intestino tenue. Inoltre, le forme destre hanno una mortalità più elevata (fino al 21%) e richiedono più frequentemente la chirurgia.

Quanto dura il ricovero?

Dipende dalla gravità. Nelle forme lievi-moderate, la degenza media è di 3-7 giorni. Negli anziani con comorbidità, può essere più lunga (media 7 giorni). Nelle forme severe che richiedono chirurgia, il ricovero è significativamente più prolungato.

La disidratazione può davvero causare una colite ischemica?

Sì. La disidratazione riduce il volume di sangue circolante e, di conseguenza, il flusso sanguigno all'intestino. È uno dei fattori precipitanti più comuni, soprattutto negli anziani durante l'estate o in corso di malattie con febbre, vomito o diarrea.

Devo fare una colonscopia di controllo dopo la guarigione?

Non esiste una raccomandazione universale. Il medico valuterà caso per caso se programmare un controllo endoscopico, soprattutto se le biopsie iniziali non erano conclusive o se i sintomi persistono.

Cinque messaggi da portare a casa

  1. Si risolve quasi sempre da sola. Oltre l'80% dei casi guarisce con il solo trattamento conservativo (digiuno, idratazione, riposo). La chirurgia è l'eccezione, non la regola.

  2. I farmaci contano. Molti farmaci di uso comune possono contribuire all'episodio. Portare sempre al medico la lista completa dei farmaci assunti, compresi quelli da banco.

  3. Il colon destro è un segnale di allarme. Se l'ischemia coinvolge il colon destro o tutto il colon, la situazione è più seria e richiede un monitoraggio più stretto.

  4. Idratazione e stipsi sono i nemici. Mantenersi ben idratati e prevenire la stipsi sono le due misure più semplici ed efficaci per ridurre il rischio di recidiva.

  5. In caso di dolore addominale con sangue nelle feci, non aspettare. Recarsi al Pronto Soccorso. Una diagnosi tempestiva fa la differenza.

Glossario

Non tutti sono familiari con i termini medici. Da questa osservazione nasce la decisione di inserire un glossario nel quale vengono spiegati i termini utilizzati in questa pagina.

Angio-TC - TC con mezzo di contrasto specificamente mirata a visualizzare le arterie e le vene. Permette di identificare eventuali ostruzioni vascolari. Aree spartiacque - Zone del colon dove i territori di due arterie si incontrano e la circolazione collaterale è minima. Sono le più vulnerabili all'ischemia: la flessura splenica (punto di Griffith) e la giunzione retto-sigmoidea (punto di Sudeck). Colon single-stripe sign - Segno endoscopico caratteristico: un'ulcera lineare singola lungo l'asse del colon sinistro, lunga almeno 5 cm. Indica una forma più lieve, a prognosi migliore. Danno da riperfusione - Danno paradossale che si verifica quando il sangue torna a fluire dopo un periodo di ischemia. La reazione infiammatoria conseguente può peggiorare il danno iniziale. Ematochezia - Emissione di sangue rosso vivo dal retto, con o senza le feci. Gangrena — Morte del tessuto per mancanza completa di apporto sanguigno. Nella colite ischemica indica la forma più grave, con necrosi a tutto spessore della parete intestinale. Ischemia non occlusiva - Riduzione del flusso sanguigno senza blocco fisico del vaso. È la causa di oltre il 95% dei casi di colite ischemica. Ischemia occlusiva - Riduzione del flusso sanguigno causata da un blocco fisico (trombo o embolo) di un'arteria o vena mesenterica. Mezzo di contrasto - Sostanza iniettata per via endovenosa durante gli esami radiologici per rendere visibili i vasi sanguigni e le strutture interne. Mucosa - Strato più interno della parete intestinale, il primo a soffrire in caso di ischemia. Necrosi transmurale - Morte del tessuto che coinvolge tutti gli strati della parete intestinale, dalla mucosa alla sierosa. Richiede intervento chirurgico. Pancolite - Coinvolgimento ischemico di tutto il colon. Forma grave con prognosi sfavorevole. Pneumatosi intestinale - Presenza di aria all'interno della parete intestinale, visibile alla TC. È un segno di necrosi avanzata. Punto di Griffith - Area spartiacque alla flessura splenica del colon, dove il territorio dell'arteria mesenterica superiore incontra quello dell'arteria mesenterica inferiore. Punto di Sudeck - Area spartiacque alla giunzione retto-sigmoidea, dove il territorio dell'arteria mesenterica inferiore incontra quello delle arterie rettali. Stenosi ischemica - Restringimento cicatriziale del colon che può formarsi dopo un episodio di colite ischemica. Nella maggior parte dei casi è asintomatica. Thumbprinting (impronte digitali) — Segno radiologico caratteristico: ispessimenti della parete del colon che alla TC o al clisma opaco assomigliano a impronte di pollice. Traslocazione batterica - Passaggio di batteri dall'intestino al circolo sanguigno attraverso una parete intestinale danneggiata. Può causare sepsi.

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